Storia oggi

Il blog di Daniel Degli Esposti

Tag: Modena

  • Storia del volontariato a Modena: trekking urbano

    Storia del volontariato a Modena: trekking urbano

    Sabato 24 ottobre 2026 ci incontriamo a Modena per camminare insieme e scoprire la storia del volontariato in città.

    Dopo la bella esperienza della scorsa primavera, è in arrivo la seconda edizione del trekking urbano Passi di solidarietà. Il volontariato modenese nella storia.

    I miei racconti ti faranno conoscere alcune vicende chiave per la nascita, la crescita e lo sviluppo del movimento associativo in città.

    Il ritrovo è fissato alle ore 15 davanti al parcheggio ex Mercato ortofrutticolo, in via Vincenzo Borelli 90.

    Cammineremo per un paio d’ore, andando insieme sui luoghi che portano le memorie di diverse associazioni o che tuttora ospitano le loro sedi.

    Lì racconterò le origini del volontariato modenese, partendo da una serie di domande e di curiosità che hanno acceso la scintilla della ricerca storica: quando comincia l’avventura della solidarietà? Chi la inaugura? Quali problemi cerca di risolvere e quali speranze alimentano le attività dei gruppi?

    Come partecipare

    Il trekking urbano è gratuito. Per partecipare, è necessario iscriversi compilando il form raggiungibile da qui.

    Perché raccontare la storia del volontariato?

    Nell’anno in cui Modena è capitale del volontariato, riscoprire le radici di un impegno collettivo al servizio della collettività e del benessere pubblico aiuta a consolidare e a rilanciare attività sempre più importanti per l’assistenza nei confronti delle persone bisognose e per migliorare la convivenza all’interno della comunità.

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  • United 4 Gaza: eventi a Modena

    United 4 Gaza: eventi a Modena

    Domenica 11 ottobre 2026 parteciperò alla terza edizione di United 4 Gaza. La Resistenza dei popoli contro il genocidio. Per tre giorni Modena si mobiliterà per raccontare ciò che accade in Palestina, sviluppare pratiche di azione civile e solidarietà nei confronti delle comunità che subiscono il colonialismo d’insediamento israeliano.

    Io sarò coinvolto nel dibattito intitolato Racconti dal Libano. Reportage dai campi profughi, che comincerà alle ore 10:30 nel Comparto Ex Macello di via IV novembre 40. Parlerò delle politiche espansionistiche messe in atto da Israele in Medio Oriente, partendo dall’attualità e utilizzando la storia come strumento per analizzare i problemi del presente.

    Mirca Garuti e Letizia Menziani, militanti dell’associazione Per non dimenticare Sabra e Chatila ODV, racconteranno la vita dei palestinesi nei campi profughi e la situazione nel Libano meridionale. L’incontro sarà moderato da Flavio Novara, giornalista e direttore di Alkemia News.

    United 4 Gaza: un programma importante

    La rassegna United 4 Gaza si svolgerà da venerdì 9 a domenica 11 ottobre. Al Comparto Ex Macello si alterneranno incontri, dibattiti, concerti, DJ set, attività per bambine/bambini e cene di raccolta fondi a sostegno della popolazione di Gaza.

    Trovi il programma di venerdì 9 e sabato 10 nelle immagini inserite qui sotto, dopo la locandina dell’evento.

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  • Educare alla pace: ciclo di incontri Peace-makers

    Educare alla pace: ciclo di incontri Peace-makers

    Martedì 13 ottobre 2026 partirà il secondo ciclo di incontri Peace-makers. Educare alla pace. Dopo la bella esperienza del 2025, che ci ha portato a scoprire le molteplici esperienze del pacifismo in un’epoca segnata dall’illusione del riarmo, esploreremo un altro tema chiave per la costruzione di una società più giusta.

    Il ciclo di incontri approfondisce la storia dell’educazione alla pace e alla nonviolenza attraverso il racconto e la contestualizzazione delle vicende di alcune persone che hanno elaborato strategie e metodi educativi finalizzati ad affrontare i conflitti in modo aperto, respingendo la violenza e opponendosi all’ineluttabilità della guerra.

