AGGIORNAMENTO: l’evento è annullato per le previsioni di temporali intensi su tutta l’Emilia nella giornata del 21 luglio. Martedì 21 luglio 2026 ci incontriamo per la passeggiata storica La caduta del fascismo. I 45 giorni del 1943 a Modena. Camminando nel centro della città, scoprirai ciò che accadde in un momento chiave della Seconda guerra mondiale.
Come reagì la società modenese alle notizie disastrose che provenivano dai fronti di guerra? Cosa pensavano le persone comuni di Mussolini e del regime fascista? E che cosa accadde quando la radio annunciò che il Duce era stato arrestato?
I miei racconti storici ti faranno scoprire il risveglio delle coscienze e il ritorno in scena di persone che si erano opposte al fascismo, trovandosi costrette ad agire in clandestinità. Che cosa fecero appena ritrovarono l’opportunità di parlare in pubblico?
Il ritrovo è fissato alle ore 20:45 davanti al Teatro Storchi (largo Garibaldi 15). La partenza è prevista per le ore 21.
Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

La caduta del fascismo: una piccola anteprima
Nella seconda metà di luglio alcuni gerarchi sollecitano la convocazione del Gran Consiglio del Fascismo. Mussolini accetta questa proposta e fissa la riunione per il pomeriggio del 24 luglio.
a discussione è animata, poiché i rovesci degli ultimi mesi e l’impatto dei bombardamenti spingono diversi membri a chiedere la rottura dell’alleanza con la Germania nazista. Nel corso della seduta Dino Grandi presenta un ordine del giorno che mette in minoranza la posizione bellicista e filonazista di Mussolini.
L’arresto di Mussolini
Il voto del Gran Consiglio apre la strada all’arresto del Duce, che il 25 luglio viene ratificato dal re Vittorio Emanuele III. Il sovrano “dimentica” di aver aperto la strada all’ascesa del fascismo e di averne sostenuto le politiche fino al collasso militare di quell’estate. Cerca dunque di scaricare sul Duce tutte le responsabilità del fallimento militare e dei crimini commessi dalle truppe italiane.
Il cambiamento è però tutt’altro che radicale. Di fronte al tracollo del Regio Esercito, la monarchia cerca semplicemente di salvare la propria immagine e la compattezza del blocco sociale che ha sostenuto il fascismo. Togliendo dalla scena il leader più visibile e compromesso, Casa Savoia spera di raggiungere un’intesa con gli Alleati senza smarrire il controllo sulla politica nazionale.
Il governo Badoglio
Vittorio Emanuele III affida dunque il governo a un uomo tutto sommato gradito ai conservatori britannici. È il maresciallo Pietro Badoglio, un militare che ha goduto a lungo dei favori di Mussolini e si è macchiato di crimini nella guerra di Etiopia.
Appena prende il controllo dell’ufficio, Badoglio si adopera affinché le manifestazioni di giubilo per la destituzione del Duce vengano contenute o soffocate dalle forze di polizia. Si affretta poi a dichiarare che «la guerra continua al fianco dell’alleato tedesco». Intanto però i diplomatici avviano trattative con gli Alleati per portare il Paese fuori dal conflitto.
Una classe dirigente allo sbando
La classe dirigente del regime fascista si spacca. Alcuni gerarchi prendono le distanze dal progetto politico-militare che hanno sostenuto negli otto anni precedenti; altri rimangono invece fedeli alla linea tracciata dal dittatore, rifiutando ogni tentativo di uscire dalla guerra.
In tutta la penisola comincia un periodo di tensioni e incertezze. I britannici e gli statunitensi proseguono i bombardamenti a tappeto sulle città per convincere il popolo ad allontanarsi definitivamente dalla guerra fascista, mentre Badoglio non rompe subito l’alleanza con il Reich per timore di generare una reazione non controllabile.
Ordine pubblico e repressione
La linea del Governo costringe le autorità periferiche dello Stato e i reggenti dei municipi a intensificare la sorveglianza sulle comunità, affinché l’ordine pubblico non risulti turbato dall’incedere degli eventi.
Poco dopo l’annuncio dell’avvicendamento al vertice dell’esecutivo, ad esempio, il questore di Modena invita i podestà e i commissari prefettizi alla guida delle amministrazioni comunali a vigilare «per evitare manifestazioni di qualsiasi genere».
I vertici del Regno temono che le piazze d’Italia si riempiano di persone pronte a chiedere pane e pace, caricando di ulteriori pressioni le trattative per l’uscita dalla guerra e innescando nuovi sospetti nelle coscienze dei militari tedeschi.
Come partecipare alla passeggiata
Per partecipare alla passeggiata storica La caduta del fascismo, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!
L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.
Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.
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