Storia oggi

Il blog di Daniel Degli Esposti

Tag: Yawp – passioni in movimento

  • La storia dietro le guerre di oggi: corso a Maranello

    La storia dietro le guerre di oggi: corso a Maranello

    Giovedì 5 febbraio 2026, a Maranello, comincerà il mio secondo corso di storia contemporanea alla Piccola università popolare di YAWP! Passioni in movimento. S’intitola Conflitti. La storia dietro le guerre di oggi.

    In 6 incontri, racconterò le contrapposizioni, gli scontri armati e le violenze che caratterizzano alcuni scenari del mondo di oggi, mettendo in luce le origini storiche degli squilibri e delle contraddizioni che hanno innescato i disastri.

    Non approfondirò soltanto le questioni politiche, ma mi concentrerò soprattutto su ciò che è più vicino alle persone comuni. Ricostruirò le cause economiche delle guerre e metterò in evidenza le ripercussioni delle operazioni militari sulla vita quotidiana dei civili, sia negli scenari di guerra, sia in Occidente. Perché una guerra, quando scoppia, colpisce anche chi si sente lontano e al riparo.

    La storia dietro le guerre di oggi

    I discorsi sulla guerra ci circondano da ogni parte, segnando la nostra quotidianità. Finiscono, addirittura, per risultarci familiari. Eppure, cosa sappiamo davvero dei conflitti armati in corso nel mondo? Abbiamo idea delle cause che li hanno innescati? Sappiamo chi ha interesse a mantenerli attivi, devastando territori e vite umane?

    Mentre la finanza e l’apparato industriale allestiscono il riarmo, la mentalità di guerra cambia anche le società lontane dai combattimenti. Si costruiscono nemici interni e li si getta in pasto alle masse. Si cerca di tenere sotto stretto controllo tutto ciò che accade. Si colpiscono i più deboli, sottraendo mezzi ai servizi. Si rafforzano i potenti, premiando la sopraffazione.

    Quando le azioni nonviolente di protesta e la disobbedienza civile vengono criminalizzate giuridicamente, le istituzioni sperperano risorse ingenti per ghettizzare il “nemico migrante” e gran parte delle forze politiche sostengono un piano di riarmo generalizzato, non basta più struggersi per la crisi della democrazia. Serve un riscatto umano e civile.

    Oggi, in un’epoca di cinismo e di riarmo, abbiamo bisogno di conoscere il passato per capire il presente e trasformare la realtà in vista del futuro. Si tratta di una premessa necessaria per ogni azione rivolta alla giustizia.

    Conflitti: il programma

    Gli incontri si terranno di giovedì sera, tra le 20:30 e le 22:30. Nella prima parte, terrò la relazione storica, sfruttando anche immagini e/o materiali multimediali. Nella seconda parte, risponderò alle domande, aprendo un dibattito sugli argomenti trattati nell’esposizione.

    Il programma degli incontri sarà il seguente.

    5/2: L’attacco USA al Venezuela: l’imperialismo statunitense e le vene aperte dell’America latina.

    12/2: Russia-Ucraina: la faglia dell’Europa orientale.

    19/2: Congo-Rwanda: il “cuore di tenebra” e le vene aperte dell’Africa.

    26/2: Libia, Siria e Yemen dopo la primavera araba: guerre civili ed emergenze umanitarie.

    5/3: Cina-Taiwan: la frontiera di una nuova “guerra fredda”?

    12/3: Sudan: una guerra civile e una catastrofe umanitaria.

    Come partecipare

    Come tutti i corsi e le attività dell’associazione YAWP, il corso Terra contesa si svolgerà presso la sede di via Grizzaga 107, a Bell’Italia di Maranello (MO).

    È necessario iscriversi almeno 1 settimana prima dell’inizio. I posti sono limitati e consiglio di prenotare per tempo.

