Sabato 22 agosto 2026 ci incontriamo alle ore 18 alla Locanda Bellavista di Lama Mocogno per il primo appuntamento di una nuova rassegna organizzata dalla locale sezione dell’ANPI. L’iniziativa s’intitola L’obbedienza non è più una virtù. Don Lorenzo Milani e l’obiezione di coscienza tra storia e presente.
Barbara Baldaccini, vicepresidente della sezione ANPI Lama Mocogno – Scoltenna, parlerà di don Lorenzo Milani. La vita del sacerdote di Barbiana offre parecchi spunti di riflessione sia nell’ambito educativo, sia nel rapporto tra il pastore cattolico e la società civile. Nell’incontro emergerà, in particolare, l’impegno a favore dei giovani che rifiutavano il servizio militare.
Io cercherò di far emergere perché anche oggi l’obbedienza non è più una virtù. Anche se gli interessi economici ci spingono verso il riarmo degli arsenali e delle coscienze, non mancano le obiezioni. Chi riesce, oggi, a dire NO alla guerra? Quali sono i modi con cui si può contrastare la militarizzazione della società?
La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

«L’obbedienza non è più una virtù»: una piccola anteprima
«Non discuterò qui l’idea di Patria in sé. Non mi piacciono queste divisioni. Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto, senza essere richiamati dalla Curia, di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto» (dalla Lettera ai cappellani militari toscani che hanno sottoscritto il comunicato dell’11 febbraio 1965).
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