Storia oggi

Il blog di Daniel Degli Esposti

Autore: Daniel Degli Esposti

  • Con la Palestina nel cuore: festival tra Maranello e Lama Mocogno

    Con la Palestina nel cuore: festival tra Maranello e Lama Mocogno

    Fuori le agende, perché è in arrivo il festival Con la Palestina nel cuore. Dal 20 al 30 novembre ci incontriamo per una serie di talk, spettacoli, mostre, racconti itineranti e incontri tra Maranello e Lama Mocogno.

    Saranno presenti, tra gli altri, Moni Ovadia, Vauro Senesi, Linda Maggiori, don Mattia Ferrari, padre Ibrahim Faltas e Fausto Gianelli. Francesca Albanese ci manderà un suo contributo video.

    Mantenendo l’approccio di Storia oggi, nel corso del festival porterò contributi per capire il presente della Palestina partendo dal passato. Metterò in luce le origini dei problemi attuali per rilanciare la riflessione collettiva su quali azioni possono aiutarci a cambiare una realtà atroce.

    Il festival Con la Palestina nel cuore è organizzato dalle associazioni Yawp – Passioni in movimento di Maranello e Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia – sezioni di Lama Mocogno e Maranello, in collaborazione con le parrocchie di Maranello e Lama Mocogno con il patrocinio del Comune di Maranello.

    Il comitato organizzatore è composto da Tiziana Tagliazucchi (Yawp), Elisabetta Tagliazucchi (Yawp), Luca Maria Caffaro (Anpi) e Daniel Degli Esposti (Storia oggi).

    Articolo pubblicato sulla Gazzetta di Modena il 7 novembre 2025
    Articolo pubblicato sulla «Gazzetta di Modena» il 7 novembre 2025

    Gli obiettivi del festival

    Non ci proponiamo soltanto di denunciare il genocidio in corso in Palestina, ma anche di dare una voce e un volto alle persone che praticando il Sumud continuano a resistere. Ci impegneremo per riconoscere in loro quell’umanità che il colonialismo dell’Occidente ha più volte calpestato.

    È inevitabile che anche l’occidentale più empatico e consapevole veda la Palestina attraverso una lente deformante. Per questo lasceremo che a parlare sia, nel modo più diretto possibile, la cultura palestinese attraverso le testimonianze, la poesia, il cinema, il teatro, la musica e anche il cibo. Emergeranno così l’identità e la vita quotidiana di un popolo che oggi se le vede negare in modo scandalosamente violento.

    Le altre voci che ci accompagneranno, quelle occidentali, sono di chi ha davvero la Palestina nel cuore. Alcune persone hanno viaggiato, lavorato o vissuto là, altre hanno studiato a fondo quella realtà geografica e umana. Sono, per questo, in grado di proporre una sorta di mediazione culturale.

    Un’esperienza da vivere insieme

    L’iniziativa darà ampio spazio anche alle associazioni, a partire da Emergency, che porterà la testimonianza del suo personale medico a Gaza, e BDS Italia, che darà risposte concrete alla domanda “e io che cosa posso fare per non essere complice?”.

    Saranno presenti anche Alkemia, Watermelon Friends Italia, Modena per la Palestina, Modena incontra Jenin, Per non dimenticare Sabra e Chatila.

    Con la Palestina nel cuore: il programma

    Qui puoi scaricare il programma completo in formato PDF.

    Tutti gli eventi – con l’eccezione del pranzo e della cena palestinesi – sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.

    Giovedì 20 novembre | Maranello 

    Circolo parrocchiale | ore 18

    Anteprima del festival

    HeART of Gaza. Mostra di disegni dei bambini di Gaza, a cura di Mohammed Timraz e Casa per la Pace Modena (fino a domenica 30)

    Auditorium “Enzo Ferrari” | ore 20:40

    Anteprima del festival

    Proiezione del film Tutto quello che resta di te, di Cherien Dabis

    Presentazione a cura di Tiziana Tagliazucchi

    Sabato 22 novembre | Lama Mocogno

    Sala parrocchiale | ore 19       

    Gaza: il silenzio ci rende complici

    Mostra delle vignette di Vauro (fino a venerdì 28)    