    La partecipazione è riservata ai soci di YAWP. Si può fare la tessera per l’occasione e in qualsiasi momento. Dura 12 mesi dall’attivazione e costa 20€ per gli adulti, 10€ per i ragazzi da 13 a 18 anni ed è gratuita per i bambini.

    Per info e iscrizioni:
    Tel. 329 68 68 387
    E-Mail: yawpmaranello@gmail.com

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  • Festival Con la Palestina nel cuore: un grande successo

    Festival Con la Palestina nel cuore: un grande successo

    Domenica 30 novembre 2025, a Maranello, centinaia di persone hanno salutato con un applauso il festival Con la Palestina nel cuore. Al termine dell’ultimo incontro, organizzato nella chiesa di San Biagio con la presenza di don Mattia Ferrari, il pubblico ha espresso apprezzamento e gratitudine per una rassegna che ha dato voce alla cultura palestinese attraverso il racconto della storia, le testimonianze, la poesia, il teatro, il cinema, la musica e il cibo.

    Festival Con la Palestina nel cuore: una rassegna fatta di tanti linguaggi

    Dal 20 al 30 novembre 2025, tra Maranello e Lama Mocogno, un pubblico partecipe e numeroso ha seguito interventi che hanno aperto prospettive non solo per comprendere le cause del genocidio in corso nel territorio occupato palestinese, ma anche per agire concretamente contro la violenza del colonialismo d’insediamento e dell’economia di guerra.

    La rassegna ha accolto i contributi di Moni Ovadia, Vauro Senesi, padre Ibrahim Faltas, Linda Maggiori, Raffaela Baiocchi (Emergency), Fausto Gianelli e Daniel Degli Esposti.

    Luca Caffaro, Moni Ovadia, Tiziana Tagliazucchi e Daniel Degli Esposti al festival "Con la Palestina nel cuore". Foto di Elena Zafferri
    Luca Caffaro, Moni Ovadia, Tiziana Tagliazucchi e Daniel Degli Esposti al festival “Con la Palestina nel cuore”. Foto di Elena Zafferri

    La cultura palestinese a tavola

    Il festival è stato arricchito da spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e mostre. Una cena e un pranzo palestinesi, realizzati da Altoforno impasti agresti, ci hanno permesso di entrare ancora più in contatto con la cultura del popolo oppresso.

    Un punto di vista diverso

    Nel corso del festival ci siamo immersi in una riflessione al tempo stesso emozionante, ironica e tragica.

    Da decenni, ormai, la Palestina è uno specchio del mondo. Nel colonialismo d’insediamento e nel genocidio che strazia la Striscia di Gaza si riflettono le storture di un sistema economico che schiaccia le società per favorire i privilegiati.

    Intorno a noi la violenza del potere non fa scorrere il sangue. Eppure, cancella quel principio costituzionale che chiama la Repubblica a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

    Oggi la Palestina sta risvegliando le nostre coscienze. Continuiamo a batterci, non solo per porre fine all’orrore del genocidio, ma anche per affermare che un altro mondo è ancora possibile.

    Costruire una cultura di pace

    Non capita tutti i giorni di raccontare ciò che sarebbe potuto succedere in Palestina se le lotte sindacali degli anni Trenta si fossero estese fino a contagiare positivamente la maggioranza delle persone.

    Quanti episodi videro i palestinesi e gli ebrei spalleggiarsi sui luoghi di lavoro per migliorare le proprie condizioni di vita…

    Conoscere queste storie e riflettere sul loro significato è indispensabile per capire che lo scontro tra i popoli non è inesorabile, ma viene fomentato da chi alimenta l’odio nazionalista.

    Contrastiamo l’aggressività criminale del sionismo e affermiamo che un’altra umanità è possibile.

    I promotori

    Il festival è stato organizzato dalle associazioni Yawp – Passioni in movimento di Maranello e Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia – sezioni di Lama Mocogno e Maranello, in collaborazione con le parrocchie di Maranello e Lama Mocogno e con il patrocinio del Comune di Maranello.

