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Il blog di Daniel Degli Esposti

Tag: pacifismo

  • Peace-makers: incontri sul pacifismo a Modena

    Peace-makers: incontri sul pacifismo a Modena

    Martedì 7 ottobre 2025 partirà un nuovo ciclo di incontri sulla storia contemporanea a Modena. Il titolo, Peace-makers. Persone che hanno fatto la pace, rivela la volontà di far emergere le molteplici esperienze del pacifismo in un’epoca sempre più segnata dalle tragedie delle guerre e dall’illusione del riarmo.

    Nel corso degli incontri, approfondirò la storia della nonviolenza, dell’antimilitarismo e del pacifismo in Italia. Partirò sempre dal racconto delle vicende biografiche di alcune persone che sono state protagoniste di lotte e mobilitazioni contro la guerra, il riarmo e le istituzioni militari.

    Il ciclo di incontri è inserito nel programma Modena città per la pace ed è promosso da un gruppo di associazioni: Casa per la Pace Modena ODV, Emergency Modena, Gruppo don Milani – Modena, Movimento Nonviolento – Centro territoriale di Modena e Officina Windsor Park.

    Come si svolgeranno gli incontri

    Ogni incontro durerà circa due ore. Nella prima parte, terrò la relazione storica, sfruttando anche immagini e/o materiali multimediali. Nella seconda parte, risponderò alle vostre domande aprendo un dibattito sugli argomenti trattati nell’esposizione.

    Consiglio di partecipare a chi desidera comprendere le radici storiche del presente. I docenti degli istituti scolastici possono ricavare dagli incontri alcuni spunti di riflessione e approfondimento, dal momento che proporrò fonti visive e fornirò riferimenti bibliografici.

    Peace-makers: il programma

    7/10: Rifiutiamo le armi. Augusto Masetti e Rosa Genoni: antimilitarismo e pacifismo tra la Belle Époque e la Grande Guerra.

    14/10: Azione nonviolenta. Aldo Capitini dall’antifascismo alla Marcia della Pace Perugia-Assisi.

    21/10: Disobbedire. Pietro Pinna, Ernesto Balducci, don Lorenzo Milani e l’obiezione di coscienza.

    4/11: Umanizzare la guerra significa abolirla. Teresa Sarti e Gino Strada dalla Croce rossa internazionale a Emergency.

    Come partecipare

    La partecipazione al ciclo di incontri è libera e gratuita, senza prenotazione. L’ingresso sarà consentito fino all’esaurimento dei posti disponibili in sala.

    Proteo fare Sapere rilascerà, a chi ne farà richiesta, un attestato di partecipazione. L’iniziativa, essendo organizzata da Ente accreditato/qualificato per la formazione DM 8/06/2005 e DM 170/2016, è automaticamente autorizzata ai sensi dell’art. 36 del CCNL 2019/2021 del Comparto Scuola.

    Pacifismo, antimilitarismo e nonviolenza: una piccola anteprima

    Pacifismo, antimilitarismo e nonviolenza non sono sinonimi. Anche se sono accomunati dall’opposizione alla guerra come strumento di aggressione o di risoluzione dei conflitti, non hanno lo stesso approccio nei confronti degli eserciti e della lotta armata.

    Pacifismo

    Il pacifismo liberale e giuridico affida la costruzione e il mantenimento della pace al diritto internazionale. In quest’ottica, sono fondamentali la diplomazia degli Stati e il controllo degli organismi internazionali o sovranazionali. Quando uno Stato infrange il diritto, è considerato legittimo ricorrere alla guerra per ristabilire l’ordine, secondo una logica di “polizia internazionale”.

    Antimilitarismo

    L’antimilitarismo è un’opposizione dal basso nei confronti dell’esercito e, per estensione, della polizia. Le forze armate sono considerate istituzioni al servizio della classe dirigente, che affida a esse la difesa dei propri privilegi contro i subalterni. Alcuni antimilitaristi rifiutano la violenza, ma altri ammettono rivolte, insurrezioni, forme di resistenza armata e rivoluzioni.

    Nonviolenza

    La nonviolenza è una forma di lotta radicale contro ogni ingiustizia sociale e umana. Prevede di battersi fino all’ottenimento della giustizia, ricorrendo unicamente a metodi nonviolenti (sciopero, boicottaggio, occupazione, blocco stradale, propaganda, controinformazione, educazione, organizzazione di gruppi…). Il principio base della nonviolenza prevede che, per raggiungere un fine “buono”, non è possibile utilizzare mezzi “cattivi”.

    Conclusioni

    • I nonviolenti sono sempre anche pacifisti e antimilitaristi;
    • gli antimilitaristi non sono tutti nonviolenti (alcuni ammettono la rivoluzione violenta);
    • i pacifisti non sono tutti nonviolenti (ammettono alcune guerre), né antimilitaristi (ammettono gli eserciti).

