Storia oggi

Il blog di Daniel Degli Esposti

Categoria: Storie in scena

  • Rinascita: narrazione-spettacolo sul dopoguerra a Spilamberto

    Rinascita: narrazione-spettacolo sul dopoguerra a Spilamberto

    Giovedì 4 giugno 2026 ci incontriamo per una narrazione-spettacolo sul dopoguerra a Spilamberto. Nell’ottantesimo anniversario della Repubblica ripercorreremo insieme un’epoca decisiva per il rilancio del paese e della comunità. Proprio per questo l’evento s’intitola Rinascita. Spilamberto, il dopoguerra e il primo voto delle donne.

    Racconterò quegli anni chiave a partire dai risultati delle ricerche storiche che sono sfociate nel libro Lottare per scegliere. Antifascismo, Resistenza e ricostruzione a Spilamberto. A quegli spunti aggiungerò le scoperte fatte negli ultimi mesi consultando gli archivi del Comitato di liberazione nazionale e di altri privati.

    Federico Benuzzi darà voce alle protagoniste e ai protagonisti del dopoguerra a Spilamberto con le sue letture attoriali.

    Come partecipare

    L’appuntamento è fissato a giovedì 4 giugno alle ore 20:30 nell’ex chiesa di Santa Maria degli Angeli, con ingresso da via Vischi, a Spilamberto.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

    L’iniziativa è curata e sostenuta da ANPI Spilamberto in collaborazione con il Comune di Spilamberto.

    Dopoguerra a Spilamberto: una piccola anteprima

    Aspettando la narrazione-spettacolo, ecco qui una piccola anteprima sulla situazione del dopoguerra a Spilamberto. Si tratta di una lettera inviata il 12 dicembre 1945 dalla Camera del lavoro all’Ente comunale di assistenza.

    «Vi portiamo a conoscenza le condizioni particolarmente misere dell’operaio agricolo A.S., abitante in via Settecani (casa Balugani). Siete pregato di fare un sopralluogo in quella casa e constatare di fatto la veridicità della nostra informazione. Egli versa nella più squallida miseria, padre di 4 figli, di cui uno da vari mesi ammalato, e quindi soggetto a forti spese. Non possiede neppure letti, quello su cui dorme gli è stato prestato ed egli onestamente lavora quanto può e vive miseramente nell’ombra senza aver il coraggio di chiedere nulla. Secondo il nostro criterio, occorre intervenire d’urgenza».

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  • Festa della Repubblica: narrazione-spettacolo a San Cesario

    Festa della Repubblica: narrazione-spettacolo a San Cesario

    Nel pomeriggio di martedì 2 giugno ci diamo appuntamento a San Cesario sul Panaro per Libere di votare, una narrazione-spettacolo dedicata alla festa della Repubblica.

    Racconterò come le cittadine e i cittadini di San Cesario si avvicinarono al referendum istituzionale del 2 giugno 1946. Ripercorreremo insieme l’importanza del primo voto, che fece rinascere il Comune democratico, e le speranze per l’inizio di un’epoca nuova.

    Federico Benuzzi leggerà le parole scritte dalle persone che vissero quei giorni decisivi, ma anche i ricordi di chi partecipò attivamente alla costruzione della Repubblica nella realtà locale.

    Festa della Repubblica: come partecipare

    Le celebrazioni per la Festa della Repubblica cominceranno martedì 2 giugno alle ore 16:30 nella corte di villa Boschetti. La narrazione-spettacolo Libere di votare è prevista per le ore 17:15.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare. L’iniziativa è sostenuta e organizzata dal Comune di San Cesario sul Panaro.

    Una piccola anteprima

    Il 3 giugno 1946, quando stavano per chiudere i seggi del referendum istituzionale, il sindaco di San Cesario sul Panaro adottò un provvedimento singolare.

    «Il sindaco, considerata la necessità e l’urgenza di disporre di un rapido mezzo di comunicazione da servire pel servizio elettorale di questo comune, vista la vigente legge comunale e provinciale, ordina che la moto di tipo Guzzi di proprietà Fiorini Vittorio fu Luigi, giacente presso il di lui fratello Antonio in via Marconi di questo capoluogo, da oggi fino a tutto il 4 giugno è requisita agli effetti di cui sopra. Il signor Fiorini Antonio consegnerà quindi immediatamente all’incaricato Sola Gustavo la moto suddetta con diffida che in caso contrario incorrerà nelle sanzioni stabilite dalle leggi in vigore».