    L’iniziativa è inserita nel programma Modena città per la pace ed è promossa da un gruppo di associazioni: Casa per la Pace Modena ODV, Emergency Modena, Gruppo don Milani – Modena, Movimento Nonviolento – Centro territoriale di Modena, Officina Windsor Park, ARCI Modena e Bambini nel deserto.

    Come si svolgeranno gli incontri

    Ogni incontro durerà circa due ore. Nella prima parte, terrò la relazione storica, sfruttando anche immagini e/o materiali multimediali. Nella seconda parte, risponderò alle vostre domande aprendo un dibattito sugli argomenti trattati nell’esposizione.

    Consiglio di partecipare a chi desidera comprendere come sono stati costruiti diversi percorsi di educazione alla pace. Le/I docenti degli istituti scolastici possono ricavare dagli incontri alcuni spunti di riflessione e approfondimento sulla storia contemporanea, dal momento che proporrò fonti visive e fornirò riferimenti bibliografici.

    Educare alla pace: il programma

    Gli incontri si svolgeranno a partire dalle ore 18 nella Sala polivalente dell’Officina Windsor Park, in Strada San Faustino 155/U, a Modena.

    13/10: Educazione e pace. Maria Montessori e l’azione concreta contro la guerra.

    20/10: Lasciare questo mondo un po’ migliore. Robert Baden-Powell e lo scoutismo.

    27/10: Educazione come vita. Chiara Lubich per la pace e per l’unità dei popoli.

    3/11: Contro ogni coercizione. La pedagogia di Francisco Ferrer e l’educazione antimilitarista secondo socialisti e anarchici.

    Come partecipare

    La partecipazione al ciclo di incontri è libera e gratuita, senza prenotazione. L’ingresso sarà consentito fino all’esaurimento dei posti disponibili in sala.

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  • Modena nel regno d’Italia: passeggiata storica

    Modena nel regno d’Italia: passeggiata storica

    Domenica 4 ottobre 2026 ci incontriamo per la passeggiata storica Modena nel regno d’Italia. Libertà e disuguaglianze. Camminando nel centro della città, scoprirai ciò che accadde negli ultimi quarant’anni dell’Ottocento.

    Come reagì la società modenese al passaggio dal ducato estense al regno d’Italia? Che cosa accadde quando l’imperialismo allargò gli orizzonti dell’economia? Perché le persone comuni spesso non trovavano risposte nella politica? Che cosa fecero per far sentire la propria voce e ritagliarsi uno spazio pubblico? E come reagirono i gruppi che traevano vantaggio dalla situazione esistente?

    Il ritrovo è fissato alle ore 15 in via della Manifattura dei Tabacchi.

    Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    Una piccola anteprima generale…

    L’Italia nasce senza avere risolto gli squilibri e le contraddizioni del Risorgimento. L’unità nazionale non è affatto solida, poiché manca una classe dirigente consapevole della propria missione politica e culturale.

    I leader degli schieramenti parlamentari appartengono al ceto dei possidenti e alle classi più agiate. Le differenze di pensiero fra questi notabili sono talmente sfumate da favorire il «trasformismo». I governi contengono le rivendicazioni delle masse popolari, alternando provvedimenti permissivi e azioni repressive.

    La politica attiva è preclusa ai lavoratori più umili, poiché non garantisce alcun mezzo di sostentamento.

    L’avvio dello sviluppo industriale pone le basi per la nascita della società di massa, ma le campagne e il Mezzogiorno rimangono in gran parte esclusi dalla crescita economica. Nelle zone del Sud dove sono più forti il familismo e il clientelismo di matrice mafiosa, gli schieramenti di maggioranza si appoggiano ai potentati per ottenere voti e mantenere il controllo del governo.

    L’analfabetismo e la povertà sono molto diffusi in tutte le province rurali, tra le quali spicca quella modenese. Per molti degli “ultimi” la principale opportunità di riscatto è l’emigrazione, che funziona anche come “valvola di sfogo” delle tensioni sociali: dal 1876 al 1915 quattordici milioni di italiani si trasferiscono in altri Paesi europei o al di là degli oceani per cercare lavoro e fortuna.

