Giovedì 26 marzo 2026, a Maranello, comincerà il mio terzo corso di storia contemporanea alla Piccola università popolare di YAWP! Passioni in movimento. S’intitola La legge dell’avvenir. Antifascismo e Resistenza nella storia d’Italia.
Cosa ci aspetta
Il corso approfondisce antifascismo e Resistenza come momenti fondamentali per l’affermazione di una cultura politica finalizzata non solo alla lotta contro il regime mussoliniano e alla liberazione dall’occupazione nazi-fascista, ma anche all’affermazione della democrazia e al riscatto sociale delle categorie più deboli.
In un’epoca segnata da un revisionismo antistorico e strumentale al raggiungimento di obiettivi politici, è importante comprendere lo sviluppo storico dell’antifascismo e contestualizzare adeguatamente la Resistenza.
Per contrastare i luoghi comuni e le “narrazioni tossiche”, è utile migliorare le proprie conoscenze, partendo dalla storia e arrivando al presente.
Il programma
26/3 – Clandestini: l’antifascismo in Italia nel ventennio della dittatura.
2/4 – «Oggi in Spagna, domani in Italia»: l’antifascismo nella guerra civile spagnola e all’estero.
9/4 – Resistenze: le molteplici esperienze della lotta di Liberazione tra il 1943 e il 1945.
16/4 – Partigiani rubagalline? L’importanza della Resistenza e gli “argomenti” di chi la squalifica.
23/4 – Antifascismo sempre: «l’avvenire di un mondo più umano» dal dopoguerra a oggi.
Data da definire – USCITA: Antifascismo e Resistenza a Maranello.
Come partecipare
Come tutti i corsi e le attività dell’associazione YAWP, il corso Terra contesa si svolgerà presso la sede di via Grizzaga 107, a Bell’Italia di Maranello (MO).
È necessario iscriversi almeno 1 settimana prima dell’inizio. I posti sono limitati e consiglio di prenotare per tempo.
La partecipazione è riservata ai soci di YAWP. Si può fare la tessera per l’occasione e in qualsiasi momento. Dura 12 mesi dall’attivazione e costa 20€ per gli adulti, 10€ per i ragazzi da 13 a 18 anni ed è gratuita per i bambini.
Per info e iscrizioni:
Tel. 329 68 68 387
E-Mail: yawpmaranello@gmail.com
Antifascismo e Resistenza: una piccola anteprima
Il 28 ottobre 1922 la marcia su Roma dà inizio all’era fascista. Mussolini guida un governo in cui le “camicie nere” sono in minoranza, ma cominciano fin dall’inizio a svuotare dall’interno le istituzioni democratiche.
Per dare legittimità alle squadre d’azione e alle loro violenze, il presidente del Consiglio dei ministri istituisce la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, che legalizza i gruppi eversivi e li inserisce nel sistema delle istituzioni.
Anche i prefetti e le forze dell’ordine mantengono inalterate le simpatie per Mussolini e consentono al governo di radicare l’ideologia del littorio nelle periferie. I picchiatori del “Biennio Nero” proseguono dunque le missioni punitive contro gli oppositori politici senza temere ritorsioni giuridiche.
Le persecuzioni nei confronti degli antifascisti
Gli antifascisti vengono discriminati sul lavoro e perseguitati nella sfera privata. Gli squadristi li costringono a ingurgitare l’olio di ricino per umiliarli pubblicamente, ma spesso aggiungono a quell’onta altri oltraggi e parecchie percosse.
Gli oppositori politici più colpiti sono i socialisti e i comunisti, accusati di minacciare l’integrità della patria con le idee dell’internazionalismo e della rivoluzione proletaria. Per salvarsi dagli attacchi degli squadristi, molti di loro sono costretti a proseguire le proprie attività politiche in semi-clandestinità o a fuggire dall’Italia.
Lasciare l’Italia…
Negli anni Venti la Francia diventa la meta prediletta dai fuoriusciti antifascisti, poiché è molto vicina, ha una forte tradizione repubblicana e mostra un’apparente solidità economica. Parecchi leader socialisti e della sinistra liberale trovano riparo a Parigi o nelle città della Costa Azzurra.
Gli intellettuali sono accolti nell’alta società e tengono vive le idee antifasciste, ma i lavoratori più umili faticano a sbarcare il lunario. Gli imprenditori li guardano infatti con sospetto poiché li giudicano come potenziali sovversivi.
Fra il 1925 e il 1926 Mussolini completa la svolta totalitaria e dà forma al regime fascista. I partiti di opposizione sono sciolti e i loro giornali vengono chiusi, perché non è più possibile avere una stampa dissociata dalla linea ufficiale della dittatura.
Tanti altri protagonisti della politica fuggono all’estero, ma i gerarchi fascisti prendono contatti con i diplomatici per suscitare contro di loro l’ostilità delle comunità che li “accolgono”.
… o agire in clandestinità
Le persecuzioni proseguono per tutti gli anni Trenta, nonostante le amnistie per il decennale della “marcia su Roma” e la conquista dell’Etiopia.
Solo il Partito comunista d’Italia riesce a mantenere una struttura clandestina, spesso investita dai blitz delle autorità: chi cade nei tentacoli dell’Opera per la vigilanza e la repressione antifascista finisce in carcere o al confino.
Molti trovano scampo soltanto con una nuova fuga all’estero e nell’estate del 1936 partono per la Spagna, dove si arruolano volontari nelle Brigate Internazionali e combattono la guerra civile contro i golpisti di Francisco Franco.
Antifascismo e Resistenza: un legame stretto
La Resistenza italiana nasce dalle idee dell’antifascismo e dalla disperazione di un’intera generazione: è quella dei giovani nati negli anni Venti, cresciuti sotto il regime fascista e poi costretti a fare i conti non solo con l’occupazione nazista, ma anche con la voglia di vendetta degli irriducibili seguaci di Mussolini.
La lotta partigiana è un’esperienza complessa, ricca di spunti e di problemi interpretativi; affonda le proprie radici nei vent’anni del regime fascista e matura nelle difficoltà di un conflitto totale.
Tre guerre in una
Come afferma lo storico Claudio Pavone, tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1945 i partigiani italiani intraprendono una guerra che ne contiene tre:
- La “prima” è una lotta di liberazione, che ha lo scopo di liberare il Paese dai nazisti; può pertanto essere assimilata agli slanci patriottici per la cacciata dei dominatori stranieri.
- La “seconda” colpisce quegli italiani che decidono di proseguire la guerra al fianco della Germania nazista per non tradire l’alleanza con Adolf Hitler; è dunque una vera e propria guerra civile, poiché contrappone due fazioni dello stesso popolo, separate da una scelta che richiede di essere costantemente rinnovata.
- La “terza” contrappone le donne e gli uomini della Resistenza ai proprietari terrieri e agli industriali, percepiti come i “poteri forti” che hanno sostenuto il fascismo; è un conflitto di classe, alimentato dalla rabbia degli “ultimi” nei confronti di chi ha accumulato ingenti fortune in cambio dell’appoggio alla dittatura di Mussolini.
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