Martedì 27 gennaio 2026, nel Giorno della Memoria, ci incontriamo alle 20:30 al Teatro La Venere di Savignano sul Panaro per la narrazione-spettacolo Salvare. Don Elio Monari e la rete di soccorso agli ebrei modenesi.
Racconterò una storia di impegno collettivo nel nascondere e nell’assistere le persone perseguitate. È una vicenda di salvezza e di accoglienza, accaduta in un’epoca in cui la solidarietà nei confronti di chi era considerato “nemico” era un reato.
Federico Benuzzi porterà in scena le voci di quel tempo tragico con le sue letture. Dalla nostra narrazione-spettacolo emergerà la figura di don Elio Monari, attivatore e animatore della rete clandestina per la salvezza delle persone oppresse.
L’iniziativa è organizzata dall’Assessorato alla Legalità, Azioni per la pace, la memoria e le celebrazioni e dal Comitato per le Celebrazioni del Comune di Savignano sul Panaro.
L’ingresso è gratuito e non è necessario prenotare.

Don Elio Monari: una piccola anteprima
Elio Monari, figlio di Augusto e Luigia Ori, nasce a Spilamberto il 25 settembre 1913. Ordinato sacerdote, nell’estate del 1943 opera nella parrocchia modenese di San Biagio.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre diventa un elemento fondamentale per la rete clandestina di assistenza ai prigionieri alleati in fuga dai campi nazisti. Si mette a disposizione anche delle altre persone oppresse e perseguitate, tra cui gli ebrei. Si avvicina così ai primi organizzatori della Resistenza.
Nella primavera del 1944 è prima costretto ad agire con crescente circospezione, poi viene indotto a trasferirsi in montagna per non esporsi troppo al pericolo della cattura.
Diventa dunque il cappellano dei partigiani nella zona libera di Montefiorino con il nome di “Don Luigi”.
Il 5 luglio viene arrestato dai nazisti al termine di uno scontro armato con i partigiani a Piandelagotti. Lo conducono nella villa Triste di Firenze, dove lo affidano ai fascisti della banda Carità. Quel gruppo infierisce ripetutamente sui prigionieri con torture di vario genere. Don Elio Monari viene alv insieme ad altri 16 ostaggi. Il suo corpo è ritrovato solo nel 1956.
Dopo la Liberazione riceve una Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.
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