Storia oggi

Il blog di Daniel Degli Esposti

Tag: Comune di Savignano sul Panaro

  • Coltivare la pace: narrazione-spettacolo a Savignano

    Coltivare la pace: narrazione-spettacolo a Savignano

    Domenica 30 agosto 2026 ci incontriamo alle ore 18 nel parco Gino Strada a Savignano sul Panaro (frazione Garofano) per la narrazione-spettacolo Coltivare la pace. Teresa Sarti, Gino Strada e il viaggio di Emergency nel mondo contemporaneo. Racconterò le vicende di due persone che hanno dedicato la propria vita a concretizzare la giustizia e l’uguaglianza tra gli esseri umani.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

    L’iniziativa è organizzata da Emergency – Gruppo di Modena e dal Comune di Savignano sul Panaro. Sarà l’occasione per ricordare la passione e l’impegno civile con cui Roberto Cocciolo ha proseguito il cammino di Teresa e Gino. Raccontare questa storia è un modo di raccogliere il testimone per continuare a seguire il suo esempio nella vita di tutti i giorni.

    Nel corso dell’evento i rappresentanti dell’Associazione Kaki Tree Project consegneranno all’Amministrazione comunale una talea dell’albero di cachi sopravvissuto alla bomba atomica sganciata sulla città di Nagasaki il 9 agosto 1945. Quell’albero rappresenta la forza della pace ed è un simbolo per tutte le persone che vogliono coltivarla, contrastando il riarmo atomico (e non solo). La talea sarà messa a dimora nelle settimane successive in un parco pubblico di Savignano.

    Una piccola anteprima

    Ripercorreremo insieme le vite di Teresa Sarti e Gino Strada, dall’infanzia nella Sesto San Giovanni del secondo dopoguerra all’idea che “umanizzare la guerra significa abolirla”, faro per le attività e per le campagne di Emergency.

    Capiremo perché Teresa e Gino comprendono e ripudiano le ingiustizie strutturali della società in cui crescono, battendosi per superarle sia nell’insegnamento scolastico sia nella professione medica, fino a immaginare l’avventura di una ONG finalizzata a salvare vite umane ripudiando al tempo stesso la guerra.

    Conosci la Newsletter di Storia oggi?

    Per restare aggiornati su tutte le mie iniziative, è possibile iscriversi alla Newsletter settimanale, in questa pagina.

  • Trekking storico del 2 giugno a Savignano sul Panaro

    Trekking storico del 2 giugno a Savignano sul Panaro

    Martedì 2 giugno 2026 ci incontriamo a Savignano sul Panaro per un trekking storico. Partiremo dal Borgo Castello e cammineremo sulle colline dei dintorni per raccontare la nascita della Repubblica. Io riporterò alla luce una serie di storie accadute tra la Liberazione e il 2 giugno 1946. Federico Benuzzi presterà la voce a protagonisti dell’epoca per far riemergere le parole di quel tempo.

    Il ritrovo è fissato alle ore 9 nella Piazza della Pace, davanti al cimitero di Savignano Alto. Dopo un paio d’ore di camminata e soste narrative arriveremo al punto IAT per l’inaugurazione di una mostra sulle 21 madri costituenti e un aperitivo in onore della Repubblica.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare. L’iniziativa è sostenuta e organizzata dal Comune di Savignano sul Panaro.

    2 giugno 1946: una piccola anteprima

    Il 2 giugno 1946 le italiane e gli italiani sono chiamati a votare per il referendum istituzionale, ma anche eleggere i deputati dell’Assemblea costituente, che dovranno redigere la nuova Carta fondamentale.

    Le Sinistre, i repubblicani, gli azionisti e i democratico-cristiani più progressisti si espongono a favore della repubblica; molti liberali, cattolici conservatori e notabili sostengono invece la monarchia.

    I risultati del voto

    Il referendum mobilita l’89,08% degli aventi diritto al voto. La repubblica ottiene 12.718.641 di consensi (54,27%), mentre la monarchia si ferma a 10.718.502 (45,73%).

    Nella circoscrizione di Parma, Modena, Piacenza e Reggio Emilia la repubblica ottiene 646.214 preferenze (72,78%), mentre la monarchia si ferma a 241.663 (27,22%).

    Alle elezioni dell’Assemblea costituente la Democrazia cristiana ottiene il 35,21% dei voti e 207 seggi; il Partito socialista italiano di unità proletaria il 20,68% dei consensi e 115 seggi; il Partito comunista italiano il 18,93% dei voti e 104 seggi. Nessun’altra formazione politica supera il 7%.

    Un Paese diviso

    Dalle urne emerge l’istantanea di un Paese diviso. Il nord, ancora segnato dall’occupazione nazi-fascista e dagli slanci della Resistenza, aderisce in massa all’idea repubblicana. Il sud, liberato già nel 1943 e reduce da oltre due anni di rapporti complessi con gli Alleati, sostiene diffusamente la monarchia.

    Conosci la Newsletter di Storia oggi?

    Per restare aggiornati su tutte le mie iniziative, è possibile iscriversi alla Newsletter settimanale, in questa pagina.

  • Salvare. Narrazione-spettacolo su don Elio Monari

    Salvare. Narrazione-spettacolo su don Elio Monari

    Martedì 27 gennaio 2026, nel Giorno della Memoria, ci incontriamo alle 20:30 al Teatro La Venere di Savignano sul Panaro per la narrazione-spettacolo Salvare. Don Elio Monari e la rete di soccorso agli ebrei modenesi.

    Racconterò una storia di impegno collettivo nel nascondere e nell’assistere le persone perseguitate. È una vicenda di salvezza e di accoglienza, accaduta in un’epoca in cui la solidarietà nei confronti di chi era considerato “nemico” era un reato.