    Il comitato organizzatore del festival era composto da Tiziana Tagliazucchi (Yawp), Elisabetta Tagliazucchi (Yawp), Luca Maria Caffaro (Anpi) e Daniel Degli Esposti (Storia oggi).

    La serata del 29 novembre al festival "Con la Palestina nel cuore". Foto di Elena Zafferri
    La serata del 29 novembre al festival “Con la Palestina nel cuore”. Foto di Elena Zafferri

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  • Nakba: reading teatrale a Lama Mocogno

    Nakba: reading teatrale a Lama Mocogno

    Sabato 22 novembre 2025 ci incontriamo alle ore 19 nella sala parrocchiale di Lama Mocogno per il reading teatrale Nakba. Racconterò le vicende storiche avvenute in Palestina tra la fine del 1947 e il 1949. Tania Corsini e Francesco Pio D’Arminio daranno voce con letture attoriali alle persone che vissero «la pulizia etnica della Palestina» (Ilan Pappé).

    Il reading è inserito nel festival Con la Palestina nel cuore, una rassegna di talk, spettacoli, mostre e camminate storiche, in programma dal 20 al 30 novembre tra Maranello e Lama Mocogno. Daremo voce alla cultura palestinese attraverso il racconto della storia, le testimonianze, la poesia, il teatro, il cinema, la musica e il cibo.

    Il festival è organizzato dalle associazioni Yawp – Passioni in movimento di Maranello Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia – sezioni di Lama Mocogno e Maranello, in collaborazione con le parrocchie di Maranello e Lama Mocogno e con il patrocinio del Comune di Maranello.

    Una piccola anteprima: il 1948 in Palestina

    Il 14 maggio 1948 il leader sionista David Ben Gurion proclama la nascita dello Stato d’Israele, di cui sia gli Stati Uniti sia l’URSS riconoscono immediatamente la sovranità.

    Nella notte successiva, le forze armate della Lega araba entrano in Palestina. Inizia la prima guerra arabo-israeliana. Lo Stato ebraico la interpreta come una guerra d’indipendenza e può contare su aiuti internazionali.

    Avendo accumulato un’organizzazione militare e armamenti superiori a quelli della Lega araba, nel 1949 Israele estende il proprio territorio oltre i confini assegnati dalle Nazioni Unite.

    Altre parti dell’ipotizzato Stato palestinese passano invece sotto il controllo dell’Egitto e della Transgiordania, ribattezzata Giordania.

    La Nakba

    Al termine del conflitto, oltre 700.000 palestinesi sono costretti ad abbandonare le loro terre e cercano rifugio nei campi profughi dei Paesi vicini. Per tutti loro la sconfitta e la perdita dei beni diventano la Nakba (“catastrofe”).

    È un’esperienza di distacco che per alcuni sfocia nell’esilio, mentre per altri apre decenni di straniamento. C’è chi cerca salvezza trasferendosi in uno dei Paesi della Lega Araba, trovando un’accoglienza contraddittoria e problematica.

    I governi non vogliono, infatti, assumersi l’onere di assisterli e sperano che la loro sventura faccia pressione sulle organizzazioni internazionali, inducendole a forzare la mano con Israele.

    I palestinesi e la Lega Araba

    Emerge, così, una tendenza nel rapporto tra i palestinesi e i Paesi della Lega Araba. I governi di questi Stati non considerano le esigenze dei rifugiati, ma si servono di loro (e, più in generale, della questione palestinese) per posizionarsi o per perseguire i propri interessi.

    Altri rifugiati palestinesi si stabiliscono a ridosso della propria terra d’origine, in una parte della Cisgiordania (sotto l’amministrazione giordana) o della Striscia di Gaza (affidata all’Egitto).

