Storia oggi

Il blog di Daniel Degli Esposti

Tag: Comune di Medicina

  • Medicina resiste: passeggiata storica

    Medicina resiste: passeggiata storica

    Martedì 8 settembre 2026 ci incontriamo per la passeggiata storica Medicina resiste. A 83 anni dall’annuncio dell’armistizio tra l’Italia e gli anglo-americani, ripercorreremo la fase più intensa della Seconda guerra mondiale nella pianura bolognese.

    Camminando nel centro storico, scopriremo come a Medicina l’antifascismo si trasformò in Resistenza. Ritroveremo i luoghi in cui le violenze naziste e fasciste lasciarono un segno rimasto nella memoria e ascolteremo le voci di chi visse la lotta di Liberazione grazie alle letture attoriali di Federico Benuzzi.

    L’appuntamento è fissato alle ore 20:15 sotto la loggia del Comune, in via Libertà 103, a Medicina.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare. L’iniziativa è promossa da ANPI Medicina in collaborazione con l’amministrazione comunale.

    Medicina resiste: una piccola anteprima sull’8 settembre 1943

    Il 3 settembre 1943 il Regno d’Italia firma un armistizio con gli Stati Uniti e l’Impero britannico. Il Regio Esercito cessa le ostilità nei confronti delle forze armate alleate e s’impegna a resistere «ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza». Tuttavia, le truppe italiane non sono pronte a combattere contro gli ex alleati tedeschi. Anche per questo, il governo di Badoglio non vuole dare l’annuncio della resa agli anglo-americani.

    Dopo qualche giorno di attesa, gli Alleati pretendono che l’Italia riveli la nuova situazione, minacciando nuovi bombardamenti sulle città. Il governo cede e l’annuncio è trasmesso via radio alle 19:42 dell’8 settembre.

    L’Italia si ritira dal conflitto lasciando il Regio Esercito senza direttive precise. Intanto le forze armate germaniche si preparano ad applicare il piano Achse, che prevede l’occupazione della penisola fino alla Campania meridionale.

    L’armistizio a Bologna

    A Bologna, mentre si formano cortei lungo le strade e s’improvvisano comizi nelle piazze, alcuni esponenti del Comitato «pace e libertà» si mettono a disposizione del Comando militare territoriale per contribuire alla difesa della città, chiedendo di distribuire armi ai cittadini.

    Il generale Terziani rifiuta, affermando di essere pronto a eseguire gli ordini dei superiori. In quella serata, tuttavia, i vertici delle istituzioni e delle forze armate si eclissano, provocando il collasso del Paese.

    Terziani decide di arrendersi alle truppe tedesche e anche negli altri capoluoghi di provincia le autorità militari non organizzano sistematicamente la difesa, isolando di fatto i reparti che abbozzano una resistenza.

    Lo squadrone di cavalleria “Novara”, di stanza a Medicina, si disperde rapidamente, abbandonando armi ed equipaggiamenti.

    9 settembre: l’alba di “Medicina resiste”

    Così, il mattino del 9 settembre gli emiliani e i romagnoli si risvegliano sotto l’occupazione nazista. Il giorno successivo un Ordine del Führer istituisce il plenipotenziario civile del Reich in Italia, Rudolf Rahn, legato al Ministero degli Esteri. Hitler affida ai prefetti il compito di far funzionare le amministrazioni locali, insedia presso il governo fascista un consigliere straordinario per le questioni di polizia e istituisce un comandante militare territoriale per la zona occupata, favorendo il collocamento di presidi dell’esercito nelle principali città del centro-nord.

    I tedeschi impongono alle autorità italiane la collaborazione, garantendo l’appoggio delle truppe insediate nei centri urbani, ma la situazione rimane confusa per qualche giorno.

    In molti paesi i civili prendono d’assalto ammassi e salumifici per evitare che le scorte finiscano nelle mani dei tedeschi, provocando anche incidenti con gravi conseguenze.

    A Medicina, invece, nasce un comitato per la distribuzione del grano alla popolazione: dal momento che il commissario prefettizio Giuseppe Valeriani si è reso irreperibile, gli artefici dell’iniziativa sono antifascisti come Argentesi, Trippa, Bertolini, Baroncini, Mario Monterumici e il medico Leone Timoncini.

    Collaborando con l’ufficio annonario del Comune, il comitato distribuisce due quintali di grano per ogni persona a prezzo convenzionato, sostituendo per un anno la tessera del pane e della pasta. Si procede in gran fretta e il successo dell’iniziativa è soltanto parziale, ma sono evitati incidenti.

    Per scoprire altre vicende della lotta di Liberazione, ti aspetto alla passeggiata storica Medicina resiste.

    Conosci la Newsletter di Storia oggi?

    Per restare aggiornati su tutte le mie iniziative, è possibile iscriversi alla Newsletter settimanale, in questa pagina.