Storia oggi

Il blog di Daniel Degli Esposti

Tag: Modena

  • Iran: tra guerra, futuro di pace e democrazia

    Iran: tra guerra, futuro di pace e democrazia

    Martedì 5 maggio 2026 ci incontriamo alle ore 15 nel Salone Corassori della Camera del Lavoro in piazza Cittadella a Modena per l’iniziativa Iran. Tra guerra, futuro di pace e democrazia.

    Le sanguinose repressioni delle opposizioni nella Repubblica islamica e le sconvolgenti operazioni militari israelo-statunitensi hanno aggravato la crisi del Medio Oriente. Nel corso dell’evento, racconterò la storia dell’Iran per riflettere sulle origini di questi tragici sviluppi.

    Nel corso del pomeriggio interverranno anche Greta Ansaloni (laureanda in Relazioni internazionali), Aurora Ferrari (per la segreteria CGIL Modena), Alìreza Sherafat Almi (dissidente iraniano e attivista per i diritti umani) e Roberto Righi (segretario dello SPI-CGIL).

    Come partecipare

    La partecipazione all’iniziativa è gratuita e non è necessario prenotare grazie al sostegno della CGIL e dello SPI-CGIL Modena.

    Una piccola anteprima: la rivoluzione iraniana

    Nel 1979 comincia un movimento di rivolta popolare contro lo scià, che controlla l’Iran. Il sovrano deve lasciare il Paese. Nelle città le proteste sono avviate dai militanti delle Sinistre, ma vengono presto controllate dai religiosi sciiti (imam e ayatollah), che avviano una rivoluzione islamica.

    Quando l’ayatollah Khomeini rientra dall’esilio, decreta la nascita della Repubblica islamica e istituisce il Consiglio dei guardiani della rivoluzione, formato dai gruppi armati dei pasdaran.

    Il nuovo regime reprime ogni opposizione e guida con durezza il Paese, regolando ogni aspetto della vita secondo un’interpretazione rigida della legge islamica.

    La condizione femminile peggiora e, stoegnando una discontinuità con l’epoca precedente, il nuovo governo rompe l’alleanza con gli Stati Uniti.

    La guerra tra Iran e Iraq

    Nel 1980 il dittatore iracheno Saddam Hussein si convince che l’Iran sia indebolito militarmente e invade una regione di confine, ricca di giacimenti petroliferi.

    L’esercito iraniano resiste all’attacco e viene affiancato da reparti dei pasdaran, che combattono con fanatismo.

    Così, la guerra si stabilizza lungo la linea di confine e dura otto anni, senza alcun intervento internazionale. Neppure i massacri delle comunità curde, messi in atto dagli iracheni con il pretesto del conflitto, spingono altri Stati a prendere provvedimenti.

    La guerra tra Iraq e Iran termina nel 1988 senza vincitori, provocando più di un milione di morti.

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  • Pedalata storica tra i parchi di Modena

    Pedalata storica tra i parchi di Modena

    Domenica 3 maggio 2026 ci incontriamo alle 15:30 nel parcheggio del Parco Ferrari in via Emilia Ovest per una pedalata storica tra i parchi di Modena.

    Racconterò come nascono le aree verdi, cosa c’era prima al loro posto e per quali motivi portano i nomi attuali.

    Sarà un modo per conoscere meglio alcuni spazi che ci permettono di vivere meglio la città, ma anche per riflettere sull’importanza urbanistica dei parchi nell’era della crisi climatica.

    Quando a Modena si è cominciato a pensare che fosse necessario pianificare la presenza dei parchi? Quali sono state le prime aree a essere effettivamente trasformate in parchi urbani? Chi si è occupata/occupato della loro progettazione e realizzazione? Quali ostacoli si sono manifestati lungo il percorso che ha portato alla loro nascita?

    E ancora: perché le memorie del Novecento modenese s’intrecciano così fortemente ai parchi? Quali storie sono custodite in questi spazi di socialità?

    Queste e altre domande ci accompagneranno in una pedalata facile e adatta a tutti, che si concluderà entro le ore 18:45.

    Indicazioni organizzative per la pedalata storica tra i parchi di Modena

    La partecipazione all’uscita è riservata ai soci FIAB (ci si può iscrivere anche online partendo da qui). Si può rinnovare la tessera FIAB anche prima della partenza.