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  • Hiroshima e Nagasaki 80 anni dopo: serata a Modena

    Hiroshima e Nagasaki 80 anni dopo: serata a Modena

    Venerdì 8 agosto 2025 ci incontriamo al parco Amendola di Modena per la serata Hiroshima e Nagasaki 80 anni dopo. Ancora sull’orlo dell’abisso. Nell’anniversario dei due bombardamenti atomici statunitensi sul Giappone, ci muoveremo tra storia e presente per ricordare che solo il disarmo può salvare l’umanità.

    Protagonista della serata sarà Pasquale Pugliese, già segretario nazionale del Movimento Nonviolento e ora membro del Coordinamento nazionale. Io porterò un contributo storico e avrò il piacere di dialogare con lui.

    Possiamo ancora parlare di deterrenza nucleare? Le armi atomiche garantiscono la difesa e la sicurezza? A chi conviene investire nella moltiplicazione degli arsenali?

    Queste domande orienteranno la conversazione, che sarà arricchita dagli spunti del dialogo e dalla partecipazione del pubblico.

    Come partecipare

    L’iniziativa Hiroshima e Nagasaki 80 anni dopo è in programma per venerdì 8 agosto alle ore 21 nello spazio eventi del parco Amendola. La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

    L’evento è promosso da Casa per la Pace Modena OdV e dal centro territoriale di Modena del Movimento Nonviolento all’interno della Rassegna Culturale del Loving Amendola.

    Hiroshima e Nagasaki: una piccola anteprima

    Il 9 agosto 1945 l’aviazione degli Stati Uniti sgancia “Fat man”, una bomba al plutonio, sulla città giapponese di Nagasaki. I morti sono decine di migliaia e i danni sembrano fin da subito impossibili da calcolare.

    Sono passati solo tre giorni dal primo bombardamento atomico su un centro urbano. La mattina del 6 agosto 1945 l’aereo statunitense Enola Gay ha colpito la città giapponese di Hiroshima. Da qualche giorno il presidente Harry Truman si era convinto a sperimentare gli esiti del “Progetto Manhattan”, che aveva portato alla realizzazione della bomba atomica.

    In quell’estate il Giappone era ormai allo stremo delle forze, ma non sembrava disposto ad arrendersi. Gli Stati Uniti, non volendo rischiare di subire ulteriori perdite umane nel Pacifico, hanno deciso di assestare un colpo tremendo ai nipponici.

    Così l’Enola Gay ha sganciato su Hiroshima “Little Boy”, una bomba atomica all’uranio. L’esplosione ha raso al suolo la città, uccidendo decine di migliaia di persone: 90.000 secondo la stima meno grave, 166.000 secondi quella più catastrofica.

    Un evento spartiacque?

    Gli attacchi nucleari statunitensi a Hiroshima e Nagasaki possono essere letti anche come un messaggio all’URSS: l’alleanza anti-nazista si sta sgretolando e gli Stati Uniti vogliono affermare la propria potenza militare fino in fondo.

    Dopo gli attacchi l’imperatore del Giappone si rivolge al popolo per preparare la resa, che viene siglata il 2 settembre. Nelle isole del Sol Levante viene così istituito un governo provvisorio, che applica gli orientamenti dell’occupazione militare statunitense.

    Iniziano così il secondo dopoguerra e l’era atomica: la rivalità USA-URSS lancia una corsa agli armamenti nucleari, che genera un sottile “equilibrio del terrore”, quello della “guerra fredda”, con duri conflitti nelle “periferie” del mondo e una maggiore stabilità in Occidente.

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  • Passeggiata storica contro la guerra a Modena

    Passeggiata storica contro la guerra a Modena

    Giovedì 10 luglio 2025 ti aspetto a Modena per la passeggiata storica Né un uomo, né un soldo. Modenesi contro la guerra: 1911-1968. Camminando nel centro storico della città, ti farò scoprire le vicende delle donne e degli uomini che si ribellarono ai conflitti. Ascolterai anche le loro voci grazie alle letture attoriali di Federico Benuzzi. In questa passeggiata storica contro la guerra scoprirai le vicende di chi mise la voce e il corpo al servizio della pace.

    Una piccola anteprima della passeggiata storica contro la guerra

    Nel 1911 l’industria pesante e l’alta finanza convincono il primo ministro Giovanni Giolitti ad attaccare l’Impero ottomano. La guerra italo-turca galvanizza i nazionalisti, che sognano la conquista della Libia. La canzone Tripoli bel suol d’amore accompagna la propaganda interventista, ma nel Paese c’è chi non ci sta.

