Domenica 30 novembre 2025, a Maranello, centinaia di persone hanno salutato con un applauso il festival Con la Palestina nel cuore. Al termine dell’ultimo incontro, organizzato nella chiesa di San Biagio con la presenza di don Mattia Ferrari, il pubblico ha espresso apprezzamento e gratitudine per una rassegna che ha dato voce alla cultura palestinese attraverso il racconto della storia, le testimonianze, la poesia, il teatro, il cinema, la musica e il cibo.
Festival Con la Palestina nel cuore: una rassegna fatta di tanti linguaggi
Dal 20 al 30 novembre 2025, tra Maranello e Lama Mocogno, un pubblico partecipe e numeroso ha seguito interventi che hanno aperto prospettive non solo per comprendere le cause del genocidio in corso nel territorio occupato palestinese, ma anche per agire concretamente contro la violenza del colonialismo d’insediamento e dell’economia di guerra.
La rassegna ha accolto i contributi di Moni Ovadia, Vauro Senesi, padre Ibrahim Faltas, Linda Maggiori, Raffaela Baiocchi (Emergency), Fausto Gianelli e Daniel Degli Esposti.

La cultura palestinese a tavola
Il festival è stato arricchito da spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e mostre. Una cena e un pranzo palestinesi, realizzati da Altoforno impasti agresti, ci hanno permesso di entrare ancora più in contatto con la cultura del popolo oppresso.
Un punto di vista diverso
Nel corso del festival ci siamo immersi in una riflessione al tempo stesso emozionante, ironica e tragica.
Da decenni, ormai, la Palestina è uno specchio del mondo. Nel colonialismo d’insediamento e nel genocidio che strazia la Striscia di Gaza si riflettono le storture di un sistema economico che schiaccia le società per favorire i privilegiati.
Intorno a noi la violenza del potere non fa scorrere il sangue. Eppure, cancella quel principio costituzionale che chiama la Repubblica a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
Oggi la Palestina sta risvegliando le nostre coscienze. Continuiamo a batterci, non solo per porre fine all’orrore del genocidio, ma anche per affermare che un altro mondo è ancora possibile.
Costruire una cultura di pace
Non capita tutti i giorni di raccontare ciò che sarebbe potuto succedere in Palestina se le lotte sindacali degli anni Trenta si fossero estese fino a contagiare positivamente la maggioranza delle persone.
Quanti episodi videro i palestinesi e gli ebrei spalleggiarsi sui luoghi di lavoro per migliorare le proprie condizioni di vita…
Conoscere queste storie e riflettere sul loro significato è indispensabile per capire che lo scontro tra i popoli non è inesorabile, ma viene fomentato da chi alimenta l’odio nazionalista.
Contrastiamo l’aggressività criminale del sionismo e affermiamo che un’altra umanità è possibile.
I promotori
Il festival è stato organizzato dalle associazioni Yawp – Passioni in movimento di Maranello e Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia – sezioni di Lama Mocogno e Maranello, in collaborazione con le parrocchie di Maranello e Lama Mocogno e con il patrocinio del Comune di Maranello.
Il comitato organizzatore del festival era composto da Tiziana Tagliazucchi (Yawp), Elisabetta Tagliazucchi (Yawp), Luca Maria Caffaro (Anpi) e Daniel Degli Esposti (Storia oggi).

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