    • Ritrovo nel parcheggio del Parco Ferrari in via Emilia Ovest (in strada Vaciglio Sud) alle ore 15:30
    • Distanza totale: 16 km – pianeggiante
    • Fondo: asfalto e ghiaia – ciclabili urbane e percorsi nei parchi
    • Bici adatte: qualsiasi – in buone condizioni e dispositivi a norma Codice della Strada
    • Casco raccomandato
    • In caso di maltempo l’uscita potrà essere rinviata
    • Quota per assicurazione: 3€
    • Info: Josè – 3292024420.

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  • Ribelli: passeggiata con storie di Resistenza a Modena

    Ribelli: passeggiata con storie di Resistenza a Modena

    Sabato 11 aprile 2026 ci incontriamo per una passeggiata con storie di Resistenza a Modena. Ribelli ti farà scoprire come le lotte per la conquista di diritti e di migliori condizioni di vita abbiano reso possibile la Resistenza. Vedrai anche che, nel dopoguerra, l’eredità della lotta partigiana alimentò nuove rivendicazioni.

    Perché le fabbriche modenesi furono spesso caratterizzate dai conflitti sociali? Come agirono i sindacati nelle fasi più difficili del Novecento? Dopo l’8 settembre 1943, quali spinte diffusero nella società la scelta della Resistenza? Come si comportarono coloro che decisero di non prendere le armi? E quali speranze animarono le nuove stagioni della lotta dopo la Liberazione?

    Il ritrovo è fissato alle ore 14:50 davanti alla Biblioteca Crocetta, in largo Mario Alberto Pucci 33, La partenza è prevista per le ore 15:00. Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    Storie di Resistenza a Modena: come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Ribelli. Storie di lotta e di Resistenza a Modena, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Passi di solidarietà. Storia del volontariato modenese

    Passi di solidarietà. Storia del volontariato modenese

    Sabato 28 marzo 2026 ci incontriamo per camminare nel centro di Modena e scoprire la storia del volontariato in città.

    Il trekking urbano Passi di solidarietà. Il volontariato modenese nella storia ti farà conoscere alcune vicende chiave per la nascita, la crescita e lo sviluppo del movimento associativo in città.

    Cammineremo per un paio d’ore, andando insieme sui luoghi che portano le memorie di diverse associazioni o che tuttora ospitano le loro sedi.

    Lì racconterò le origini del volontariato modenese, partendo da una serie di domande e di curiosità che hanno acceso la scintilla della ricerca storica: quando comincia l’avventura della solidarietà? Chi la inaugura? Quali problemi cerca di risolvere e quali speranze alimentano le attività dei gruppi?

    Nell’anno in cui Modena è capitale del volontariato, riscoprire le radici di un impegno collettivo al servizio della collettività e del benessere pubblico aiuta a consolidare e a rilanciare attività sempre più importanti per l’assistenza nei confronti delle persone bisognose e per migliorare la convivenza all’interno della comunità.

    Come partecipare

    Il trekking urbano è gratuito. Per partecipare, è necessario iscriversi compilando il form raggiungibile da qui.

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  • La locomotiva: pedalata storica tra Modena e Vignola

    La locomotiva: pedalata storica tra Modena e Vignola

    Domenica 22 marzo 2026 accompagnerò le socie e i soci della Federazione italiana ambiente e bicicletta (FIAB) nella pedalata storica La locomotiva.

    Ci incontreremo a Vaciglio (strada Vaciglio sud) alle ore 9. Lungo la pista ciclabile Modena-Vignola, scopriremo le storie della linea ferroviaria che correva lungo lo stesso tracciato.

    Alla fine dell’Ottocento la locomotiva accorciò le distanze tra i paesi della provincia: chi lavorò per farla fischiare tra le campagne? Quali speranze di riscatto e di progresso si accesero grazie al treno? Salire a bordo era alla portata di tutti? E perché, a un certo punto della storia, si è deciso di rinunciare alla ferrovia, sostituita infine da una pista ciclabile?

    Lungo il viaggio, i miei racconti storici apriranno una finestra su quel mondo così vicino nel tempo, ma così lontano dalle nostre esperienze di ogni giorno. Sarà un modo per conoscere come vivevano, come lavoravano e come si spostavano le persone che abitavano nei luoghi della nostra quotidianità.