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  • 25 aprile: tutti gli eventi intorno alla Festa della Liberazione

    25 aprile: tutti gli eventi intorno alla Festa della Liberazione

    Si avvicina il 25 aprile 2026 ed ecco un post che contiene le indicazioni su tutti gli eventi di Storia oggi intorno alla Festa della Liberazione.

    L’elenco è in aggiornamento costante man mano che si definiscono i dettagli delle singole iniziative. Cliccando sui link, puoi trovare ulteriori informazioni sugli eventi.

    Sabato 18 aprile

    Bazzano, Valsamoggia (BO) – Rocca dei Bentivoglio – ore 16:30

    Inaugurazione della mostra Rifare l’Italia. Repubblica, rinascita e impegno delle donne in Valsamoggia.

    Maggiori info qui.

    Domenica 19 aprile – ore 10

    Centro sociale Pedrini – Crespellano, Valsamoggia (BO) – ore 10

    Narrazione-spettacolo Controvento. Armando Masetti e la Resistenza a Crespellano.

    Maggiori info qui.

    Domenica 19 aprile – ore 16

    Modena – Parco Amendola – ore 16

    Daniel Degli Esposti intervista Adelmo Cervi nella rassegna Modena fra Resistenza e Liberazione.

    Martedì 21 aprile

    Vignola (MO) – Teatro Cantelli – ore 18

    Presentazione del libro Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista.

    Daniel Degli Esposti intervista l’autrice Sara Rattaro.

    Mercoledì 22 aprile – ore 10

    San Cesario sul Panaro (MO) – villa Boschetti – ore 10

    Camminata storico-narrativa sulla Resistenza a San Cesario sul Panaro, con Daniel Degli Esposti.

    Maggiori info qui.

    Mercoledì 22 aprile – ore 20:45

    Campogalliano (MO) – Oratorio di San Rocco – ore 20:45

    Narrazione-spettacolo Non c’era tempo per la paura. La Resistenza a Campogalliano e nella pianura modenese.

    Maggiori info qui.

    Venerdì 24 aprile

    San Vito di Spilamberto (MO) – Parco del Guerro – ore 14:45

    Inaugurazione di una sagoma dedicata alla Resistenza di Spilamberto con intervento di Daniel Degli Esposti.

    Sabato 25 aprile – ore 11

    Castelfranco Emilia (MO) – Bosco Albergati – ore 11

    Passeggiata storica sulla Resistenza a Castelfranco Emilia con Daniel Degli Esposti.

    Maggiori info qui.

    Sabato 25 aprile – ore 17

    Guiglia (MO) – Sala degli Scolopi – ore 17

    Narrazione-spettacolo Artefice di libertà. Antonio Minozzi e la Resistenza a Guiglia.

    Maggiori info qui.

    Domenica 26 aprile – ore 9:30

    Campogalliano (MO) – Municipio – ore 9:30

    Trekking urbano Passi partigiani, con Daniel Degli Esposti.

    Maggiori info qui.

    Domenica 26 aprile – ore 17

    Bazzano, Valsamoggia (BO) – Rocca dei Bentivoglio – ore 17

    Madri della Repubblica. Visita guidata alla mostra Rifare l’Italia, con Daniel Degli Esposti.

    Maggiori info qui.

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  • Antonio Minozzi e la Resistenza a Guiglia: narrazione-spettacolo

    Antonio Minozzi e la Resistenza a Guiglia: narrazione-spettacolo

    Sabato 25 aprile 2026 ci incontriamo alle 17 nella Sala degli Scolopi di Guiglia (via G. Di Vittorio 2) per la narrazione-spettacolo Artefice di libertà. Antonio Minozzi e la Resistenza a Guiglia.

