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Il blog di Daniel Degli Esposti

Tag: Spilamberto

  • Per essere libere: donne nella Resistenza a Spilamberto

    Per essere libere: donne nella Resistenza a Spilamberto

    Domenica 15 marzo 2026 ci incontriamo a Spilamberto per una breve camminata con narrazione storica. L’evento Per essere libere. Le donne nella Resistenza e nella Liberazione di Spilamberto ti farà scoprire diverse esperienze femminili del “tempo di guerra”.

    Ci ritroveremo alle ore 14:30 in piazza Caduti Libertà, dove racconterò le difficoltà del quotidiano e cosa fecero alcune donne per affrontarle attivamente.

    Da lì ci dirigeremo verso le case popolari di via XXII aprile, dove ti farò conoscere le storie di Rosalia Haas ed Emma Sala. Donne comuni, coinvolte in una guerra totale e costrette a fare scelte estreme in un momento determinante per la storia del paese.

    Al termine del mio racconto, è previsto un intervento dell’artista e dei curatori del progetto artistico Prospettive 2025, dedicato alla memoria della Resistenza.

    La partecipazione all’iniziativa è gratuita e non è necessaria la prenotazione. L’evento è promosso dal Comune di Spilamberto nell’ambito del calendario proposto per la Giornata internazionale della donna.

    Donne nella Resistenza: una piccola anteprima

    Fra il 1939 e il 1945 la guerra totale concede alle donne spazi di partecipazione e opportunità di autodeterminazione ancora più importanti dei varchi aperti dalla mobilitazione per il primo conflitto mondiale. Molte ragazze e diverse donne già adulte sfruttano queste occasioni per assumersi responsabilità crescenti, contestando il pregiudizio diffuso che le lega a una subalternità perenne.

    Salvare chi fugge

    Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, diversi soldati del Regio Esercito scappano dai nazisti e cercano la salvezza nelle campagne. La solidarietà delle famiglie contadine si rivela decisiva per la loro sorte. In molti casi le donne e gli anziani aprono le porte delle cascine agli sbandati, li aiutano a liberarsi delle divise e donano loro abiti borghesi.

    L’impegno delle reti clandestine antifasciste e di tante persone comuni – in primo luogo donne – consente all’organizzazione di condurre verso il fronte dell’Italia meridionale anche diversi militari anglo-americani fuggiti dalla prigionia, evitando loro la cattura da parte dei nazisti.

    Le donne e gli uomini sorpresi nell’atto di assistere gli sbandati, i prigionieri in fuga o gli ebrei subiscono gravi conseguenze patrimoniali e fisiche.

    Volontarie della libertà

    A partire dall’autunno 1943, si registrano gli ingressi di diverse ragazze e donne nella Resistenza. La loro scelta non è forzata dal richiamo alle armi, ma completamente libera.

    Molte non decidono di cominciare la lotta soltanto per far finire la guerra e liberare l’Italia dall’occupazione tedesca, ma anche per avviare o proseguire un cammino di emancipazione.

    L’impegno nella Resistenza civile

    Le attività assistenziali dei Gruppi di difesa della donna e le azioni armate delle combattenti sono fondamentali per il buon esito della lotta di liberazione.

    Molte donne attive nelle organizzazioni clandestine non prendono le armi, ma si distinguono nell’aiuto ai prigionieri alleati e nel sostegno continuo ai partigiani combattenti. Sono dunque protagoniste della Resistenza civile, che consente al movimento armato di trovare basi e nascondigli sicuri.

    Le staffette e le combattenti

    Le staffette assicurano i contatti fra le unità, smistando ordini, munizioni e armi destinate ai ribelli. La condizione delle portatrici, equiparate agli ufficiali di collegamento, è una delle più pericolose in assoluto, poiché possono essere sorprese dai nemici nell’atto di nascondere biglietti in codice e strumenti offensivi.

    Altre donne scelgono, invece, di entrare nelle formazioni combattenti e di prendere le armi, vivendo in clandestinità al pari degli uomini. Accettano, pertanto, il rischio di uccidere e di perdere la vita negli scontri col nemico.

    Quando i nazisti e i fascisti catturano le partigiane, le sottopongono a torture più dolorose di quelle riservate agli uomini. I militi praticano la violenza sessuale per punire la sfrontatezza delle donne non disposte a conformarsi ai tradizionali ruoli di genere.

    Una storia poco nota

    Le azioni delle donne rimangono tuttavia molto spesso nell’ombra. Alla fine della guerra molte di loro preferiscono rientrare nelle famiglie senza farsi notare troppo, poiché nell’Italia rurale l’interpretazione tradizionale del ruolo femminile è ancora molto forte. Altre protagoniste della Resistenza, invece, restano escluse dalle grandi narrazioni, poiché il loro ruolo assistenziale è troppo poco “epico” per le volontà celebrative maschili.

    La conquista del voto e la persistenza dei pregiudizi

    Dopo la Liberazione l’impegno delle combattenti e la determinazione delle civili convince la maggioranza degli uomini politici ad assicurare il diritto di voto alle donne italiane.

    La conquista dell’elettorato attivo e passivo costituisce il primo passo verso un’emancipazione problematica, poiché le tendenze conservatrici della società italiana contribuiscono a mantenere un forte attaccamento alla tradizione cattolica e ad ancorare le donne a ruoli casalinghi o subalterni.

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  • Servi del Reich: narrazione-spettacolo a Spilamberto

    Servi del Reich: narrazione-spettacolo a Spilamberto

    Mercoledì 28 gennaio 2026 ci incontriamo alle ore 21 nello Spazio eventi Liliano Famigli di Spilamberto per la narrazione-spettacolo Servi del Reich. Racconterò le vicende di internati militari, deportati politici e altre vittime spilambertesi delle persecuzioni nazi-fasciste. Federico Benuzzi darà voce alle persone protagoniste e vittime di questa storia con letture attoriali.