    Arrivati a Vignola, ci fermeremo per un pranzo al sacco e poi torneremo per la stessa strada verso Modena, che raggiungeremo verso le 16.00.

    Indicazioni organizzative per la pedalata storica

    La partecipazione all’uscita è riservata ai soci FIAB (ci si può iscrivere anche online partendo da qui). Si può rinnovare la tessera FIAB anche prima della partenza.

    • Ritrovo a Vaciglio (in strada Vaciglio Sud) alle ore 9,00
    • Partenza alle ore 9:15
    • Distanza totale: 46 km – pianeggiante
    • Fondo: 100% asfalto – Ciclabile Modena Vignola
    • Bici adatte: qualsiasi – in buone condizioni e dispositivi a norma Codice della Strada
    • Casco raccomandato
    • Pranzo al sacco o presso locali pubblici che troveremo lungo il percorso
    • In caso di maltempo l’uscita potrà essere rinviata
    • Info: Roberto 3494936595 – Ermes 3406764713

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  • Storia degli Stati Uniti: ciclo di incontri “Democrazia imperialista”

    Storia degli Stati Uniti: ciclo di incontri “Democrazia imperialista”

    Martedì 3 febbraio 2026 comincia un nuovo ciclo di incontri a Modena. Democrazia imperialista. Una storia degli Stati Uniti nell’età contemporanea ti aiuterà a capire meglio le contraddizioni di un Paese che ha segnato profondamente gli ultimi 200 anni dell’umanità.

    L’attacco diretto al Venezuela e le mire sulla Groenlandia hanno riportato l’imperialismo statunitense al centro dell’attenzione. Il dibattito pubblico sui media è, tuttavia, spesso caotico e inconcludente. Se vuoi saperne di più, ma fatichi a orientarti, ti consiglio di rallentare e approfondire, seguendo l’approccio di Storia oggi.

    Democrazia imperialista: di cosa si parla?

    Perché un Paese nato da una guerra d’indipendenza contro un impero coloniale ha scelto di espandersi compiendo un genocidio? E come mai la “terra della libertà” ha dato vita sia a un colonialismo di insediamento ai danni delle popolazioni native, sia a progetti imperialistici?

    In che modo la classe dirigente ha coltivato contemporaneamente i principi democratici della Costituzione e il razzismo segregazionista delle leggi Jim Crow?

    E ancora, che cosa significa davvero “America first”? Esiste un legame tra questo motto e la “dottrina Monroe”, recentemente riscoperta e rivisitata dalla presidenza Trump nella versione “Donroe”?

    Per conoscere le risposte a queste domande e per scoprire molto altro sulla storia degli Stati Uniti, ti aspetto al ciclo di incontri Democrazia imperialista.

    Come si svolgono gli incontri

    Ogni incontro durerà circa due ore. Nella prima parte, terrò la relazione storica, sfruttando anche immagini e/o materiali multimediali. Nella seconda parte, risponderò alle vostre domande aprendo un dibattito sugli argomenti trattati nell’esposizione.

    Consiglio di partecipare a chi desidera comprendere come e quando nascono le contraddizioni nella storia degli Stati Uniti contemporanei. I docenti degli istituti scolastici possono ricavare dagli incontri alcuni spunti di riflessione e approfondimento, dal momento che proporrò fonti visive e fornirò riferimenti bibliografici.

    Il programma del ciclo di incontri

    I quattro incontri sulla storia degli Stati Uniti torisi svolgeranno a Modena nella sala civica di via Viterbo 80. L’inizio di ciascun appuntamento è previsto per le ore 18.

    Martedì 3/2/2026 – Liberi e razzisti. Diritti e contraddizioni dallo sterminio dei nativi americani al suprematismo bianco.

    Martedì 10/2/2026 – Dalla dottrina Monroe alla dottrina Donroe. L’imperialismo statunitense nelle Americhe dall’inizio dell’Ottocento all’attacco contro il Venezuela.

    Martedì 17/2/2026 – America first. Isolazionismo e interessi economici dalla Grande Guerra a Donald Trump.

    Martedì 24/2/2026 – Esportare la democrazia… e gli affari. L’interventismo statunitense dalla guerra fredda alle mire sulla Groenlandia.

    Come partecipare

    Gli incontri si svolgeranno in una sala con un numero limitato di posti. Per partecipare, è necessario prenotare scrivendo una e-mail a info@storiaoggi.it.