    Racconterò la storia di Antonio Minozzi, primo sindaco eletto dal Consiglio comunale nella primavera del 1946. Da partigiano, Minozzi aveva vissuto intensamente la Resistenza a Guiglia, guadagnandosi la fiducia di tante persone.

    Racconterò le vicende del protagonista, inserendole nel contesto storico della lotta di Liberazione sulle colline intorno al Panaro. Con le sue letture, Federico Benuzzi darà voce alle persone che si batterono insieme a Minozzi, ma anche ai giornali e alle autorità dell’epoca, per calarci in una realtà complessa.

    La Resistenza a Guiglia: una piccola anteprima

    La Resistenza a Guiglia è un mosaico di scelte anche piuttosto diverse tra loro. Molte famiglie aiutarono le persone perseguitate e i partigiani. Diversi giovani si diedero alla macchia per non combattere dalla parte dei fascisti: una parte di loro prese poi le armi nella speranza di porre fine sia al fascismo, sia alla guerra.

    Ci furono anche altre storie, meno appariscenti, ma ugualmente importanti. Donne e uomini rimasti ignoti disobbedirono a ordini brutali per risparmiare vite umane. Altre voci si alzarono per denunciare l’ingiustizia di un sistema sociale che, producendo armi, moltiplicava gli affamati. Anche nelle chiese diversi parroci si attivarono per salvare non solo le loro comunità, ma specialmente chi si trovava in condizioni di bisogno.

    Antonio Minozzi fu un punto di riferimento per tanti ragazzi che scelsero la Resistenza a Guiglia. Avendo studiato, ed essendo ormai un uomo adulto, poteva dare consigli preziosi. Scelse la lotta e si mise in pericolo…

    Per scoprire la sua storia, ti aspetto alla narrazione-spettacolo del 25 aprile.

    Come partecipare

    La partecipazione alla narrazione spettacolo Artefice di libertà. Antonio Minozzi e la Resistenza a Guiglia è libera e gratuita grazie al sostegno del Comune di Guiglia. Non è necessario prenotare.

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  • Resistenza a Campogalliano: narrazione-spettacolo e trekking

    Resistenza a Campogalliano: narrazione-spettacolo e trekking

    Il 22 e il 26 aprile 2026 ti aspetto per due appuntamenti sulla storia della Resistenza a Campogalliano. Nell’81° anniversario della Liberazione l’amministrazione comunale ha deciso di inserire nel Giro d’Italia per la pace una narrazione-spettacolo e un trekking urbano.

    Non c’era tempo per la paura: narrazione-spettacolo

    Mercoledì 22 aprile, alle ore 20:30, nell’Oratorio San Rocco di Piazza Castello, si terrà la narrazione-spettacolo Non c’era tempo per la paura. La Resistenza a Campogalliano e nella pianura modenese. I miei racconti storici saranno arricchiti da letture di Federico Benuzzi.

    Ripercorreremo la storia locale della Resistenza facendo emergere le motivazioni che portarono le donne e gli uomini di Campogalliano a scegliere di sostenerla e di partecipare in prima persona al movimento di Liberazione.

    Come si viveva nella quotidianità della guerra? Quale contributo arrivò dalle donne della pianura modenese? Perché l’unità delle forze antifasciste superò le difficoltà di due inverni sotto l’occupazione tedesca? Come si arrivò alla conquista della Liberazione?

    Il racconto della storia e le parole di quell’epoca ci faranno riscoprire il significato umano della Resistenza.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare grazie al sostegno del Comune di Campogalliano.

    Passi partigiani: trekking sulla Resistenza a Campogalliano

    Domenica 26 aprile ci incontriamo alle 9:30 davanti al municipio di Campogalliano (piazza Vittorio Emanuele II) per il trekking urbano Passi partigiani.

    Camminando nel centro di Campogalliano, andremo alla scoperta di ciò che accadde nei venti mesi della Resistenza e dei segni lasciati da chi ha scelto di ricordare il movimento di Liberazione.

    Gli spazi urbani, oggi luoghi di vita, furono attraversati dalle vicende della guerra e alcuni monumenti ne cristallizzano il ricordo.

    Conoscere la storia aiuta a capire il senso di quegli eventi, che ritrovano vicinanza e concretezza nel racconto sui luoghi in cui avvennero.