    Federico Benuzzi porterà in scena le voci di quel tempo tragico con le sue letture. Dalla nostra narrazione-spettacolo emergerà la figura di don Elio Monari, attivatore e animatore della rete clandestina per la salvezza delle persone oppresse.

    L’iniziativa è organizzata dall’Assessorato alla Legalità, Azioni per la pace, la memoria e le celebrazioni e dal Comitato per le Celebrazioni del Comune di Savignano sul Panaro.

    L’ingresso è gratuito e non è necessario prenotare.

    Don Elio Monari: una piccola anteprima

    Elio Monari, figlio di Augusto e Luigia Ori, nasce a Spilamberto il 25 settembre 1913. Ordinato sacerdote, nell’estate del 1943 opera nella parrocchia modenese di San Biagio.

    Dopo l’armistizio dell’8 settembre diventa un elemento fondamentale per la rete clandestina di assistenza ai prigionieri alleati in fuga dai campi nazisti. Si mette a disposizione anche delle altre persone oppresse e perseguitate, tra cui gli ebrei. Si avvicina così ai primi organizzatori della Resistenza.

    Nella primavera del 1944 è prima costretto ad agire con crescente circospezione, poi viene indotto a trasferirsi in montagna per non esporsi troppo al pericolo della cattura.

    Diventa dunque il cappellano dei partigiani nella zona libera di Montefiorino con il nome di “Don Luigi”.

    Il 5 luglio viene arrestato dai nazisti al termine di uno scontro armato con i partigiani a Piandelagotti. Lo conducono nella villa Triste di Firenze, dove lo affidano ai fascisti della banda Carità. Quel gruppo infierisce ripetutamente sui prigionieri con torture di vario genere. Don Elio Monari viene alv insieme ad altri 16 ostaggi. Il suo corpo è ritrovato solo nel 1956.

    Dopo la Liberazione riceve una Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.

    Conosci la Newsletter di Storia oggi?

    Per restare aggiornati su tutte le mie iniziative, è possibile iscriversi alla Newsletter settimanale, in questa pagina.

  • Costruire la pace in tempo di guerra: intervento a Savignano sul Panaro

    Costruire la pace in tempo di guerra: intervento a Savignano sul Panaro

    Sabato 1° novembre parteciperò alla commemorazione indetta dal Comune di Savignano sul Panaro per la Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate con l’intervento storico Costruire la pace in tempo di guerra.

    Sarà un modo per ricordare le mobilitazioni pacifiste e antimilitariste negli anni del conflitto, ma anche – e soprattutto – un esercizio per coltivare il ripudio della guerra nel nostro presente, sempre più segnato da tragedie umanitarie e progetti di riarmo.

    Racconterò le vicende di persone che si opposero ai meccanismi che costruivano l’odio nei confronti del nemico. Queste storie si legheranno idealmente alla recente Marcia della Pace Perugia-Assisi, un’esperienza condivisa insieme a tante persone di Savignano.

    Come partecipare

    Il mio intervento si terrà alle ore 11 nella piazza della Pace, davanti al cimitero di Savignano sul Panaro.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

    L’iniziativa è organizzata dal Comune di Savignano sul Panaro.

    Costruire la pace: una piccola anteprima

    Per capire se e come si possa costruire la pace in tempo di guerra, ecco qui una storia che non racconterò il 1° novembre a Savignano sul Panaro. Accadde nel Natale del 1914, mentre in Belgio infuriavano i combattimenti del primo conflitto mondiale.

    Una guerra sorprendente e sanguinosa

    All’inizio dell’inverno la guerra smentisce i pronostici di quasi tutti i suoi artefici. L’imperatore tedesco Guglielmo II, ad esempio, attendeva i soldati vincitori prima che le foglie cadessero dagli alberi. La sera del 24 dicembre le truppe sono ancora in trincea e sanno che ci resteranno a lungo. La vigilia di Natale risveglia tuttavia la voglia di normalità. Da quattro mesi i soldati sono immersi nella morte di massa: sparano e lanciano bombe, uccidono e cercano di salvarsi. Molti di loro non ne possono più.

    Nei pressi di Ypres le trincee sono vicinissime. In molti luoghi i soldati dell’Intesa sentono quello che fanno i loro nemici e viceversa. Nella notte di Natale gli uni sentono gli altri cantare e celebrare in qualche modo la festa imminente. È una tregua non scritta, ma fissata dagli ordini degli ufficiali. Nessuno vuole dare spazio alla rabbia della propaganda avversaria per aver organizzato un attacco nel giorno di Natale.

    La “tregua di Natale”

    A un certo punto, però, accade l’imprevisto. Qualcuno decide di uscire dalle trincee con le mani in alto. I nemici si stringono la mano, si scambiano doni e si mostrano le fotografie di famiglia. I soldati non solo rispettano la tregua, ma cominciano anche a fraternizzare. In una distesa fangosa non lontano da Ypres va addirittura in scena una partita di foot-ball, nella quale i tedeschi battono 3-2 i “maestri del gioco” britannici. 

    I soldati non dimenticheranno mai quel “Natale di pace” nel mezzo della Grande Guerra, anche perché sanno che non può durare. La notizia della tregua corre da una linea all’altra, fino a raggiungere i comandi. Gli ufficiali temono che i soldati facciano la pace nelle trincee. Qualcuno, particolarmente spaventato dai moti del popolo, sente addirittura aria di rivoluzione… In entrambi gli schieramenti si alzano i toni: per non finire al muro, i i comandanti dei reparti devono tornare nei ranghi e convincere i soldati a combattere. La guerra continua.

    Conosci la Newsletter di Storia oggi?

    Per restare aggiornati su tutte le mie iniziative, è possibile iscriversi alla Newsletter settimanale, in questa pagina.