    Col mio racconto storico, farò emergere diversi aspetti meno noti della persecuzione e della deportazione nell’universo concentrazionario nazista e fascista durante la Seconda guerra mondiale.

    Partendo dai casi di alcuni internati militari italiani (IMI) provenienti da Spilamberto, ti farò conoscere le vicende di persone che, pur non essendo vittime del razzismo né dell’antisemitismo, furono considerate come nemiche da internare e da sfruttare o da annichilire umanamente.

    Nel corso della serata emergeranno anche i tentativi di chi, nel divampare dell’odio, cercò di preservare e coltivare un altro senso di umanità, prestando aiuto e assistenza alle persone perseguitate.

    Servi del Reich: come partecipare

    L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale di Spilamberto in collaborazione con la locale sezione dell’ANPI e con il Comitato per la memoria.

    Una piccola anteprima: gli IMI

    Subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, i tedeschi catturano circa 800.000 soldati del Regio Esercito e li deportano nei campi di lavoro.

    Il sistema nazista li accusa di tradimento e non è disposto a riconoscerli come prigionieri di guerra, poiché tale status garantirebbe loro i diritti stabiliti dalla Convenzione di Ginevra.

    Il governo del Reich inventa dunque la categoria degli “internati militari italiani” e trasforma i soldati in veri e propri “schiavi di Hitler”, costretti ad affrontare turni di lavoro massacranti sotto la costante minaccia dei bombardamenti aerei.

    L’unica via d’uscita è rappresentata dall’arruolamento nelle forze armate della Repubblica sociale italiana. Tuttavia la netta maggioranza degli internati rifiuta questa prospettiva, mentre una parte dei rimpatriati si allontana dai reparti fascisti alla prima occasione utile.

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  • Luce sulla Palestina: serata a Spilamberto

    Luce sulla Palestina: serata a Spilamberto

    Mercoledì 22 ottobre 2025 ci incontriamo a Spilamberto per Luce sulla Palestina. Sarà una serata di approfondimento durante la quale uno storico (Daniel Degli Esposti), una avvocata (Francesca Capuozzo di Giuristi Democratici) e vari attivisti (Giovanni Iozzoli di Modena per la Palestina, Flavio Novara di BDS Modena e rappresentanti de Le ali di Camilla e della rete F.R.A.N.C.A.) guideranno un percorso di conoscenza e consapevolezza sulla realtà palestinese e sul valore dell’impegno civile.

    Ci sarà, inoltre, la possibilità di visitare la mostra del vignettista palestinese Naji El Ali, allestita nell’ambito della rassegna culturale In Pace.

    Luce sulla Palestina: come partecipare

    L’appuntamento è fissato per le ore 20:30 allo Spazio Eventi L. Famigli, in Viale Rimembranze 19.

    La partecipazione è gratuita e non è necessaria la prenotazione.

    L’evento è promosso da: ANPI Sezione di Spilamberto, PD, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, CGIL, SPI, ARCI, Associazione ISAAF.

    Luce sulla Palestina: la locandina

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  • La forza del disarmo: incontro a Spilamberto

    La forza del disarmo: incontro a Spilamberto

    Venerdì 17 ottobre 2025 ci incontriamo a Spilamberto per una serata di racconti e riflessioni sull’opposizione alla guerra. Ci lasceremo guidare dal titolo dell’evento: La forza del disarmo. Pacifismo, antimilitarismo e nonviolenza tra storia e presente.

    Racconterò le vicende di persone che hanno organizzato e/o realizzato azioni pacifiste, antimilitariste o nonviolente. Farò emergere alcune differenze d’approccio tra il pacifismo, l’antimilitarismo e la nonviolenza. Metterò, tuttavia, in risalto gli aspetti comuni, tra i quali spicca il contrasto al riarmo.

    Promuovere il disarmo in un’epoca bellicista

    Ripercorrendo le storie delle persone protagoniste delle mobilitazioni contro la guerra, rifletteremo insieme sulla necessità di affrontare i conflitti senza lasciare spazio alla catena della violenza.

    Come si possono spezzare i meccanismi di azione-reazione che inaspriscono i conflitti, trasformandoli in guerre? Quali scelte strategiche rendono più sicura la convivenza interna e meno pericoloso lo scenario internazionale?

    La storia ci insegna che il riarmo arricchisce i privilegiati, penalizza i poveri e favorisce le guerre. Esistono strategie di disarmo che possono aiutare a risolvere le controversie internazionali. Le metteremo in evidenza per costruire e consolidare una cultura di pace.

    Non dimenticheremo, inoltre, che molte guerre nascono dagli squilibri nella distribuzione delle risorse. Le storie proposte nel corso della serata ci aiuteranno a ricordare che, per coltivare la pace, è necessario praticare la giustizia sociale.

    "La guerra: buona per pochi, cattiva per la maggior parte della società". Carlos Latuff, 2006.
    “La guerra: buona per pochi, cattiva per la maggior parte della società”. Carlos Latuff, 2006.

    La forza del disarmo: come partecipare

    La forza del disarmo è in programma per venerdì 17 ottobre alle ore 20:30 nell’ex chiesa di Santa Maria degli Angeli, in via Vischi. La partecipazione è gratuita è non è necessario prenotare.

    L’iniziativa si inserisce nella terza edizione della rassegna In Pace, promossa dal Comune di Spilamberto in collaborazione con Overseas Onlus e con altre associazioni del territorio. La manifestazione promuove la cultura della pace e della convivenza in un’epoca segnata da oltre 50 conflitti armati e dall’ascesa di una retorica pubblica bellicista.

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