Domenica 22 marzo 2026 accompagnerò le socie e i soci della Federazione italiana ambiente e bicicletta (FIAB) nella pedalata storicaLa locomotiva.
Ci incontreremo a Vaciglio (strada Vaciglio sud) alle ore 9. Lungo la pista ciclabile Modena-Vignola, scopriremo le storie della linea ferroviaria che correva lungo lo stesso tracciato.
Alla fine dell’Ottocento la locomotiva accorciò le distanze tra i paesi della provincia: chi lavorò per farla fischiare tra le campagne? Quali speranze di riscatto e di progresso si accesero grazie al treno? Salire a bordo era alla portata di tutti? E perché, a un certo punto della storia, si è deciso di rinunciare alla ferrovia, sostituita infine da una pista ciclabile?
Lungo il viaggio, i miei racconti storici apriranno una finestra su quel mondo così vicino nel tempo, ma così lontano dalle nostre esperienze di ogni giorno. Sarà un modo per conoscere come vivevano, come lavoravano e come si spostavano le persone che abitavano nei luoghi della nostra quotidianità.
Arrivati a Vignola, ci fermeremo per un pranzo al sacco e poi torneremo per la stessa strada verso Modena, che raggiungeremo verso le 16.00.
Indicazioni organizzative per la pedalata storica
La partecipazione all’uscita è riservata ai soci FIAB (ci si può iscrivere anche online partendo da qui). Si può rinnovare la tessera FIAB anche prima della partenza.
Ritrovo a Vaciglio (in strada Vaciglio Sud) alle ore 9,00
Partenza alle ore 9:15
Distanza totale: 46 km – pianeggiante
Fondo: 100% asfalto – Ciclabile Modena Vignola
Bici adatte: qualsiasi – in buone condizioni e dispositivi a norma Codice della Strada
Casco raccomandato
Pranzo al sacco o presso locali pubblici che troveremo lungo il percorso
In caso di maltempo l’uscita potrà essere rinviata
Info: Roberto 3494936595 – Ermes 3406764713
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AGGIORNAMENTO: il trekking Storie tra i ciliegi in fiore è annullato.
Domenica 29 marzo 2026 racconterò Storie tra i ciliegi in fiorein un trekking a Vignola. Cammineremo tra il Santuario della Beata Vergine della Pieve e la collina di Campiglio, ammirando la fioritura dei ciliegi. In questo splendido scenario, ti farò scoprire gli intrecci tra la “grande storia” e la società contadina.
Il trekking è organizzato in collaborazione con l’Azienda agricola Vezzali-Golinelli, che coltiva diversi terreni nella zona interessata dal percorso.
Il trekking dura circa 2 ore, comprese le soste narrative. Cammineremo su sentieri e strade asfaltate a bassa percorrenza, affrontando tratti in salita e discesa non particolarmente impegnativi per arrivare a Campiglio e tornare al punto di partenza.
Al termine del percorso, l’Azienda agricola Vezzali Golinelli preparerà una merenda con crostata di ciliegie, succhi di frutta, pane e marmellate.
Raccomando di indossare scarpe con la suola un po’ scolpita, adatte a camminare su terreni misti. I modelli da trekking, da running o da passeggio nella natura sono tutti adatti. Le sneakers lisce e le scarpe da città sono sconsigliate.
Come partecipare
Per partecipare, è necessario iscriversi contattando l’Azienda agricola Vezzali Golinelli.
Si prevede una quota di partecipazione di 20€ (10€ per il trekking storico e 10€ per la merenda).
Che cosa racconterò?
Come vivevano le donne e gli uomini delle campagne vignolesi mentre il mondo tutto intorno si accendeva fino a divampare per gli effetti delle guerre?
Quali sono gli intrecci tra la quotidianità dei contadini e la “grande storia” che prende forma intorno a loro, spesso grazie a loro?
Camminando tra il santuario della Pieve e la collina di Campiglio, racconterò vicende avvenute nel Risorgimento, nel corso della Prima guerra mondiale e nella Resistenza, collegandole ai vissuti delle persone che coltivavano le terre di Vignola.
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Martedì 29 luglio 2025 ti aspetto alla passeggiata storica Vignola 1945. Ricostruire, ricominciare. Camminando tra le strade e le piazze del centro, conoscerai le sfide dell’estate di ottant’anni fa, quando il dopoguerra chiamò le donne e gli uomini a un impegno collettivo per costruire una società più giusta.
Ascolterai anche le voci di persone che vissero da protagoniste quell’epoca decisiva grazie alle letture attoriali di Federico Benuzzi.
Estate 1945: una piccola anteprima
Nell’estate 1945, le forze politiche antifasciste esortano i cittadini a impegnarsi nella ricostruzione materiale. Anche nelle province più povere, come quella modenese, le sezioni locali del Comitato di liberazione nazionale si attivano per ricostruire i paesi e garantire a tutti un reddito.
Nessuno riuscirebbe a reggere un terzo inverno di emergenza assoluta. Occorre, quindi, completare i lavori più urgenti prima dell’autunno. Si comincia dalla messa in sicurezza dei centri abitati, poi si procede con i progetti più complessi.