    Modena nel regno d’Italia: come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Modena nel regno d’Italia, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Modena 1943: passeggiata storica sull’alba della Resistenza

    Modena 1943: passeggiata storica sull’alba della Resistenza

    Giovedì 3 settembre 2026 ci incontriamo alle 20:15 davanti al Teatro Storchi (largo Garibaldi 15) per la passeggiata storica Modena 1943. Alba di Resistenza.

    Camminando nel centro della città, scoprirai cosa accadde a Modena nei 45 giorni di un’estate decisiva per le sorti dell’Italia nella Seconda guerra mondiale.

    Come reagì la società modenese alle notizie disastrose che provenivano dai fronti di guerra? Cosa pensavano le persone comuni di Mussolini e del regime fascista? Che cosa accadde quando la radio annunciò che il Duce era stato arrestato? E quali reazioni provocò il radiomessaggio dell’armistizio con gli anglo-americani, firmato il 3 settembre e comunicato nella serata dell’8?

    I miei racconti storici e le letture di Federico Benuzzi ti faranno scoprire il risveglio delle coscienze e il ritorno in scena di persone che si erano opposte al fascismo, trovandosi costrette ad agire in clandestinità. Che cosa fecero appena ritrovarono l’opportunità di parlare in pubblico? Come reagirono all’occupazione nazista dopo l’8 settembre 1943?

    La partenza della passeggiata storica è prevista per le ore 20:30.

    Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    Come partecipare a Modena 1943

    Per partecipare alla passeggiata storica Modena 1943. Alba di Resistenza, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • La caduta del fascismo: passeggiata a Modena

    La caduta del fascismo: passeggiata a Modena

    AGGIORNAMENTO: l’evento è annullato per le previsioni di temporali intensi su tutta l’Emilia nella giornata del 21 luglio. Martedì 21 luglio 2026 ci incontriamo per la passeggiata storica La caduta del fascismo. I 45 giorni del 1943 a Modena. Camminando nel centro della città, scoprirai ciò che accadde in un momento chiave della Seconda guerra mondiale.

    Come reagì la società modenese alle notizie disastrose che provenivano dai fronti di guerra? Cosa pensavano le persone comuni di Mussolini e del regime fascista? E che cosa accadde quando la radio annunciò che il Duce era stato arrestato?

    I miei racconti storici ti faranno scoprire il risveglio delle coscienze e il ritorno in scena di persone che si erano opposte al fascismo, trovandosi costrette ad agire in clandestinità. Che cosa fecero appena ritrovarono l’opportunità di parlare in pubblico?

    Il ritrovo è fissato alle ore 20:45 davanti al Teatro Storchi (largo Garibaldi 15). La partenza è prevista per le ore 21.

    Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    La caduta del fascismo: una piccola anteprima

    Nella seconda metà di luglio alcuni gerarchi sollecitano la convocazione del Gran Consiglio del Fascismo. Mussolini accetta questa proposta e fissa la riunione per il pomeriggio del 24 luglio.

    a discussione è animata, poiché i rovesci degli ultimi mesi e l’impatto dei bombardamenti spingono diversi membri a chiedere la rottura dell’alleanza con la Germania nazista. Nel corso della seduta Dino Grandi presenta un ordine del giorno che mette in minoranza la posizione bellicista e filonazista di Mussolini.

    L’arresto di Mussolini

    Il voto del Gran Consiglio apre la strada all’arresto del Duce, che il 25 luglio viene ratificato dal re Vittorio Emanuele III. Il sovrano “dimentica” di aver aperto la strada all’ascesa del fascismo e di averne sostenuto le politiche fino al collasso militare di quell’estate. Cerca dunque di scaricare sul Duce tutte le responsabilità del fallimento militare e dei crimini commessi dalle truppe italiane.

    Il cambiamento è però tutt’altro che radicale. Di fronte al tracollo del Regio Esercito, la monarchia cerca semplicemente di salvare la propria immagine e la compattezza del blocco sociale che ha sostenuto il fascismo. Togliendo dalla scena il leader più visibile e compromesso, Casa Savoia spera di raggiungere un’intesa con gli Alleati senza smarrire il controllo sulla politica nazionale.

    Il governo Badoglio

    Vittorio Emanuele III affida dunque il governo a un uomo tutto sommato gradito ai conservatori britannici. È il maresciallo Pietro Badoglio, un militare che ha goduto a lungo dei favori di Mussolini e si è macchiato di crimini nella guerra di Etiopia.

