Storia oggi

Il blog di Daniel Degli Esposti

Trekking storico del 2 giugno a Savignano sul Panaro

Martedì 2 giugno 2026 ci incontriamo a Savignano sul Panaro per un trekking storico. Partiremo dal Borgo Castello e cammineremo sulle colline dei dintorni per raccontare la nascita della Repubblica. Io riporterò alla luce una serie di storie accadute tra la Liberazione e il 2 giugno 1946. Federico Benuzzi presterà la voce a protagonisti dell’epoca per far riemergere le parole di quel tempo.

Il ritrovo è fissato alle ore 9 nella Piazza della Pace, davanti al cimitero di Savignano Alto. Dopo un paio d’ore di camminata e soste narrative arriveremo al punto IAT per l’inaugurazione di una mostra sulle 21 madri costituenti e un aperitivo in onore della Repubblica.

La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare. L’iniziativa è sostenuta e organizzata dal Comune di Savignano sul Panaro.

2 giugno 1946: una piccola anteprima

Il 2 giugno 1946 le italiane e gli italiani sono chiamati a votare per il referendum istituzionale, ma anche eleggere i deputati dell’Assemblea costituente, che dovranno redigere la nuova Carta fondamentale.

Le Sinistre, i repubblicani, gli azionisti e i democratico-cristiani più progressisti si espongono a favore della repubblica; molti liberali, cattolici conservatori e notabili sostengono invece la monarchia.

I risultati del voto

Il referendum mobilita l’89,08% degli aventi diritto al voto. La repubblica ottiene 12.718.641 di consensi (54,27%), mentre la monarchia si ferma a 10.718.502 (45,73%).

Nella circoscrizione di Parma, Modena, Piacenza e Reggio Emilia la repubblica ottiene 646.214 preferenze (72,78%), mentre la monarchia si ferma a 241.663 (27,22%).

Alle elezioni dell’Assemblea costituente la Democrazia cristiana ottiene il 35,21% dei voti e 207 seggi; il Partito socialista italiano di unità proletaria il 20,68% dei consensi e 115 seggi; il Partito comunista italiano il 18,93% dei voti e 104 seggi. Nessun’altra formazione politica supera il 7%.

Un Paese diviso

Dalle urne emerge l’istantanea di un Paese diviso. Il nord, ancora segnato dall’occupazione nazi-fascista e dagli slanci della Resistenza, aderisce in massa all’idea repubblicana. Il sud, liberato già nel 1943 e reduce da oltre due anni di rapporti complessi con gli Alleati, sostiene diffusamente la monarchia.

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