    Nakba

    Reading teatrale con Daniel Degli Esposti, Tania Corsini e Francesco Pio D’Arminio

    Locanda Bellavista | ore 20:30

    Cibo oltre la guerra

    Cena palestinese a cura di Altoforno Impasti agresti. Prenotazione entro mercoledì 19 novembre: cell. 320.6345096

    Martedì 25 novembre | Maranello

    MaBiC | ore 17

    Gaza: il silenzio ci rende complici

    Mostra delle vignette di Vauro (fino a venerdì 28)      

    Essere donne in Palestina

    Talk con Francesca Capuozzo e Daniel Degli Esposti             

    MaBiC | ore 18

    Donne che curano

    Talk con un’operatrice sanitaria di Emergency a Gaza e Tiziana Tagliazucchi                     

    Mercoledì 26 novembre | Maranello

    MaBiC | ore 17

    Un fotoreporter di guerra in Palestina

    Foto e talk con Francesco Cito e Luca Caffaro

    MaBiC | ore 18

    Fare giornalismo su Gaza

    Talk con Linda Maggiori (Altreconomia) e Daniel Degli Esposti

    Mercoledì 26 novembre | Lama Mocogno             

    Sala parrocchiale | ore 20:30

    Essere donne in Palestina

    Talk con Houda Hdily, Barbara Baldaccini e Daniel Degli Esposti

    Giovedì 27 novembre | Maranello 

    MaBiC | ore 17

    Palestina: storia di una devastazione ecologica

    Talk con Daniel Degli Esposti            

    MaBiC | ore 18

    Gaza: il silenzio ci rende complici

    Talk con Vauro Senesi e Luca Caffaro   

    Auditorium “Enzo Ferrari” | ore 20:30        

    Presentazione del festival

    Proiezione e proiezione del film No Other Land , di Basel Adra, Yuval Abraham, Hamdan Ballal e Rachel Szor

    Presentazione a cura di Tiziana Tagliazucchi                   

    Venerdì 28 novembre | Maranello 

    Sala parrocchiale | ore 17

    Israele: il boicottaggio come dovere civile

    Talk con Stefano Rebecchi (BDS) e Daniel Degli Esposti

    Sala parrocchiale | ore 18

    Salvare vite a Gaza

    Talk con Laura Rubbianesi (Emergency) e Daniel Degli Esposti

    Madonna del Corso | ore 21

    Il loro grido è la mia voce

    Spettacolo teatrale con Youssef El Gahda, Luca Caffaro e Tiziana Tagliazucchi   

    Venerdì 28 novembre | Lama Mocogno

    Sala parrocchiale | ore 20:30

    Israele: il boicottaggio come dovere civile

    Talk con Flavio Novara (BDS) e Barbara Baldaccini

    Salvare vite a Gaza

    Talk con Paolo Giorgio (Emergency) e Simone Tollari

    Sabato 29 novembre | Maranello  

    Madonna del Corso | ore 17

    Due popoli, due stati?

    Talk con Fausto Gianelli e Daniel Degli Esposti                     

    Madonna del Corso | ore 18

    Vittime perfette

    Talk con Clara Nubile (traduttrice italiana di Mohammed el-Kurd) e Luca Caffaro 

    Auditorium “Enzo Ferrari” | ore 20:30

    Con la Palestina nel cuore

    Incontro pubblico con Francesca Albanese e Moni Ovadia

    Sabato 29 novembre | Lama Mocogno

    Locanda Bellavista | ore 20:30

    Videoconferenza live del talk di Maranello

    Domenica 30 novembre | Maranello

    Portico dell’oratorio | ore 10

    Sumud e Resistenza

    Camminata storica per le vie di Maranello con Daniel Degli Esposti (in caso di maltempo talk in sala parrocchiale)    

    Stand delle associazioni

    BDS, Emergency, Modena incontra Jenin, Modena per la Palestina, Per non dimenticare Sabra e Chatila, Watermelon Friends Italia, Alkemia (in caso di maltempo in sala parrocchiale)                      

    Circolo parrocchiale | ore 13

    Cibo oltre la guerra

    Pranzo palestinese a cura di Altoforno Impasti agresti. Prenotazione entro giovedì 27 novembre: cell. 320.6345096 

    Chiesa parrocchiale | ore 16

    Operatori di pace

    Talk con Ibrahim Faltas (in videoconferenza), Mattia Ferrari (Mediterranea saving humans), Marco Bonfatti (parrocchia di Maranello), Fausto Gianelli e Daniel Degli Esposti.