    Il trekking è facile, adatto a tutte e a tutti. La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

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  • Armando Masetti e la Resistenza a Crespellano: narrazione-spettacolo

    Armando Masetti e la Resistenza a Crespellano: narrazione-spettacolo

    Domenica 19 aprile 2026 ci incontriamo alle 10 nella sala del Centro sociale Bruno Pedrini di Crespellano (Via Palmiro Togliatti 5/F, Valsamoggia) per la narrazione-spettacolo Controvento. Armando Masetti e la Resistenza a Crespellano.

    Racconterò le vicende dell’antifascismo e della lotta partigiana in paese, accompagnato da letture di documenti e testimonianze dell’epoca, a cura di Federica Trenti e Federico Benuzzi.

    La Resistenza a Crespellano: una storia da scoprire

    La narrazione-spettacolo sulla Resistenza a Crespellano ruota intorno alla storia di un uomo che conobbe le persecuzioni del regime e il confino di polizia. In piena dittatura, Armando Masetti passò dal dissenso all’azione politica, diventando un punto di riferimento per chi si opponeva al fascismo.

    Nelle prime fasi della Resistenza, l’esperienza dei perseguitati politici fu cruciale per lo sviluppo dell’organizzazione partigiana clandestina. I Comitati di liberazione nazionale si rivolgono ai dissidenti per educare politicamente i giovani e per stabilire contatti con altri gruppi.

    L’abitudine alla clandestinità consente ad Armando Masetti e ad altri organizzatori della lotta partigiana di costruire collegamenti tra le diverse zone del territorio occupato.

    Crespellano diventa una cerniera di Resistenza tra il bolognese e il modenese. Le formazioni delle periferie provinciali rimangono in contatto con i centri arrivi nelle città, dove non sempre i militanti conoscono gli animatori degli altri nuclei ribelli.

    Per conoscere le storie di Armando Masetti e della Resistenza a Crespellano, ti aspettiamo alla narrazione-spettacolo Controvento.

    Come partecipare

    La partecipazione alla narrazione-spettacolo Controvento. Armando Masetti e la Resistenza a Crespellano è gratuita grazie al sostegno di ANPI Crespellano. Non è necessario prenotare.

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  • Servi del Reich: narrazione-spettacolo a Spilamberto

    Servi del Reich: narrazione-spettacolo a Spilamberto

    Mercoledì 28 gennaio 2026 ci incontriamo alle ore 21 nello Spazio eventi Liliano Famigli di Spilamberto per la narrazione-spettacolo Servi del Reich. Racconterò le vicende di internati militari, deportati politici e altre vittime spilambertesi delle persecuzioni nazi-fasciste. Federico Benuzzi darà voce alle persone protagoniste e vittime di questa storia con letture attoriali.

    Col mio racconto storico, farò emergere diversi aspetti meno noti della persecuzione e della deportazione nell’universo concentrazionario nazista e fascista durante la Seconda guerra mondiale.

    Partendo dai casi di alcuni internati militari italiani (IMI) provenienti da Spilamberto, ti farò conoscere le vicende di persone che, pur non essendo vittime del razzismo né dell’antisemitismo, furono considerate come nemiche da internare e da sfruttare o da annichilire umanamente.

    Nel corso della serata emergeranno anche i tentativi di chi, nel divampare dell’odio, cercò di preservare e coltivare un altro senso di umanità, prestando aiuto e assistenza alle persone perseguitate.

    Servi del Reich: come partecipare

    L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale di Spilamberto in collaborazione con la locale sezione dell’ANPI e con il Comitato per la memoria.

    Una piccola anteprima: gli IMI

    Subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, i tedeschi catturano circa 800.000 soldati del Regio Esercito e li deportano nei campi di lavoro.

    Il sistema nazista li accusa di tradimento e non è disposto a riconoscerli come prigionieri di guerra, poiché tale status garantirebbe loro i diritti stabiliti dalla Convenzione di Ginevra.

    Il governo del Reich inventa dunque la categoria degli “internati militari italiani” e trasforma i soldati in veri e propri “schiavi di Hitler”, costretti ad affrontare turni di lavoro massacranti sotto la costante minaccia dei bombardamenti aerei.

