Domenica 30 agosto 2026 ci incontriamo alle ore 18 nel parco Gino Strada a Savignano sul Panaro (frazione Garofano) per la narrazione-spettacolo Coltivare la pace. Teresa Sarti, Gino Strada e il viaggio di Emergency nel mondo contemporaneo. Racconterò le vicende di due persone che hanno dedicato la propria vita a concretizzare la giustizia e l’uguaglianza tra gli esseri umani.
La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.
L’iniziativa è organizzata da Emergency – Gruppo di Modena e dal Comune di Savignano sul Panaro. Sarà l’occasione per ricordare la passione e l’impegno civile con cui Roberto Cocciolo ha proseguito il cammino di Teresa e Gino. Raccontare questa storia è un modo di raccogliere il testimone per continuare a seguire il suo esempio nella vita di tutti i giorni.
Nel corso dell’evento i rappresentanti dell’Associazione Kaki Tree Project consegneranno all’Amministrazione comunale una talea dell’albero di cachi sopravvissuto alla bomba atomica sganciata sulla città di Nagasaki il 9 agosto 1945. Quell’albero rappresenta la forza della pace ed è un simbolo per tutte le persone che vogliono coltivarla, contrastando il riarmo atomico (e non solo). La talea sarà messa a dimora nelle settimane successive in un parco pubblico di Savignano.
Una piccola anteprima
Ripercorreremo insieme le vite di Teresa Sarti e Gino Strada, dall’infanzia nella Sesto San Giovanni del secondo dopoguerra all’idea che “umanizzare la guerra significa abolirla”, faro per le attività e per le campagne di Emergency.
Capiremo perché Teresa e Gino comprendono e ripudiano le ingiustizie strutturali della società in cui crescono, battendosi per superarle sia nell’insegnamento scolastico sia nella professione medica, fino a immaginare l’avventura di una ONG finalizzata a salvare vite umane ripudiando al tempo stesso la guerra.
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Martedì 7 ottobre 2025 partirà un nuovo ciclo di incontri sulla storia contemporanea a Modena. Il titolo, Peace-makers. Persone che hanno fatto la pace, rivela la volontà di far emergere le molteplici esperienze del pacifismo in un’epoca sempre più segnata dalle tragedie delle guerre e dall’illusione del riarmo.
Nel corso degli incontri, approfondirò la storia della nonviolenza, dell’antimilitarismo e del pacifismo in Italia. Partirò sempre dal racconto delle vicende biografiche di alcune persone che sono state protagoniste di lotte e mobilitazioni contro la guerra, il riarmo e le istituzioni militari.
Il ciclo di incontri è inserito nel programma Modena città per la pace ed è promosso da un gruppo di associazioni: Casa per la Pace Modena ODV, Emergency Modena, Gruppo don Milani – Modena, Movimento Nonviolento – Centro territoriale di Modena e Officina Windsor Park.
Come si svolgeranno gli incontri
Ogni incontro durerà circa due ore. Nella prima parte, terrò la relazione storica, sfruttando anche immagini e/o materiali multimediali. Nella seconda parte, risponderò alle vostre domande aprendo un dibattito sugli argomenti trattati nell’esposizione.
Consiglio di partecipare a chi desidera comprendere le radici storiche del presente. I docenti degli istituti scolastici possono ricavare dagli incontri alcuni spunti di riflessione e approfondimento, dal momento che proporrò fonti visive e fornirò riferimenti bibliografici.
Peace-makers: il programma
7/10: Rifiutiamo le armi. Augusto Masetti e Rosa Genoni: antimilitarismo e pacifismo tra la Belle Époque e la Grande Guerra.
14/10: Azione nonviolenta. Aldo Capitini dall’antifascismo alla Marcia della Pace Perugia-Assisi.
21/10: Disobbedire. Pietro Pinna, Ernesto Balducci, don Lorenzo Milani e l’obiezione di coscienza.
4/11: Umanizzare la guerra significa abolirla. Teresa Sarti e Gino Strada dalla Croce rossa internazionale a Emergency.
Come partecipare
La partecipazione al ciclo di incontri è libera e gratuita, senza prenotazione. L’ingresso sarà consentito fino all’esaurimento dei posti disponibili in sala.
Proteo fare Sapere rilascerà, a chi ne farà richiesta, un attestato di partecipazione. L’iniziativa, essendo organizzata da Ente accreditato/qualificato per la formazione DM 8/06/2005 e DM 170/2016, è automaticamente autorizzata ai sensi dell’art. 36 del CCNL 2019/2021 del Comparto Scuola.
Pacifismo, antimilitarismo e nonviolenza: una piccola anteprima
Pacifismo, antimilitarismo e nonviolenza non sono sinonimi. Anche se sono accomunati dall’opposizione alla guerra come strumento di aggressione o di risoluzione dei conflitti, non hanno lo stesso approccio nei confronti degli eserciti e della lotta armata.
Pacifismo
Il pacifismo liberale e giuridico affida la costruzione e il mantenimento della pace al diritto internazionale. In quest’ottica, sono fondamentali la diplomazia degli Stati e il controllo degli organismi internazionali o sovranazionali. Quando uno Stato infrange il diritto, è considerato legittimo ricorrere alla guerra per ristabilire l’ordine, secondo una logica di “polizia internazionale”.
Antimilitarismo
L’antimilitarismo è un’opposizione dal basso nei confronti dell’esercito e, per estensione, della polizia. Le forze armate sono considerate istituzioni al servizio della classe dirigente, che affida a esse la difesa dei propri privilegi contro i subalterni. Alcuni antimilitaristi rifiutano la violenza, ma altri ammettono rivolte, insurrezioni, forme di resistenza armata e rivoluzioni.
Nonviolenza
La nonviolenza è una forma di lotta radicale contro ogni ingiustizia sociale e umana. Prevede di battersi fino all’ottenimento della giustizia, ricorrendo unicamente a metodi nonviolenti (sciopero, boicottaggio, occupazione, blocco stradale, propaganda, controinformazione, educazione, organizzazione di gruppi…). Il principio base della nonviolenza prevede che, per raggiungere un fine “buono”, non è possibile utilizzare mezzi “cattivi”.
Conclusioni
I nonviolenti sono sempre anche pacifisti e antimilitaristi;
gli antimilitaristi non sono tutti nonviolenti (alcuni ammettono la rivoluzione violenta);
i pacifisti non sono tutti nonviolenti (ammettono alcune guerre), né antimilitaristi (ammettono gli eserciti).
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