    Rifugiati: un’emergenza divenuta strutturale

    Col passare degli anni gli insediamenti precari si stabilizzano e, pur essendo chiamati campi profughi, si trasformano “città di fatto”. Le baracche diventano edifici e, per dare un tetto alle generazioni nate lì, si alzano verso il cielo, perché possono crescere solo in verticale.

    La vita è difficile: il lavoro è quasi sempre precario e sottopagato, le condizioni igieniche sono problematiche e spesso la sussistenza è affidata alla United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East (UNRWA), l’agenzia che l’ONU istituisce per assistere i rifugiati palestinesi.

    Nessuno cancella esplicitamente il “diritto al ritorno”, ma le organizzazioni internazionali sono impotenti di fronte al rifiuto di Israele. Lo Stato ebraico non vuole aprire al reinsediamento dei profughi palestinesi, che rimangono confinati in un limbo pluridecennale.

    Palestinesi in Israele

    Non mancano, infine, persone e famiglie che scelgono di rimanere nei territori controllati da Israele. Pur ottenendo la cittadinanza, non vivono in condizioni di effettiva parità, perché lo Stato non li considera come parte della propria missione politica.

    Fino al 1966 i “palestinesi del 1948” sono sottoposti a un regime di legge marziale. Il governo giustifica tale stato d’eccezione facendo riferimento al mancato raggiungimento di una pace con gli Stati della Lega Araba, per il quale la classe dirigente israeliana è in buona parte responsabile.

    Nei decenni successivi la legislazione mantiene elementi discriminatori che evolvono per accompagnare i cambiamenti economico-sociali del Paese, trovando ulteriori rafforzamenti a partire dalla seconda metà degli anni Novanta.

    Come partecipare al reading Nakba

    Il reading Nakba è in programma sabato 22 novembre alle ore 19 nella sala parrocchiale di Lama Mocogno, in via XXV aprile 21. L’evento è a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.

    A seguire, presso la Locanda Bellavista, ci sarà la cena palestinese Cibo oltre la guerra, a cura di Altoforno Impasti agresti. Per partecipare, occorre prenotare entro mercoledì 19 novembre (cell. 320.6345096).

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  • Con la Palestina nel cuore: festival tra Maranello e Lama Mocogno

    Con la Palestina nel cuore: festival tra Maranello e Lama Mocogno

    Fuori le agende, perché è in arrivo il festival Con la Palestina nel cuore. Dal 20 al 30 novembre ci incontriamo per una serie di talk, spettacoli, mostre, racconti itineranti e incontri tra Maranello e Lama Mocogno.

    Saranno presenti, tra gli altri, Moni Ovadia, Vauro Senesi, Linda Maggiori, don Mattia Ferrari, padre Ibrahim Faltas e Fausto Gianelli. Francesca Albanese ci manderà un suo contributo video.

    Mantenendo l’approccio di Storia oggi, nel corso del festival porterò contributi per capire il presente della Palestina partendo dal passato. Metterò in luce le origini dei problemi attuali per rilanciare la riflessione collettiva su quali azioni possono aiutarci a cambiare una realtà atroce.

    Il festival Con la Palestina nel cuore è organizzato dalle associazioni Yawp – Passioni in movimento di Maranello e Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia – sezioni di Lama Mocogno e Maranello, in collaborazione con le parrocchie di Maranello e Lama Mocogno con il patrocinio del Comune di Maranello.

    Il comitato organizzatore è composto da Tiziana Tagliazucchi (Yawp), Elisabetta Tagliazucchi (Yawp), Luca Maria Caffaro (Anpi) e Daniel Degli Esposti (Storia oggi).

    Articolo pubblicato sulla Gazzetta di Modena il 7 novembre 2025
    Articolo pubblicato sulla «Gazzetta di Modena» il 7 novembre 2025

    Gli obiettivi del festival

    Non ci proponiamo soltanto di denunciare il genocidio in corso in Palestina, ma anche di dare una voce e un volto alle persone che praticando il Sumud continuano a resistere. Ci impegneremo per riconoscere in loro quell’umanità che il colonialismo dell’Occidente ha più volte calpestato.