    L’iscrizione prevede una quota di 10€ per ciascun incontro, da versare all’ingresso in sala. È possibile prenotare in anticipo il proprio posto per tutti e 4 gli incontri, godendo di uno sconto del 10% (36€ invece di 40€).

    Storia degli Stati Uniti: una piccola anteprima

    La società statunitense degli anni Cinquanta è attraversata da tensioni dovute non soltanto alle questioni economiche, ma anche alla cultura e alla mentalità.

    Anche se i flussi migratori della prima metà del Novecento hanno portato negli Stati Uniti gruppi provenienti dall’Europa orientale, dall’area tedesca e dai Paesi mediterranei, la maggioranza della popolazione è ancora “wasp” (acronimo di “white anglo-saxon protestant”), ovvero è composta da persone dalla pelle bianca, di origine anglo-sassone e di religione protestante.

    Il gruppo etnico dominante si sente depositario dei “veri valori americani” e coltiva pregiudizi nei confronti delle minoranze. Le classi privilegiate usano il razzismo come arma per tutelare la propria posizione, alimentando la guerra tra i poveri e diffondendo l’odio nella parte bassa della società.

    I cittadini afroamericani, in particolare, sono considerati inferiori per il colore della loro pelle e subiscono discriminazioni di vario genere, culminate spesso in atti di violenza. Negli Stati del Sud è ancora in vigore la segregazione razziale, che impedisce per legge i contatti tra bianchi e neri nei luoghi pubblici.

    Le lotte del movimento per i diritti civili

    Intorno alla metà degli anni Cinquanta, gli afroamericani cominciano a chiedere di essere inseriti nella società americana con pari diritti rispetto a quelli degli altri cittadini.

    L’episodio che contribuisce a innescare le lotte contro la segregazione razziale avviene il 1° dicembre 1955, quando Rosa Parks sale su un autobus di Montgomery, in Alabama, e si siede in uno dei posti centrali.

    Sembra un giorno come tanti, fino a quando l’autista vede alcune donne bianche in piedi. Allora controlla la situazione e decide di applicare la legge: in Alabama gli afroamericani devono sedersi in fondo agli autobus e possono occupare i posti della parte centrale solo se sono liberi. Di quelli davanti non se ne parla nemmeno. Se salgono altri bianchi, i neri sono obbligati a scendere. È infatti in vigore la segregazione razziale, come in altri Stati del Sud.

    L’autista ingiunge ai passeggeri afroamericani di lasciare i posti ai bianchi. Tutti obbediscono, Rosa Parks no: ha 42 anni, è afroamericana ed è un’attivista della National association for the advancement of colored people, un’organizzazione che si batte per contrastare la segregazione razziale e per garantire i diritti civili agli afroamericani.

    Boicottaggio

    Di fronte alla sua resistenza nonviolenta, l’autista chiama la polizia. Rosa Parks viene arrestata e passa la notte in carcere. Quattro giorni dopo, viene condannata per aver provocato disordini e per aver infranto un’ordinanza: riceve una multa di 10 dollari ed è costretta a pagarne altri 4 per le spese processuali.

    Questa vicenda, però, non finisce lì. Il gesto di Rosa Parks ispira una protesta nonviolenta: gli afroamericani di Montgomery decidono infatti di boicottare gli autobus per un anno, chiedendo di poter occupare i posti delle file centrali e di far assumere anche autisti neri.

    Donne e uomini, adulti e bambini si spostano a piedi o con altri mezzi, richiamando sulla città e sull’Alabama l’attenzione dell’opinione pubblica americana.

    Così, dopo un anno di boicottaggio, il 20 dicembre 1956 una legge del governo federale rende incostituzionale la segregazione sugli autobus dell’Alabama. Sembra un piccolo passo, ma avrà un’importanza notevole per lanciare il movimento per i diritti civili verso nuove sfide.

    Approcci diversi

    In quegli anni le lotte sono guidate dal pastore protestante Martin Luther King Jr., un sostenitore della nonviolenza. Gli atti di disobbedienza civile contro le leggi discriminatorie avvengono con modalità che mettono in evidenza le ingiustizie del sistema, attirando il sostegno di una parte consistente dell’opinione pubblica statunitense.