    Appena prende il controllo dell’ufficio, Badoglio si adopera affinché le manifestazioni di giubilo per la destituzione del Duce vengano contenute o soffocate dalle forze di polizia. Si affretta poi a dichiarare che «la guerra continua al fianco dell’alleato tedesco». Intanto però i diplomatici avviano trattative con gli Alleati per portare il Paese fuori dal conflitto.

    Una classe dirigente allo sbando

    La classe dirigente del regime fascista si spacca. Alcuni gerarchi prendono le distanze dal progetto politico-militare che hanno sostenuto negli otto anni precedenti; altri rimangono invece fedeli alla linea tracciata dal dittatore, rifiutando ogni tentativo di uscire dalla guerra.

    In tutta la penisola comincia un periodo di tensioni e incertezze. I britannici e gli statunitensi proseguono i bombardamenti a tappeto sulle città per convincere il popolo ad allontanarsi definitivamente dalla guerra fascista, mentre Badoglio non rompe subito l’alleanza con il Reich per timore di generare una reazione non controllabile.

    Ordine pubblico e repressione

    La linea del Governo costringe le autorità periferiche dello Stato e i reggenti dei municipi a intensificare la sorveglianza sulle comunità, affinché l’ordine pubblico non risulti turbato dall’incedere degli eventi.

    Poco dopo l’annuncio dell’avvicendamento al vertice dell’esecutivo, ad esempio, il questore di Modena invita i podestà e i commissari prefettizi alla guida delle amministrazioni comunali a vigilare «per evitare manifestazioni di qualsiasi genere».

    I vertici del Regno temono che le piazze d’Italia si riempiano di persone pronte a chiedere pane e pace, caricando di ulteriori pressioni le trattative per l’uscita dalla guerra e innescando nuovi sospetti nelle coscienze dei militari tedeschi.

    Come partecipare alla passeggiata

    Per partecipare alla passeggiata storica La caduta del fascismo, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Mandela Day: incontro a Modena

    Mandela Day: incontro a Modena

    Sabato 18 luglio 2026 al Parco Amendola di Modena sarà celebrato l’International Mandela Day. Come ogni anno, Loving Amendola e Modena Terzo Mondo ricorderanno Nelson Mandela con una serata di parole e musica.

    L’evento inizierà alle ore 21 con il mio intervento storico. Racconterò l’apartheid sudafricano, l’impegno di Nelson Mandela contro il razzismo e il legame da lui instaurato con il movimento per la liberazione della Palestina. Spingendomi verso il presente, ricostruirò come si sono sviluppati i rapporti tra il Sudafrica, Israele e la Palestina.

    Rifletterò anche sui motivi che recentemente hanno fatto crescere l’ostilità nei confronti delle persone straniere in Sudafrica. Perché nel Paese che Mandela sognava di trasformare nella “nazione arcobaleno” si sono diffuse idee xenofobe? E perché le vittime del razzismo (o i loro eredi) possono diventare artefici del razzismo?

    Al termine del mio intervento, intorno alle 21:30, ci sarà l’esibizione dei Calaluna in un tributo a Fabrizio de André.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

    Mandela Day: chi era Nelson Mandela?

    Nelson Mandela nasce a Mvezo, nella provincia di Cape Town, il 18 luglio 1918. Tuttavia non si chiama Nelson: i genitori gli impongono il nome Rolihlahla. È un bambino fortunato, poiché è figlio di un capo locale, inserito nell’alta società xhosa. Quando supera la soglia dei 20 anni, la famiglia cerca di imporgli un matrimonio combinato. Rolihlahla non accetta però l’idea di sposarsi per rispettare un ordine e fugge a Johannesburg.

    Quando arriva in città, decide di chiamarsi “Nelson” e s’iscrive alla facoltà di legge dello University college of Fort Hare. Ha già una personalità piuttosto spiccata: ama lo sport, in particolare il pugilato, e le donne. Vive una giovinezza intensa e appagante, ma qualcosa gli impedisce di sentirsi del tutto realizzato. È molto più ricco e fortunato di tanti altri ragazzi africani, ma nella società sudafricana di quegli anni la pelle dal colore dell’ebano è l’ostacolo più grande.