    È inevitabile che anche l’occidentale più empatico e consapevole veda la Palestina attraverso una lente deformante. Per questo lasceremo che a parlare sia, nel modo più diretto possibile, la cultura palestinese attraverso le testimonianze, la poesia, il cinema, il teatro, la musica e anche il cibo. Emergeranno così l’identità e la vita quotidiana di un popolo che oggi se le vede negare in modo scandalosamente violento.

    Le altre voci che ci accompagneranno, quelle occidentali, sono di chi ha davvero la Palestina nel cuore. Alcune persone hanno viaggiato, lavorato o vissuto là, altre hanno studiato a fondo quella realtà geografica e umana. Sono, per questo, in grado di proporre una sorta di mediazione culturale.

    Un’esperienza da vivere insieme

    L’iniziativa darà ampio spazio anche alle associazioni, a partire da Emergency, che porterà la testimonianza del suo personale medico a Gaza, e BDS Italia, che darà risposte concrete alla domanda “e io che cosa posso fare per non essere complice?”.

    Saranno presenti anche Alkemia, Watermelon Friends Italia, Modena per la Palestina, Modena incontra Jenin, Per non dimenticare Sabra e Chatila.

    Con la Palestina nel cuore: il programma

    Qui puoi scaricare il programma completo in formato PDF.

    Tutti gli eventi – con l’eccezione del pranzo e della cena palestinesi – sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.

    Giovedì 20 novembre | Maranello 

    Circolo parrocchiale | ore 18

    Anteprima del festival

    HeART of Gaza. Mostra di disegni dei bambini di Gaza, a cura di Mohammed Timraz e Casa per la Pace Modena (fino a domenica 30)

    Auditorium “Enzo Ferrari” | ore 20:40

    Anteprima del festival

    Proiezione del film Tutto quello che resta di te, di Cherien Dabis

    Presentazione a cura di Tiziana Tagliazucchi

    Sabato 22 novembre | Lama Mocogno

    Sala parrocchiale | ore 19       

    Gaza: il silenzio ci rende complici

    Mostra delle vignette di Vauro (fino a venerdì 28)    

    Nakba

    Reading teatrale con Daniel Degli Esposti, Tania Corsini e Francesco Pio D’Arminio

    Locanda Bellavista | ore 20:30

    Cibo oltre la guerra

    Cena palestinese a cura di Altoforno Impasti agresti. Prenotazione entro mercoledì 19 novembre: cell. 320.6345096

    Martedì 25 novembre | Maranello

    MaBiC | ore 17

    Gaza: il silenzio ci rende complici

    Mostra delle vignette di Vauro (fino a venerdì 28)      

    Essere donne in Palestina

    Talk con Francesca Capuozzo e Daniel Degli Esposti             

    MaBiC | ore 18

    Donne che curano

    Talk con un’operatrice sanitaria di Emergency a Gaza e Tiziana Tagliazucchi                     

    Mercoledì 26 novembre | Maranello

    MaBiC | ore 17

    Un fotoreporter di guerra in Palestina

    Foto e talk con Francesco Cito e Luca Caffaro

    MaBiC | ore 18

    Fare giornalismo su Gaza

    Talk con Linda Maggiori (Altreconomia) e Daniel Degli Esposti

    Mercoledì 26 novembre | Lama Mocogno             

    Sala parrocchiale | ore 20:30

    Essere donne in Palestina

    Talk con Houda Hdily, Barbara Baldaccini e Daniel Degli Esposti

    Giovedì 27 novembre | Maranello 

    MaBiC | ore 17

    Palestina: storia di una devastazione ecologica

    Talk con Daniel Degli Esposti            

    MaBiC | ore 18

    Gaza: il silenzio ci rende complici

    Talk con Vauro Senesi e Luca Caffaro   

    Auditorium “Enzo Ferrari” | ore 20:30        

    Presentazione del festival

    Proiezione e proiezione del film No Other Land , di Basel Adra, Yuval Abraham, Hamdan Ballal e Rachel Szor