    Non tutti gli afroamericani sono, tuttavia, convinti che l’approccio di Martin Luther King sia efficace: i Black Muslims, ad esempio, esprimono il risentimento per l’umiliazione e lo sfruttamento subito per mano dei bianchi; il loro leader, Malcolm X, non vuole trattare con la classe dirigente statunitense, ma esorta gli afroamericani a lottare anche con metodi radicali per migliorare le loro condizioni di vita.

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  • Passeggiata storica sulla strage del 9 gennaio 1950

    Passeggiata storica sulla strage del 9 gennaio 1950

    Domenica 18 gennaio 2026 ci incontriamo a Modena per una passeggiata storica sull’eccidio del 9 gennaio 1950. La Repubblica ferita ti farà scoprire una delle fasi più tese e drammatiche del dopoguerra in città.

    Perché in quell’inverno di 76 anni fa si arrivò a uno sciopero generale che mobilitò migliaia di persone? Come agirono i sindacati? Che cosa fece il Comune per fronteggiare il rischio di una disoccupazione che avrebbe immiserito centinaia di persone? Come si comportarono le istituzioni centrali dello Stato? Perché, nel mattino del 9 gennaio 1950, le forze dell’ordine aprirono il fuoco sui manifestanti?

    Il ritrovo è fissato alle 14:20 in piazza Dante Alighieri, davanti alla stazione centrale. La partenza è prevista per le ore 14:30. Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    9 gennaio 1950: una piccola anteprima

    Il 9 gennaio 1950 le forze dell’ordine reprimono con la violenza lo sciopero generale a sostegno dei lavoratori licenziati dalle Fonderie Riunite di Modena in seguito alla serrata dello stabilimento.

    Nel corso della mattinata gli agenti di Polizia e i Carabinieri aprono più volte il fuoco contro i manifestanti sia nell’area della fabbrica, sia lungo la via Ciro Menotti. Sei lavoratori restano uccisi e parecchi altri riportano ferite di varia entità.

    Nell’immediato la tragedia accentua la polarizzazione politica tra le Sinistre, pronte a denunciare le violenze dello Stato, e forze politiche dell’area moderata, determinate a sostenere a ogni costo i tutori dell’ordine pubblico. I fatti del 9 gennaio segnano tuttavia anche un “punto di non ritorno”, dal momento che costituiscono l’ultima strage di lavoratori dell’immediato dopoguerra italiano.

    Come si arriva a quel giorno così drammatico per la città di Modena? In quale contesto vivono la popolazione e i lavoratori dopo la Seconda guerra mondiale? Per saperne di più, ti aspetto alla passeggiata storica del 18 gennaio.

    Come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica La Repubblica ferita, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per domenica 18 gennaio alle 14:20 in piazza Dante Alighieri, davanti alla stazione centrale di Modena. La partenza è prevista per le ore 14:30.

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Modena nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Modena nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Domenica 2 novembre 2025 ti aspetto alla passeggiata storica Modena nella Grande Guerra. Camminando tra le strade e le piazze del centro, conoscerai le vicende accadute in una città lontana dalle trincee e dai fronti, ma pienamente inserita nei meccanismi del conflitto.

    Il ritrovo è fissato alle 14:45 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 15. Se vuoi partecipare, iscriviti inviando una e-mail a info@storiaoggi.it.

    Una piccola anteprima

    Il fronte italiano della Grande Guerra investe il Trentino, il Cadore e il Carso. Le città dell’Emilia rimangono lontane dalle zone dove infuriano i combattimenti, ma sono coinvolte dalla mobilitazione generale.

    Il conflitto armato coinvolge l’intera società: per questo si parla di “guerra totale”. A Modena diverse fabbriche si convertono alla produzione bellica, gli ospedali accolgono i feriti e gli alloggi vuoti devono essere censiti per rispondere all’afflusso dei profughi.

    A partire dal 1917, le autorità militari estendono i propri poteri, imponendo una disciplina che condiziona la vita quotidiana delle comunità. Chi rifiuta la logica bellica viene additato come “antiitaliano”, subendo censure e repressioni.

    Per scoprire molti più dettagli su queste vicende e per conoscere altre storie di Modena nella Grande Guerra, ti aspetto alla passeggiata storica del 2 novembre.