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  • Il Mediterraneo nella storia contemporanea: incontro a Limidi

    Il Mediterraneo nella storia contemporanea: incontro a Limidi

    Venerdì 14 novembre 2025 ci diamo appuntamento alle ore 21 a Limidi di Soliera per un incontro intitolato Mediterraneo. Il mare di mezzo e la sua importanza nella storia contemporanea. Sarà un’occasione per conoscere le vicende storiche di uno spazio geografico fondamentale per l’evoluzione della nostra mentalità.

    Il Mediterraneo nella storia contemporanea: di cosa parliamo?

    Per comprendere ciò che accade oggi, partirò dal passato, ricostruendo le principali vicende del Mediterraneo nella storia contemporanea. Racconterò come si svilupparono i tentativi di assumere il controllo delle rotte commerciali. Metterò, inoltre, in luce come gli scambi culturali furono influenzati dai progetti di dominio coloniale e dalla volontà di impadronirsi delle risorse economiche.

    Perché, infine, oggi il Mediterraneo sta diventando un grande cimitero d’acqua? Quali meccanismi hanno innescato le attuali dinamiche di gestione dei flussi migratori?

    Come partecipare

    L’evento si terrà nella sala al primo piano del Centro polivalente di Limidi, in via Papotti 18. L’ingresso sarà libero e gratuito, senza necessità di prenotazione. Su richiesta, alle/agli studenti e alle/ai docenti delle scuole secondarie sarà rilasciato un certificato di partecipazione.

    L’iniziativa è organizzata dal Centro polivalente Limidi Asd.

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  • La forza della nonviolenza: serata a Nonantola

    La forza della nonviolenza: serata a Nonantola

    Martedì 11 novembre 2025 ci incontriamo a Nonantola per una serata di riflessioni e racconti storici sulla forza della nonviolenza.

    Gli scioperi, le manifestazioni e le mobilitazioni delle ultime settimane hanno messo in luce l’importanza delle azioni collettive contro ogni forma di prevaricazione. Da tempo non si vedeva una simile capacità di coinvolgere tante persone nella lotta nonviolenta per una causa comune.

    Per comprendere quanto è importante mobilitarsi insieme, è utile conoscere la storia delle campagne nonviolente. Lo faremo nel corso dell’iniziativa intitolata I giovani, lo sviluppo dei movimenti e la nonviolenza. Per la pace, per l’ambiente, per i diritti.

    La serata sarà condotta da Silvia Panzetta del Gruppo Aula 22. Io racconterò storie di persone e di popoli che hanno scelto di applicare la forza della nonviolenza per contrastare le ingiustizie e le disuguaglianze.

    Che cos’è la nonviolenza?

    La nonviolenza è una forma di lotta radicale contro ogni ingiustizia sociale e umana. Prevede di battersi fino all’ottenimento della giustizia, ricorrendo unicamente a metodi nonviolenti (sciopero, boicottaggio, occupazione, blocco stradale, propaganda, controinformazione, educazione, organizzazione di gruppi…). Il principio base della nonviolenza prevede che, per raggiungere un fine “buono”, non è possibile utilizzare mezzi “cattivi”.

    La forza della nonviolenza: come partecipare

    L’appuntamento è fissato per martedì 11 novembre alle ore 21 nella Sala dei Giuristi del Palazzo della Partecipanza agraria di Nonantola, in via Roma 21.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

    L’iniziativa è compresa nel programma di attività Aula 22, promosso da Anni in fuga APS Nonantola, SPI CGIL, ANPI – sezione di Nonantola e ACLI.

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  • Bologna nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Bologna nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Sabato 8 novembre 2025 ti aspetto alla passeggiata storica Bologna nella Grande Guerra. Camminando nel centro urbano, all’interno dei viali di circonvallazione, conoscerai le vicende accadute in una città lontana dalle trincee e dai fronti, ma dichiarata “zona di guerra” fin dal 25 maggio 1915 per le sue particolari caratteristiche sociali.

