Storia oggi

Il blog di Daniel Degli Esposti

Tag: Emergency

  • Educare alla pace: ciclo di incontri Peace-makers

    Educare alla pace: ciclo di incontri Peace-makers

    Martedì 13 ottobre 2026 partirà il secondo ciclo di incontri Peace-makers. Educare alla pace. Dopo la bella esperienza del 2025, che ci ha portato a scoprire le molteplici esperienze del pacifismo in un’epoca segnata dall’illusione del riarmo, esploreremo un altro tema chiave per la costruzione di una società più giusta.

    Il ciclo di incontri approfondisce la storia dell’educazione alla pace e alla nonviolenza attraverso il racconto e la contestualizzazione delle vicende di alcune persone che hanno elaborato strategie e metodi educativi finalizzati ad affrontare i conflitti in modo aperto, respingendo la violenza e opponendosi all’ineluttabilità della guerra.

    L’iniziativa è inserita nel programma Modena città per la pace ed è promossa da un gruppo di associazioni: Casa per la Pace Modena ODV, Emergency Modena, Gruppo don Milani – Modena, Movimento Nonviolento – Centro territoriale di Modena, Officina Windsor Park, ARCI Modena e Bambini nel deserto.

    Come si svolgeranno gli incontri

    Ogni incontro durerà circa due ore. Nella prima parte, terrò la relazione storica, sfruttando anche immagini e/o materiali multimediali. Nella seconda parte, risponderò alle vostre domande aprendo un dibattito sugli argomenti trattati nell’esposizione.

    Consiglio di partecipare a chi desidera comprendere come sono stati costruiti diversi percorsi di educazione alla pace. Le/I docenti degli istituti scolastici possono ricavare dagli incontri alcuni spunti di riflessione e approfondimento sulla storia contemporanea, dal momento che proporrò fonti visive e fornirò riferimenti bibliografici.

    Educare alla pace: il programma

    Gli incontri si svolgeranno a partire dalle ore 18 nella Sala polivalente dell’Officina Windsor Park, in Strada San Faustino 155/U, a Modena.

    13/10: Educazione e pace. Maria Montessori e l’azione concreta contro la guerra.

    20/10: Lasciare questo mondo un po’ migliore. Robert Baden-Powell e lo scoutismo.

    27/10: Educazione come vita. Chiara Lubich per la pace e per l’unità dei popoli.

    3/11: Contro ogni coercizione. La pedagogia di Francisco Ferrer e l’educazione antimilitarista secondo socialisti e anarchici.

    Come partecipare

    La partecipazione al ciclo di incontri è libera e gratuita, senza prenotazione. L’ingresso sarà consentito fino all’esaurimento dei posti disponibili in sala.

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  • Coltivare la pace: narrazione-spettacolo a Savignano

    Coltivare la pace: narrazione-spettacolo a Savignano

    Domenica 30 agosto 2026 ci incontriamo alle ore 18 nel parco Gino Strada a Savignano sul Panaro (frazione Garofano) per la narrazione-spettacolo Coltivare la pace. Teresa Sarti, Gino Strada e il viaggio di Emergency nel mondo contemporaneo. Racconterò le vicende di due persone che hanno dedicato la propria vita a concretizzare la giustizia e l’uguaglianza tra gli esseri umani.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

    L’iniziativa è organizzata da Emergency – Gruppo di Modena e dal Comune di Savignano sul Panaro. Sarà l’occasione per ricordare la passione e l’impegno civile con cui Roberto Cocciolo ha proseguito il cammino di Teresa e Gino. Raccontare questa storia è un modo di raccogliere il testimone per continuare a seguire il suo esempio nella vita di tutti i giorni.

    Nel corso dell’evento i rappresentanti dell’Associazione Kaki Tree Project consegneranno all’Amministrazione comunale una talea dell’albero di cachi sopravvissuto alla bomba atomica sganciata sulla città di Nagasaki il 9 agosto 1945. Quell’albero rappresenta la forza della pace ed è un simbolo per tutte le persone che vogliono coltivarla, contrastando il riarmo atomico (e non solo). La talea sarà messa a dimora nelle settimane successive in un parco pubblico di Savignano.

    Una piccola anteprima

    Ripercorreremo insieme le vite di Teresa Sarti e Gino Strada, dall’infanzia nella Sesto San Giovanni del secondo dopoguerra all’idea che “umanizzare la guerra significa abolirla”, faro per le attività e per le campagne di Emergency.

    Capiremo perché Teresa e Gino comprendono e ripudiano le ingiustizie strutturali della società in cui crescono, battendosi per superarle sia nell’insegnamento scolastico sia nella professione medica, fino a immaginare l’avventura di una ONG finalizzata a salvare vite umane ripudiando al tempo stesso la guerra.