    Presentazione a cura di Tiziana Tagliazucchi                   

    Venerdì 28 novembre | Maranello 

    Sala parrocchiale | ore 17

    Israele: il boicottaggio come dovere civile

    Talk con Stefano Rebecchi (BDS) e Daniel Degli Esposti

    Sala parrocchiale | ore 18

    Salvare vite a Gaza

    Talk con Laura Rubbianesi (Emergency) e Daniel Degli Esposti

    Madonna del Corso | ore 21

    Il loro grido è la mia voce

    Spettacolo teatrale con Youssef El Gahda, Luca Caffaro e Tiziana Tagliazucchi   

    Venerdì 28 novembre | Lama Mocogno

    Sala parrocchiale | ore 20:30

    Israele: il boicottaggio come dovere civile

    Talk con Flavio Novara (BDS) e Barbara Baldaccini

    Salvare vite a Gaza

    Talk con Paolo Giorgio (Emergency) e Simone Tollari

    Sabato 29 novembre | Maranello  

    Madonna del Corso | ore 17

    Due popoli, due stati?

    Talk con Fausto Gianelli e Daniel Degli Esposti                     

    Madonna del Corso | ore 18

    Vittime perfette

    Talk con Clara Nubile (traduttrice italiana di Mohammed el-Kurd) e Luca Caffaro 

    Auditorium “Enzo Ferrari” | ore 20:30

    Con la Palestina nel cuore

    Incontro pubblico con Francesca Albanese e Moni Ovadia

    Sabato 29 novembre | Lama Mocogno

    Locanda Bellavista | ore 20:30

    Videoconferenza live del talk di Maranello

    Domenica 30 novembre | Maranello

    Portico dell’oratorio | ore 10

    Sumud e Resistenza

    Camminata storica per le vie di Maranello con Daniel Degli Esposti (in caso di maltempo talk in sala parrocchiale)    

    Stand delle associazioni

    BDS, Emergency, Modena incontra Jenin, Modena per la Palestina, Per non dimenticare Sabra e Chatila, Watermelon Friends Italia, Alkemia (in caso di maltempo in sala parrocchiale)                      

    Circolo parrocchiale | ore 13

    Cibo oltre la guerra

    Pranzo palestinese a cura di Altoforno Impasti agresti. Prenotazione entro giovedì 27 novembre: cell. 320.6345096 

    Chiesa parrocchiale | ore 16

    Operatori di pace

    Talk con Ibrahim Faltas (in videoconferenza), Mattia Ferrari (Mediterranea saving humans), Marco Bonfatti (parrocchia di Maranello), Fausto Gianelli e Daniel Degli Esposti.

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  • Terra contesa: corso sulla questione palestinese

    Terra contesa: corso sulla questione palestinese

    Giovedì 9 ottobre 2025, a Maranello, comincerà il mio primo corso di storia contemporanea alla Piccola università popolare di YAWP! Passioni in movimento. S’intitola Terra contesa. Palestina/Israele: una bussola storica. In 6 incontri, racconterò la storia della questione palestinese, approfondendo una serie di temi fondamentali per comprendere i drammi del presente e il genocidio attualmente in corso nella Striscia di Gaza.

    Perché un corso sulla questione palestinese?

    L’intellettuale palestinese Edward W. Said era convinto che «la conoscenza sia meglio dell’ignoranza. Da un punto di vista intellettuale, semplicemente non vi è giustificazione razionale alla scelta di una politica dell’ignoranza o all’uso dell’ignoranza come strumento di lotta. L’ignoranza è ignoranza, né più e né meno. Sempre e in ogni caso».