    L’unica via d’uscita è rappresentata dall’arruolamento nelle forze armate della Repubblica sociale italiana. Tuttavia la netta maggioranza degli internati rifiuta questa prospettiva, mentre una parte dei rimpatriati si allontana dai reparti fascisti alla prima occasione utile.

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  • Salvare. Narrazione-spettacolo su don Elio Monari

    Salvare. Narrazione-spettacolo su don Elio Monari

    Martedì 27 gennaio 2026, nel Giorno della Memoria, ci incontriamo alle 20:30 al Teatro La Venere di Savignano sul Panaro per la narrazione-spettacolo Salvare. Don Elio Monari e la rete di soccorso agli ebrei modenesi.

    Racconterò una storia di impegno collettivo nel nascondere e nell’assistere le persone perseguitate. È una vicenda di salvezza e di accoglienza, accaduta in un’epoca in cui la solidarietà nei confronti di chi era considerato “nemico” era un reato.

    Federico Benuzzi porterà in scena le voci di quel tempo tragico con le sue letture. Dalla nostra narrazione-spettacolo emergerà la figura di don Elio Monari, attivatore e animatore della rete clandestina per la salvezza delle persone oppresse.

    L’iniziativa è organizzata dall’Assessorato alla Legalità, Azioni per la pace, la memoria e le celebrazioni e dal Comitato per le Celebrazioni del Comune di Savignano sul Panaro.

    L’ingresso è gratuito e non è necessario prenotare.

    Don Elio Monari: una piccola anteprima

    Elio Monari, figlio di Augusto e Luigia Ori, nasce a Spilamberto il 25 settembre 1913. Ordinato sacerdote, nell’estate del 1943 opera nella parrocchia modenese di San Biagio.

    Dopo l’armistizio dell’8 settembre diventa un elemento fondamentale per la rete clandestina di assistenza ai prigionieri alleati in fuga dai campi nazisti. Si mette a disposizione anche delle altre persone oppresse e perseguitate, tra cui gli ebrei. Si avvicina così ai primi organizzatori della Resistenza.

    Nella primavera del 1944 è prima costretto ad agire con crescente circospezione, poi viene indotto a trasferirsi in montagna per non esporsi troppo al pericolo della cattura.

    Diventa dunque il cappellano dei partigiani nella zona libera di Montefiorino con il nome di “Don Luigi”.

    Il 5 luglio viene arrestato dai nazisti al termine di uno scontro armato con i partigiani a Piandelagotti. Lo conducono nella villa Triste di Firenze, dove lo affidano ai fascisti della banda Carità. Quel gruppo infierisce ripetutamente sui prigionieri con torture di vario genere. Don Elio Monari viene alv insieme ad altri 16 ostaggi. Il suo corpo è ritrovato solo nel 1956.

    Dopo la Liberazione riceve una Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.

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  • Nakba: reading teatrale a Lama Mocogno

    Nakba: reading teatrale a Lama Mocogno

    Sabato 22 novembre 2025 ci incontriamo alle ore 19 nella sala parrocchiale di Lama Mocogno per il reading teatrale Nakba. Racconterò le vicende storiche avvenute in Palestina tra la fine del 1947 e il 1949. Tania Corsini e Francesco Pio D’Arminio daranno voce con letture attoriali alle persone che vissero «la pulizia etnica della Palestina» (Ilan Pappé).

    Il reading è inserito nel festival Con la Palestina nel cuore, una rassegna di talk, spettacoli, mostre e camminate storiche, in programma dal 20 al 30 novembre tra Maranello e Lama Mocogno. Daremo voce alla cultura palestinese attraverso il racconto della storia, le testimonianze, la poesia, il teatro, il cinema, la musica e il cibo.

    Il festival è organizzato dalle associazioni Yawp – Passioni in movimento di Maranello Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia – sezioni di Lama Mocogno e Maranello, in collaborazione con le parrocchie di Maranello e Lama Mocogno e con il patrocinio del Comune di Maranello.