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  • Peace-makers: incontri sul pacifismo a Modena

    Peace-makers: incontri sul pacifismo a Modena

    Martedì 7 ottobre 2025 partirà un nuovo ciclo di incontri sulla storia contemporanea a Modena. Il titolo, Peace-makers. Persone che hanno fatto la pace, rivela la volontà di far emergere le molteplici esperienze del pacifismo in un’epoca sempre più segnata dalle tragedie delle guerre e dall’illusione del riarmo.

    Nel corso degli incontri, approfondirò la storia della nonviolenza, dell’antimilitarismo e del pacifismo in Italia. Partirò sempre dal racconto delle vicende biografiche di alcune persone che sono state protagoniste di lotte e mobilitazioni contro la guerra, il riarmo e le istituzioni militari.

    Il ciclo di incontri è inserito nel programma Modena città per la pace ed è promosso da un gruppo di associazioni: Casa per la Pace Modena ODV, Emergency Modena, Gruppo don Milani – Modena, Movimento Nonviolento – Centro territoriale di Modena e Officina Windsor Park.

    Come si svolgeranno gli incontri

    Ogni incontro durerà circa due ore. Nella prima parte, terrò la relazione storica, sfruttando anche immagini e/o materiali multimediali. Nella seconda parte, risponderò alle vostre domande aprendo un dibattito sugli argomenti trattati nell’esposizione.

    Consiglio di partecipare a chi desidera comprendere le radici storiche del presente. I docenti degli istituti scolastici possono ricavare dagli incontri alcuni spunti di riflessione e approfondimento, dal momento che proporrò fonti visive e fornirò riferimenti bibliografici.

    Peace-makers: il programma

    7/10: Rifiutiamo le armi. Augusto Masetti e Rosa Genoni: antimilitarismo e pacifismo tra la Belle Époque e la Grande Guerra.

    14/10: Azione nonviolenta. Aldo Capitini dall’antifascismo alla Marcia della Pace Perugia-Assisi.

    21/10: Disobbedire. Pietro Pinna, Ernesto Balducci, don Lorenzo Milani e l’obiezione di coscienza.

    4/11: Umanizzare la guerra significa abolirla. Teresa Sarti e Gino Strada dalla Croce rossa internazionale a Emergency.

    Come partecipare

    La partecipazione al ciclo di incontri è libera e gratuita, senza prenotazione. L’ingresso sarà consentito fino all’esaurimento dei posti disponibili in sala.

    Proteo fare Sapere rilascerà, a chi ne farà richiesta, un attestato di partecipazione. L’iniziativa, essendo organizzata da Ente accreditato/qualificato per la formazione DM 8/06/2005 e DM 170/2016, è automaticamente autorizzata ai sensi dell’art. 36 del CCNL 2019/2021 del Comparto Scuola.

    Pacifismo, antimilitarismo e nonviolenza: una piccola anteprima

    Pacifismo, antimilitarismo e nonviolenza non sono sinonimi. Anche se sono accomunati dall’opposizione alla guerra come strumento di aggressione o di risoluzione dei conflitti, non hanno lo stesso approccio nei confronti degli eserciti e della lotta armata.

    Pacifismo

    Il pacifismo liberale e giuridico affida la costruzione e il mantenimento della pace al diritto internazionale. In quest’ottica, sono fondamentali la diplomazia degli Stati e il controllo degli organismi internazionali o sovranazionali. Quando uno Stato infrange il diritto, è considerato legittimo ricorrere alla guerra per ristabilire l’ordine, secondo una logica di “polizia internazionale”.

    Antimilitarismo

    L’antimilitarismo è un’opposizione dal basso nei confronti dell’esercito e, per estensione, della polizia. Le forze armate sono considerate istituzioni al servizio della classe dirigente, che affida a esse la difesa dei propri privilegi contro i subalterni. Alcuni antimilitaristi rifiutano la violenza, ma altri ammettono rivolte, insurrezioni, forme di resistenza armata e rivoluzioni.

    Nonviolenza

    La nonviolenza è una forma di lotta radicale contro ogni ingiustizia sociale e umana. Prevede di battersi fino all’ottenimento della giustizia, ricorrendo unicamente a metodi nonviolenti (sciopero, boicottaggio, occupazione, blocco stradale, propaganda, controinformazione, educazione, organizzazione di gruppi…). Il principio base della nonviolenza prevede che, per raggiungere un fine “buono”, non è possibile utilizzare mezzi “cattivi”.

    Conclusioni

    • I nonviolenti sono sempre anche pacifisti e antimilitaristi;
    • gli antimilitaristi non sono tutti nonviolenti (alcuni ammettono la rivoluzione violenta);
    • i pacifisti non sono tutti nonviolenti (ammettono alcune guerre), né antimilitaristi (ammettono gli eserciti).

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