    Nella “patria” dei britannici e degli afrikaner, discendenti dei colonizzatori olandesi, i neri non sono cittadini al pari dei bianchi. Non possono neppure vivere al loro fianco, frequentando gli stessi luoghi. È infatti in vigore l’apartheid, un sistema legislativo che impone la segregazione razziale.

    Nelson non accetta il razzismo. Già nel 1942 aderisce a un partito di ispirazione proletaria, l’African National Congress. Comincia a studiare i problemi da una prospettiva di profonda apertura culturale. Si sente un privilegiato, quindi decide di lottare per garantire i diritti anche ai suoi fratelli più poveri.

    Dalla lotta contro il razzismo al penitenziario di Robben Island

    A 40 anni Nelson capisce che i sostenitori dell’apartheid, pur di mantenere i loro privilegi, sarebbero disposti a massacrare i neri. Accetta allora di impugnare le armi e di organizzare la guerriglia. È disposto a rischiare tutto ciò che ha, pur di cambiare il Sudafrica.

    Entra in clandestinità, ma presto le forze governative lo scoprono e lo arrestano. I media degli afrikaner lo presentano come un pericoloso terrorista. Nel 1964 Mandela viene rinchiuso a Robben Island, nel buio di una cella di isolamento. Ogni giorno sente il rumore dei picconi con cui gli altri detenuti spaccano le pietre del cortile. Diventa così il numero 46664.

    I carcerieri si convincono che quell’uomo in catene non sarebbe più tornato a essere Mandela, il leader carismatico della lotta contro l’apartheid. In fondo, nel resto del mondo quelli che conoscono la sua storia sono troppo pochi per muovere le opinioni delle masse. Negli anni Sessanta il regime segregazionista è anche piuttosto tollerato dall’establishment occidentale. Chi potrebbe mai mantenere viva la speranza di rovesciarlo dall’interno?

    Nel buio della sua cella, tuttavia, Mandela non smette di credere nel cambiamento. Gli anni Settanta del Sudafrica scorrono senza stravolgimenti, ma nel resto dell’Occidente molte persone cominciano a interessarsi delle ingiustizie subite dai “dannati della terra”.

    Il mondo comincia ad accorgersi che quell’uomo, ormai chiamato affettuosamente Madiba, può diventare l’anima libera dell’Africa nera. Comincia una mobilitazione che si prolunga fino alla metà degli anni Ottanta. Nel decennio di Ronald Reagan e Margaret Thatcher, una generazione di musicisti raccoglie il grido degli oppressi del Sudafrica e chiede la libertà del prigioniero numero 46664. Anche diverse istituzioni sportive decidono di punire gli artefici dell’apartheid, escludendo le rappresentative sudafricane dalle competizioni internazionali.

    La liberazione dal carcere e l’arrivo al potere

    Alla fine degli anni Ottanta la battaglia di Nelson Mandela si avvicina a una conclusione positiva. Madiba continua infatti a far sentire un’energia che si proietta al di là delle sbarre e dei muri. Anche l’apartheid ha le ore contate: il governo inizia infatti a smantellare la segregazione razziale.

    L’11 febbraio 1990 il presidente De Klerk ordina la scarcerazione del detenuto-simbolo dell’apartheid, che pronuncia subito un discorso molto ispirato. Il Sudafrica sta per entrare in una nuova epoca.

    Quando esce dal carcere, Mandela assume ufficialmente la guida dell’African national congress. Passano quattro anni e il Sudafrica organizza le prime elezioni presidenziali alle quali possono partecipare liberamente anche i neri. Con quel voto Mandela diventa presidente dello Stato che lo ha rinchiuso per 27 anni nella cella di Robben Island. Un’intera generazione di neri non vede l’ora di abbattere i simboli della discriminazione.

    Quasi tutti vorrebbero cancellare la nazionale di rugby, ovvero gli Springboks, il simbolo sportivo della supremazia bianca. Quasi tutti si aspettano che Mandela annienti una squadra che ha sempre sostenuto la propaganda dell’apartheid. I piani di Madiba, però, sono radicalmente diversi. Quando era giovane, non sognava di eliminare i bianchi, ma di costruire una nuova nazione per tutti i sudafricani.