    Una piccola anteprima: il 1948 in Palestina

    Il 14 maggio 1948 il leader sionista David Ben Gurion proclama la nascita dello Stato d’Israele, di cui sia gli Stati Uniti sia l’URSS riconoscono immediatamente la sovranità.

    Nella notte successiva, le forze armate della Lega araba entrano in Palestina. Inizia la prima guerra arabo-israeliana. Lo Stato ebraico la interpreta come una guerra d’indipendenza e può contare su aiuti internazionali.

    Avendo accumulato un’organizzazione militare e armamenti superiori a quelli della Lega araba, nel 1949 Israele estende il proprio territorio oltre i confini assegnati dalle Nazioni Unite.

    Altre parti dell’ipotizzato Stato palestinese passano invece sotto il controllo dell’Egitto e della Transgiordania, ribattezzata Giordania.

    La Nakba

    Al termine del conflitto, oltre 700.000 palestinesi sono costretti ad abbandonare le loro terre e cercano rifugio nei campi profughi dei Paesi vicini. Per tutti loro la sconfitta e la perdita dei beni diventano la Nakba (“catastrofe”).

    È un’esperienza di distacco che per alcuni sfocia nell’esilio, mentre per altri apre decenni di straniamento. C’è chi cerca salvezza trasferendosi in uno dei Paesi della Lega Araba, trovando un’accoglienza contraddittoria e problematica.

    I governi non vogliono, infatti, assumersi l’onere di assisterli e sperano che la loro sventura faccia pressione sulle organizzazioni internazionali, inducendole a forzare la mano con Israele.

    I palestinesi e la Lega Araba

    Emerge, così, una tendenza nel rapporto tra i palestinesi e i Paesi della Lega Araba. I governi di questi Stati non considerano le esigenze dei rifugiati, ma si servono di loro (e, più in generale, della questione palestinese) per posizionarsi o per perseguire i propri interessi.

    Altri rifugiati palestinesi si stabiliscono a ridosso della propria terra d’origine, in una parte della Cisgiordania (sotto l’amministrazione giordana) o della Striscia di Gaza (affidata all’Egitto).

    Rifugiati: un’emergenza divenuta strutturale

    Col passare degli anni gli insediamenti precari si stabilizzano e, pur essendo chiamati campi profughi, si trasformano “città di fatto”. Le baracche diventano edifici e, per dare un tetto alle generazioni nate lì, si alzano verso il cielo, perché possono crescere solo in verticale.

    La vita è difficile: il lavoro è quasi sempre precario e sottopagato, le condizioni igieniche sono problematiche e spesso la sussistenza è affidata alla United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East (UNRWA), l’agenzia che l’ONU istituisce per assistere i rifugiati palestinesi.

    Nessuno cancella esplicitamente il “diritto al ritorno”, ma le organizzazioni internazionali sono impotenti di fronte al rifiuto di Israele. Lo Stato ebraico non vuole aprire al reinsediamento dei profughi palestinesi, che rimangono confinati in un limbo pluridecennale.

    Palestinesi in Israele

    Non mancano, infine, persone e famiglie che scelgono di rimanere nei territori controllati da Israele. Pur ottenendo la cittadinanza, non vivono in condizioni di effettiva parità, perché lo Stato non li considera come parte della propria missione politica.

    Fino al 1966 i “palestinesi del 1948” sono sottoposti a un regime di legge marziale. Il governo giustifica tale stato d’eccezione facendo riferimento al mancato raggiungimento di una pace con gli Stati della Lega Araba, per il quale la classe dirigente israeliana è in buona parte responsabile.

    Nei decenni successivi la legislazione mantiene elementi discriminatori che evolvono per accompagnare i cambiamenti economico-sociali del Paese, trovando ulteriori rafforzamenti a partire dalla seconda metà degli anni Novanta.

    Come partecipare al reading Nakba

    Il reading Nakba è in programma sabato 22 novembre alle ore 19 nella sala parrocchiale di Lama Mocogno, in via XXV aprile 21. L’evento è a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.

    A seguire, presso la Locanda Bellavista, ci sarà la cena palestinese Cibo oltre la guerra, a cura di Altoforno Impasti agresti. Per partecipare, occorre prenotare entro mercoledì 19 novembre (cell. 320.6345096).

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