I CLN cercano di garantire a tutti i cittadini un minimo di lavoro. Anche a Vignola, soddisfare i bisogni primari dei più poveri diventa un obiettivo imprescindibile per generare fiducia nelle istituzioni.
Quando le risorse non sono sufficienti, diversi sindaci nell’orbita del Partito comunista chiedono contributi alle persone benestanti, specialmente se avevano sostenuto l’ascesa del fascismo e le politiche del regime. Le Sinistre non vogliono infatti che il Paese rinasca sulle spalle degli ultimi.
Per scoprire queste e altre storie del dopoguerra a Vignola, ti aspetto alla passeggiata del 29 luglio.
Come partecipare a Vignola 1945
Per partecipare alla passeggiata storica Vignola 1945. Ricostruire, ricominciare, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!
Il ritrovo è fissato per martedì 29 luglio alle 20:45 in piazza Braglia. La partenza è prevista per le ore 21. L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello, e si concluderà nel giardino del Municipio. Da lì, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di 5 minuti.
Qui sotto trovi il modulo per l’iscrizione alla passeggiata.
Venerdì 11 luglio 2025 a Vignola sarà presentato il libro Operazione Bologna1975-1980. L’inarrestabile onda della strategia della tensione. Le autrici – la giornalista e scrittrice Antonella Beccaria e la professoressa Cinzia Venturoli – ricostruiranno lo scenario che precedette l’attentato neofascista del 2 agosto 1980. Io avrò il piacere di rivolgere loro le prime domande e di stimolare la discussione intorno a una vicenda che ha segnato la storia dell’Italia repubblicana.
L’evento si terrà presso la Biblioteca comunale Francesco Selmie inizierà alle ore 19. La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.
L’iniziativa, curata dalla Libreria dei Contrari e dell’Associazione Dentro ai libri, si inserisce nel programma che il Comune di Vignola ha organizzato in vista del 45° anniversario della strage alla stazione di Bologna.
Operazione Bologna: una piccola anteprima
A lungo si è creduto che la strategia della tensione si fosse conclusa a ridosso della metà degli anni Settanta. Le ultime inchieste giudiziarie, culminate nel processo ai mandanti celebrato a Bologna, certificano che quell’ipotesi è sbagliata.
Tra il 1975 e il 1980 c’è stato un crescendo di violenza che non è l’esito di un progetto concepito e attuato unicamente dalla generazione più giovane di terroristi di estrema destra. La documentazione più recente dimostra infatti la regia delle organizzazioni neofasciste della vecchia guardia, legate a piani geopolitici orchestrati dalla loggia P2. Uno scenario di trame oscure che «scavallò la metà degli anni Settanta e preparò il più ferale degli attentati che l’Italia repubblicana abbia conosciuto»: la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
2 agosto 1980: che cosa accadde a Bologna?
Il 2 agosto 1980 ha segnato la storia di Bologna. Da quel mattino un orologio alla Stazione centrale segna sempre le 10:25. Si trova fra l’ingresso principale e la sala d’attesa, dalla quale è possibile vedere i binari attraverso uno squarcio nel muro.
L’attentato neofascista
Quelle lancette, insieme all’apertura tra i mattoni, sono i segni di una memoria che non si può spegnere. Ricordano l’esplosione che il 2 agosto 1980 provocò 85 morti e oltre 200 feriti. La bomba si trovava in una valigia, appoggiata su un tavolino della sala d’attesa e lasciata incustodita.
Per arrivare a una prima verità giudiziaria sulle responsabilità dell’attentato ci sono voluti 15 anni. Il 23 novembre 1995 la Corte di Cassazione ha condannato all’ergastolo gli esecutori della strage, i neofascisti Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini.
Anche Licio Gelli, capo della P2, Francesco Pazienza, il generale Pietro Musumeci e il colonnello Giuseppe Belmonte sono stati condannati per depistaggio delle indagini.
I processi continuano: nel gennaio 2021 Gilberto Cavallini, militante neofascista, è condannato in primo grado per concorso nella strage. Nell’aprile 2022 arriva a giudizio anche l’inchiesta sui “mandanti”: Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi non vengono processati in quanto già morti; l’ex militante di Avanguardia nazionale (una formazione della destra neofascista ed eversiva) Paolo Bellini è condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Bologna, che infligge inoltre 6 anni di reclusione al capitano dei Carabinieri Piergiorgio Segatel per depistaggio e 4 anni di reclusione all’ex amministratore condominiale Domenico Catracchia, attivo a Roma in via Gradoli, per avere fornito false informazioni al pubblico ministero incaricato delle indagini.
La difficile verità giudiziaria e l’eredità della “strategia della tensione”
La verità giudiziaria sull’attentato del 2 agosto 1980 sta quindi prendendo forma dopo anni di depistaggi. Non è quindi un caso che la “strategia della tensione” e la stagione del terrorismo occupino un posto di rilievo tra le pagine mai del tutto comprese ed elaborate della storia italiana.
In molti casi si parla di questi argomenti in maniera superficiale, accontentandosi di confermare alcuni stereotipi di comodo. Tuttavia un atteggiamento del genere serve soltanto a confondere le acque: per capire meglio quel passato così scomodo, abbiamo bisogno di conoscerne la storia.
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