    Per questo nel 1995, quando il Sudafrica organizza il Mondiale di rugby, Mandela decide di abbracciare in pubblico François Pienaar, il capitano degli Springboks.

    La “nazione arcobaleno”

    Il giocatore si lascia guidare dal presidente in una visita a Robben Island, poi trasmette alla squadra un messaggio di unità. Il Sudafrica non è favorito dai pronostici, ma gioca con grande determinazione e riesce a vincere il campionato del mondo. Per la prima volta il Paese celebra un trionfo degli Springboks in un’atmosfera di festa generale.

    Dopo decenni di segregazione e di odio, i bianchi e i neri si scoprono uniti sotto la bandiera della nuova Repubblica. Mandela non riesce a risolvere completamente il problema del razzismo, ma dimostra che lo sport può trasformarsi in un linguaggio di fratellanza. Nel 1996 il calcio, giocato soprattutto dai neri, gli regala un’altra grande gioia. La sua nazionale, conosciuta con l’appellativo di Bafana-Bafana, vince la Coppa d’Africa.

    Gli ultimi anni di Nelson Mandela

    Negli anni Duemila decine di atleti fanno visita a Madiba, ritenuto ormai un simbolo della lotta antirazzista. La NBA, il massimo campionato del basket statunitense, lo nomina addirittura ambasciatore del proprio sport in Africa. L’ultimo grande regalo arriva dalla FIFA: il discusso presidente Joseph Blatter assegna al Sudafrica l’organizzazione della Coppa del Mondo di calcio del 2010.

    Quando si aprono i giochi, Madiba ha già 92 anni ed è malato, ma non rinuncia a partecipare. Sfida il gelo di Johannesburg per un giro di campo su un caddy elettrico. È la sua ultima immagine pubblica. Nei tre anni successivi i polmoni non gli permettono più di restare sotto i riflettori. Madiba trascorre l’ultima fase della sua vita tra la casa di Johannesburg e l’ospedale.

    Nel 2019, a sei anni dalla morte, Nelson Mandela può ancora essere considerato uno dei personaggi più influenti di due secoli distinti: il Ventesimo e il Ventunesimo. Il suo ricordo continua a guidare chi si batte per i diritti degli “ultimi”, anche quando le missioni sembrano impossibili. Proprio per questo, oggi più che mai, è importante conoscere la storia di questo protagonista dell’ultimo secolo. Perché sapere chi è Nelson Mandela aiuta a ricordare che le battaglie per la giustizia e la libertà possono essere vinte.

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  • Iran: tra guerra, futuro di pace e democrazia

    Iran: tra guerra, futuro di pace e democrazia

    Martedì 5 maggio 2026 ci incontriamo alle ore 15 nel Salone Corassori della Camera del Lavoro in piazza Cittadella a Modena per l’iniziativa Iran. Tra guerra, futuro di pace e democrazia.

    Le sanguinose repressioni delle opposizioni nella Repubblica islamica e le sconvolgenti operazioni militari israelo-statunitensi hanno aggravato la crisi del Medio Oriente. Nel corso dell’evento, racconterò la storia dell’Iran per riflettere sulle origini di questi tragici sviluppi.

    Nel corso del pomeriggio interverranno anche Greta Ansaloni (laureanda in Relazioni internazionali), Aurora Ferrari (per la segreteria CGIL Modena), Alìreza Sherafat Almi (dissidente iraniano e attivista per i diritti umani) e Roberto Righi (segretario dello SPI-CGIL).

    Come partecipare

    La partecipazione all’iniziativa è gratuita e non è necessario prenotare grazie al sostegno della CGIL e dello SPI-CGIL Modena.

    Una piccola anteprima: la rivoluzione iraniana

    Nel 1979 comincia un movimento di rivolta popolare contro lo scià, che controlla l’Iran. Il sovrano deve lasciare il Paese. Nelle città le proteste sono avviate dai militanti delle Sinistre, ma vengono presto controllate dai religiosi sciiti (imam e ayatollah), che avviano una rivoluzione islamica.

    Quando l’ayatollah Khomeini rientra dall’esilio, decreta la nascita della Repubblica islamica e istituisce il Consiglio dei guardiani della rivoluzione, formato dai gruppi armati dei pasdaran.