    Modena nella Grande Guerra: come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Modena nella Grande Guerra, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per domenica 2 novembre alle 14:45 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 15. L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Peace-makers: incontri sul pacifismo a Modena

    Peace-makers: incontri sul pacifismo a Modena

    Martedì 7 ottobre 2025 partirà un nuovo ciclo di incontri sulla storia contemporanea a Modena. Il titolo, Peace-makers. Persone che hanno fatto la pace, rivela la volontà di far emergere le molteplici esperienze del pacifismo in un’epoca sempre più segnata dalle tragedie delle guerre e dall’illusione del riarmo.

    Nel corso degli incontri, approfondirò la storia della nonviolenza, dell’antimilitarismo e del pacifismo in Italia. Partirò sempre dal racconto delle vicende biografiche di alcune persone che sono state protagoniste di lotte e mobilitazioni contro la guerra, il riarmo e le istituzioni militari.

    Il ciclo di incontri è inserito nel programma Modena città per la pace ed è promosso da un gruppo di associazioni: Casa per la Pace Modena ODV, Emergency Modena, Gruppo don Milani – Modena, Movimento Nonviolento – Centro territoriale di Modena e Officina Windsor Park.

    Come si svolgeranno gli incontri

    Ogni incontro durerà circa due ore. Nella prima parte, terrò la relazione storica, sfruttando anche immagini e/o materiali multimediali. Nella seconda parte, risponderò alle vostre domande aprendo un dibattito sugli argomenti trattati nell’esposizione.

    Consiglio di partecipare a chi desidera comprendere le radici storiche del presente. I docenti degli istituti scolastici possono ricavare dagli incontri alcuni spunti di riflessione e approfondimento, dal momento che proporrò fonti visive e fornirò riferimenti bibliografici.

    Peace-makers: il programma

    7/10: Rifiutiamo le armi. Augusto Masetti e Rosa Genoni: antimilitarismo e pacifismo tra la Belle Époque e la Grande Guerra.

    14/10: Azione nonviolenta. Aldo Capitini dall’antifascismo alla Marcia della Pace Perugia-Assisi.

    21/10: Disobbedire. Pietro Pinna, Ernesto Balducci, don Lorenzo Milani e l’obiezione di coscienza.

    4/11: Umanizzare la guerra significa abolirla. Teresa Sarti e Gino Strada dalla Croce rossa internazionale a Emergency.

    Come partecipare

    La partecipazione al ciclo di incontri è libera e gratuita, senza prenotazione. L’ingresso sarà consentito fino all’esaurimento dei posti disponibili in sala.

    Proteo fare Sapere rilascerà, a chi ne farà richiesta, un attestato di partecipazione. L’iniziativa, essendo organizzata da Ente accreditato/qualificato per la formazione DM 8/06/2005 e DM 170/2016, è automaticamente autorizzata ai sensi dell’art. 36 del CCNL 2019/2021 del Comparto Scuola.

    Pacifismo, antimilitarismo e nonviolenza: una piccola anteprima

    Pacifismo, antimilitarismo e nonviolenza non sono sinonimi. Anche se sono accomunati dall’opposizione alla guerra come strumento di aggressione o di risoluzione dei conflitti, non hanno lo stesso approccio nei confronti degli eserciti e della lotta armata.

    Pacifismo

    Il pacifismo liberale e giuridico affida la costruzione e il mantenimento della pace al diritto internazionale. In quest’ottica, sono fondamentali la diplomazia degli Stati e il controllo degli organismi internazionali o sovranazionali. Quando uno Stato infrange il diritto, è considerato legittimo ricorrere alla guerra per ristabilire l’ordine, secondo una logica di “polizia internazionale”.

    Antimilitarismo

    L’antimilitarismo è un’opposizione dal basso nei confronti dell’esercito e, per estensione, della polizia. Le forze armate sono considerate istituzioni al servizio della classe dirigente, che affida a esse la difesa dei propri privilegi contro i subalterni. Alcuni antimilitaristi rifiutano la violenza, ma altri ammettono rivolte, insurrezioni, forme di resistenza armata e rivoluzioni.

    Nonviolenza

    La nonviolenza è una forma di lotta radicale contro ogni ingiustizia sociale e umana. Prevede di battersi fino all’ottenimento della giustizia, ricorrendo unicamente a metodi nonviolenti (sciopero, boicottaggio, occupazione, blocco stradale, propaganda, controinformazione, educazione, organizzazione di gruppi…). Il principio base della nonviolenza prevede che, per raggiungere un fine “buono”, non è possibile utilizzare mezzi “cattivi”.