    L’ignoranza della storia permette a tante persone, in modi anche tra loro opposti, di pronunciare a sproposito accuse di “antisemitismo” o di tracciare paragoni fuorvianti tra i fatti del presente e la Shoah.

    Non sono solo “discorsi da bar” o chiacchere senza importanza. Quando si radicano nel senso comune, le false convinzioni storiche diventano errori condivisi e possono aprire la strada a situazioni pericolose. Non a caso, in diversi Paesi, stiamo assistendo a ritorni di fiamma del vero antisemitismo, ma anche a una recrudescenza dell’islamofobia, l’odio nei confronti delle persone musulmane.

    La questione palestinese ci è davvero così familiare? Sappiamo cosa diciamo quando parliamo di “sionismo” in relazione alla nascita di Israele? Conosciamo la storia e la cultura dei palestinesi? Abbiamo mai provato a osservare con rispetto e distacco entrambi i popoli che si contendono quell’unica terra, riflettendo su quel concetto di “diaspora” che da tempo ormai li accomuna?

    Disinnescare i discorsi d’odio

    Con l’ignoranza non si contrastano le narrazioni propagandistiche, le fake news e le polarizzazioni. Anzi, al contrario, la mancanza di conoscenza è il terreno di coltura perfetto per i discorsi che inneggiano ad annientare l’altro.

    Molto spesso i promotori dei conflitti fanno leva su ricostruzioni distorte del passato per confondere le idee e polarizzare la società. Da tale atteggiamento derivano effetti divisivi. Si riducono gli spazi del dialogo, mentre cresce il desiderio di schierarsi “per partito preso”.

    Per comprendere meglio ciò che accade in Palestina, senza lasciarsi intrappolare dalle contrapposte retoriche d’odio, è utile ricostruire correttamente e criticamente le radici storiche dei problemi attuali, al fine ultimo di generare o consolidare una cultura di pace

    Mettendo a confronto le vicende dei palestinesi e quelle degli ebrei che hanno realizzato i progetti dei sionismi, sarà più facile individuare le contraddizioni alla base delle attuali tragedie. Riconoscendo la pericolosità di un discorso identitario che esclude la convivenza con l’altro, sarà possibile riflettere sul senso d’impotenza che proviamo nel presente.

    Terra contesa: il programma

    Gli incontri si terranno di giovedì sera, tra le 20:30 e le 22:30. Nella prima parte, terrò la relazione storica, sfruttando anche immagini e/o materiali multimediali. Nella seconda parte, risponderò alle domande, aprendo un dibattito sugli argomenti trattati nell’esposizione.

    Il programma degli incontri sarà il seguente.

    9/10: Terra contesa. La Palestina e il Medio Oriente nell’età contemporanea.

    16/10: Che cos’è il sionismo? Storia di un progetto politico che non coincide con l’ebraismo.

    23/10: «Straniero in terra propria». Storia del popolo e dell’identità palestinese.

    6/11: Fine del processo di pace. Errori e contraddizioni da Camp David a Oslo.

    13/11: Il peso delle memorie. Shoah, Nakba, antisemitismo e apartheid tra storia e dibattito.

    20/11: J’accuse. Violenze criminali e la questione del genocidio.

    Come partecipare

    Come tutti i corsi e le attività dell’associazione YAWP, il corso Terra contesa si svolgerà presso la sede di via Grizzaga 107, a Bell’Italia di Maranello (MO).

    È necessario iscriversi almeno 1 settimana prima dell’inizio. I posti sono limitati e consiglio di prenotare per tempo.

    La partecipazione è riservata ai soci di YAWP. Si può fare la tessera per l’occasione e in qualsiasi momento. Dura 12 mesi dall’attivazione e costa 20€ per gli adulti, 10€ per i ragazzi da 13 a 18 anni ed è gratuita per i bambini.

    Per info e iscrizioni:
    Tel. 329 68 68 387
    E-Mail: yawpmaranello@gmail.com

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