    Il nuovo regime reprime ogni opposizione e guida con durezza il Paese, regolando ogni aspetto della vita secondo un’interpretazione rigida della legge islamica.

    La condizione femminile peggiora e, stoegnando una discontinuità con l’epoca precedente, il nuovo governo rompe l’alleanza con gli Stati Uniti.

    La guerra tra Iran e Iraq

    Nel 1980 il dittatore iracheno Saddam Hussein si convince che l’Iran sia indebolito militarmente e invade una regione di confine, ricca di giacimenti petroliferi.

    L’esercito iraniano resiste all’attacco e viene affiancato da reparti dei pasdaran, che combattono con fanatismo.

    Così, la guerra si stabilizza lungo la linea di confine e dura otto anni, senza alcun intervento internazionale. Neppure i massacri delle comunità curde, messi in atto dagli iracheni con il pretesto del conflitto, spingono altri Stati a prendere provvedimenti.

    La guerra tra Iraq e Iran termina nel 1988 senza vincitori, provocando più di un milione di morti.

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  • Pedalata storica tra i parchi di Modena

    Pedalata storica tra i parchi di Modena

    Domenica 3 maggio 2026 ci incontriamo alle 15:30 nel parcheggio del Parco Ferrari in via Emilia Ovest per una pedalata storica tra i parchi di Modena.

    Racconterò come nascono le aree verdi, cosa c’era prima al loro posto e per quali motivi portano i nomi attuali.

    Sarà un modo per conoscere meglio alcuni spazi che ci permettono di vivere meglio la città, ma anche per riflettere sull’importanza urbanistica dei parchi nell’era della crisi climatica.

    Quando a Modena si è cominciato a pensare che fosse necessario pianificare la presenza dei parchi? Quali sono state le prime aree a essere effettivamente trasformate in parchi urbani? Chi si è occupata/occupato della loro progettazione e realizzazione? Quali ostacoli si sono manifestati lungo il percorso che ha portato alla loro nascita?

    E ancora: perché le memorie del Novecento modenese s’intrecciano così fortemente ai parchi? Quali storie sono custodite in questi spazi di socialità?

    Queste e altre domande ci accompagneranno in una pedalata facile e adatta a tutti, che si concluderà entro le ore 18:45.

    Indicazioni organizzative per la pedalata storica tra i parchi di Modena

    La partecipazione all’uscita è riservata ai soci FIAB (ci si può iscrivere anche online partendo da qui). Si può rinnovare la tessera FIAB anche prima della partenza.

    • Ritrovo nel parcheggio del Parco Ferrari in via Emilia Ovest (in strada Vaciglio Sud) alle ore 15:30
    • Distanza totale: 16 km – pianeggiante
    • Fondo: asfalto e ghiaia – ciclabili urbane e percorsi nei parchi
    • Bici adatte: qualsiasi – in buone condizioni e dispositivi a norma Codice della Strada
    • Casco raccomandato
    • In caso di maltempo l’uscita potrà essere rinviata
    • Quota per assicurazione: 3€
    • Info: Josè – 3292024420.

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  • Ribelli: passeggiata con storie di Resistenza a Modena

    Ribelli: passeggiata con storie di Resistenza a Modena

    Sabato 11 aprile 2026 ci incontriamo per una passeggiata con storie di Resistenza a Modena. Ribelli ti farà scoprire come le lotte per la conquista di diritti e di migliori condizioni di vita abbiano reso possibile la Resistenza. Vedrai anche che, nel dopoguerra, l’eredità della lotta partigiana alimentò nuove rivendicazioni.

    Perché le fabbriche modenesi furono spesso caratterizzate dai conflitti sociali? Come agirono i sindacati nelle fasi più difficili del Novecento? Dopo l’8 settembre 1943, quali spinte diffusero nella società la scelta della Resistenza? Come si comportarono coloro che decisero di non prendere le armi? E quali speranze animarono le nuove stagioni della lotta dopo la Liberazione?

    Il ritrovo è fissato alle ore 14:50 davanti alla Biblioteca Crocetta, in largo Mario Alberto Pucci 33, La partenza è prevista per le ore 15:00. Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    Storie di Resistenza a Modena: come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Ribelli. Storie di lotta e di Resistenza a Modena, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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