    Le famiglie contadine e operaie non si lasciano sedurre dal patriottismo. I loro problemi sono diversi e molto più impellenti: le fatiche del lavoro, i salari troppo bassi, lo sfruttamento, l’invisibilità sociale. Perché dovrebbero partire per una guerra che avvantaggia i benestanti?

    A Modena, come in tante altre città, alcune persone cercano di fermare le partenze dei soldati. La loro protesta apre la lunga serie delle lotte contro le guerre del Novecento italiano e globale. Nei decenni successivi, il popolo modenese si farà sentire – in tempi e in modi diversi – per contrastare il militarismo e invocare la pace.

    Per scoprire queste storie di coraggio e impegno civile, ti aspetto alla passeggiata storica contro la guerra.

    Come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Né un uomo, né un soldo. Modenesi contro la guerra: 1911-1968, con narrazioni di Daniel Degli Esposti, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per giovedì 10 luglio alle 20:45 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 21. L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello, e si concluderà in piazza Grande. Da lì, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di 10 minuti.

    Qui trovi il modulo per l’iscrizione alla passeggiata.

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  • Sul sentiero di Alex: trekking storico a Modena

    Sul sentiero di Alex: trekking storico a Modena

    Giovedì 3 luglio 2025 ci incontriamo a Modena per il trekking urbano Sul sentiero di Alex. Sarà un evento dedicato alla vita e al pensiero di Alexander Langer, promotore di convivenza, diritti umani, pace e riconciliazione con la natura.

    Camminando tra i parchi di Modena, racconterò la storia di questo protagonista del secondo Novecento europeo. Mi affiancheranno persone amiche della nonviolenza, che leggeranno brani scritti da Langer nelle fasi del suo impegno civile.

    A trent’anni esatti dal 3 luglio 1995, quando Alex scelse di lasciare questo mondo, riprenderemo gli innumerevoli fili del suo pensiero. Ci muoveremo dall’ecologia alla gestione dell’economia, dalla costruzione di una sana convivenza ai tentativi di fermare le guerre.

    Alexander Langer: una piccola anteprima

    Alexander Langer (1946-1995) incarna la complessità del Novecento. Tirolese di Sterzing/Vipiteno, in gioventù riflette sulla propria identità, elaborando principi di convivenza per contrastare i nazionalismi e valorizzare le specificità di ciascun gruppo umano.

    La formazione cattolica lo porta a mettere al centro dell’attenzione la dignità di ogni persona. Puntando a una maggiore giustizia sociale, nella seconda parte degli anni Sessanta comincia a militare nei movimenti giovanili. Aderisce a Lotta Continua e s’interroga sulle conseguenze sociali e ambientali dello sviluppo economico.

    Come docente, giornalista e attivista, approfondisce le riflessioni sull’ecologia. Alla fine degli anni Settanta promuove il gruppo politico dei Verdi, di cui diventerà parlamentare europeo.

    Ripensando ai principi della convivenza, Langer si confronta col Movimento Nonviolento. Promuove un pacifismo concreto, basato sull’azione dal basso e sui contatti tra le parti dialoganti dei popoli. Mette alla prova le sue esperienze nel disperato tentativo di fermare la guerra nell’ex-Jugoslavia, in cui le radicalizzazioni nazionaliste e il cinismo dell’Occidente contribuiscono a generare scenari brutali.

    Per scoprire la vita e il pensiero di Alexander Langer, ti aspetto alla passeggiata storica di giovedì 3 luglio a Modena.

    Come partecipare

    Il ritrovo per il trekking urbano Sul sentiero di Alex è fissato per giovedì 3 luglio alle ore 18:30 al Bonvi Parken. Ci incontriamo all’ingresso lungo viale Amendola, vicino alla Baracchina.

    Dopo un percorso facile di circa 2 ore, comprese le soste narrative, arriveremo al Parco Amendola. Dopo l’ultimo racconto, andremo al chiosco del Loving Amendola, dove ci sarà un aperitivo.

    Alle ore 21:30, nello spazio eventi del Parco Amendola, ci sarà lo spettacolo di musica e parole Il viaggiatore leggero. 30 anni senza Alexander Langer, a cura di SOTTOPELLE – collettivo artistico.

    Per partecipare al trekking storico, è gradita l’iscrizione (e-mail: movimentononviolentomodena@gmail.com; cell. 349 3704622).

    L’evento è promosso dal Movimento Nonviolento – Gruppo territoriale di Modena, dal Comune di Modena, da Europe Direct Modena e dal Quartiere 3 in collaborazione con Casa per la Pace Modena odv, Loving Amendola, Sottopelle – collettivo artistico, Collettivo Amigdala, Officina Windsor Park, ARCI Modena e Tam-Tam di Pace.

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