    Conclusioni

    • I nonviolenti sono sempre anche pacifisti e antimilitaristi;
    • gli antimilitaristi non sono tutti nonviolenti (alcuni ammettono la rivoluzione violenta);
    • i pacifisti non sono tutti nonviolenti (ammettono alcune guerre), né antimilitaristi (ammettono gli eserciti).

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  • Modena 1922: passeggiata storica

    Modena 1922: passeggiata storica

    Giovedì 11 settembre 2025 ti aspetto alla passeggiata storica Modena 1922. Il buco nero.

    Camminando tra le strade e le piazze del centro, conoscerai le vicende di un periodo storico in cui le speranze di cambiamento coltivate dagli “ultimi” si scontrarono con l’ascesa del fascismo.

    Il ritrovo è fissato alle 20:15 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 20:30. Se vuoi partecipare, iscriviti compilando il modulo in fondo a questo articolo.

    Modena 1922: le premesse del buco nero

    Alla fine della Prima guerra mondiale, le difficoltà economiche contribuiscono a inasprire ulteriormente gli animi. A Modena e nella pianura padana questa combinazione di fattori diventa esplosiva.

    Il radicamento delle idee socialiste, l’attitudine alla lotta sindacale e la disperazione alimentano proteste sempre più decise, che sfociano nell’occupazione dei poderi e nel danneggiamento delle coltivazioni appartenenti ai proprietari più ostili al cambiamento.

    La tensione sociale radicalizza le proteste degli “ultimi” e terrorizza i “primi”, che fanno leva sulle paure della classe media e dei “penultimi”. La situazione è complicata dall’inflazione, che galoppa e mette in difficoltà soprattutto i salariati. Gli impiegati urbani perdono parecchio potere d’acquisto e avvertono la minaccia dell’impoverimento.

    Speranze contro paure

    Impaurita dal proprio declino, la classe media urbana sfoga il proprio rancore contro le Sinistre, accusandole di voler livellare la società verso il basso. Così, molti impiegati e commercianti si avvicinano agli imprenditori agricoli e industriali, garantendo un impegno comune in difesa della proprietà.

    La piccola borghesia, spinta dalla paura di perdere i vantaggi della propria condizione e di scivolare al livello del proletariato, accoglie infatti con favore l’idea di contrastare il socialismo. Anche parecchi mezzadri, colpiti dalle ostilità delle leghe e delle organizzazioni bracciantili, si avvicinano ai proprietari terrieri, sostenendo la necessità di un “ritorno all’ordine”.

    Emerge il fascismo

    Nel frattempo, i fascisti si propongono alla classe dirigente come rimedio contro i “sovversivi”. Il movimento squadrista, nato a Milano nella primavera del 1919, riunisce ex-combattenti, anticapitalisti, anticlericali e antisocialisti. Tutti costoro sono accomunati dall’odio profondo verso i “disfattisti” e dal culto per gli “arditi”: proprio per questo decidono di indossare la camicia nera.

    Il fascismo riconduce le proprie origini alle atmosfere della Grande Guerra, il cui mito alimenta le ambizioni espansionistiche del nazionalismo italiano. Il movimento degli squadristi è formato da maschi: esalta la violenza, coltiva la guerra e impone il dominio attraverso il carisma.

    Il denaro dei proprietari terrieri e la rabbia della piccola borghesia impoverita trasformano il fascismo in un’arma da usare contro il socialismo. Diversi imprenditori agricoli e industriali finanziano le camicie nere per spazzare via le organizzazioni sindacali operaie, bracciantili e contadine, mettendo in evidenza le contraddizioni del PSI e minando la fiducia dei suoi militanti.

    La violenza dispiegata

    I fascisti prima vendicano gli atti di sfida alla proprietà privata, poi passano all’offensiva, aprendo un vero e proprio od: tra il 1921 e il 1922 devastano e incendiano sedi di partito, camere del lavoro, redazioni di giornali e case del popolo. Molte amministrazioni comunali socialiste sono indotte o costrette a dimettersi per gli effetti delle violenze fasciste.

    Come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Modena 1922. Il buco nero, con narrazioni di Daniel Degli Esposti, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per giovedì 11 settembre alle 20:15 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 20:30. L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello, e si concluderà in piazza Grande. Da lì, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di 10 minuti.

    Qui sotto trovi il modulo per l’iscrizione alla passeggiata.

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