    Il ritrovo è fissato alle 14:45 nel Parco 11 settembre 2001, in prossimità dell’accesso da via Riva di Reno (ex Manifattura dei Tabacchi – Cineteca di Bologna). La partenza è prevista per le ore 15. Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    Una piccola anteprima

    Il 28 giugno 1914 è un giorno chiave per la storia d’Europa, ma anche per la città di Bologna. Mentre a Sarajevo lo studente bosniaco di etnia serba Gavrilo Princip uccide l’arciduca austro-ungarico Francesco Ferdinando e la principessa consorte Sofia, sotto le Due Torri si tengono le elezioni municipali. Vincono i socialisti e il Consiglio comunale sceglie come sindaco Francesco Zanardi.

    Il nuovo corso della politica comunale nasce nella speranza di accorciare le distanze tra i “primi” e gli “ultimi”. Il motto della Giunta è «Pane e alfabeto». Zanardi e i socialisti vogliono liberare il popolo dalla miseria materiale e culturale.

    Tuttavia, già nell’agosto 1914, la guerra europea cambia rapidamente gli scenari. Anche se l’Italia non partecipa direttamente al conflitto, il collasso dei commerci internazionali e il rientro di molti emigranti mettono alla prova la società.

    Una guerra totale

    Dal 24 maggio 1915, quando l’Italia entra in guerra, il conflitto armato coinvolge l’intera società. A Bologna diverse fabbriche si convertono alla produzione bellica. Il Pirotecnico e il Carnificio di Casaralta assumono un’importanza di livello nazionale.

    Anche la sanità si mobilita: gli ospedali accolgono i feriti e il Rizzoli diventa un centro di avanguardia per lo sviluppo delle protesi. Intanto, gli alloggi vuoti devono essere censiti per rispondere all’afflusso dei profughi.

    A partire dal 1917, le autorità militari estendono i propri poteri, imponendo una disciplina che condiziona la vita quotidiana delle comunità. Chi rifiuta la logica bellica viene additato come “antiitaliano”, subendo censure e repressioni.

    Per scoprire molti più dettagli su queste vicende e per conoscere altre storie di Bologna nella Grande Guerra, ti aspetto alla passeggiata storica dell’8 novembre.

    Bologna nella Grande Guerra: come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Bologna nella Grande Guerra, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per sabato 8 novembre alle 14:45 nel Parco 11 settembre 2001, in prossimità dell’accesso da via Riva di Reno (ex Manifattura dei Tabacchi – Cineteca di Bologna). La partenza è prevista per le ore 15.

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza camminando insieme a Daniel Degli Esposti, che in alternativa fornirà indicazioni per l’utilizzo dei mezzi pubblici.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Modena nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Modena nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Domenica 2 novembre 2025 ti aspetto alla passeggiata storica Modena nella Grande Guerra. Camminando tra le strade e le piazze del centro, conoscerai le vicende accadute in una città lontana dalle trincee e dai fronti, ma pienamente inserita nei meccanismi del conflitto.

    Il ritrovo è fissato alle 14:45 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 15. Se vuoi partecipare, iscriviti inviando una e-mail a info@storiaoggi.it.

    Una piccola anteprima

    Il fronte italiano della Grande Guerra investe il Trentino, il Cadore e il Carso. Le città dell’Emilia rimangono lontane dalle zone dove infuriano i combattimenti, ma sono coinvolte dalla mobilitazione generale.

    Il conflitto armato coinvolge l’intera società: per questo si parla di “guerra totale”. A Modena diverse fabbriche si convertono alla produzione bellica, gli ospedali accolgono i feriti e gli alloggi vuoti devono essere censiti per rispondere all’afflusso dei profughi.

    A partire dal 1917, le autorità militari estendono i propri poteri, imponendo una disciplina che condiziona la vita quotidiana delle comunità. Chi rifiuta la logica bellica viene additato come “antiitaliano”, subendo censure e repressioni.

    Per scoprire molti più dettagli su queste vicende e per conoscere altre storie di Modena nella Grande Guerra, ti aspetto alla passeggiata storica del 2 novembre.

    Modena nella Grande Guerra: come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Modena nella Grande Guerra, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per domenica 2 novembre alle 14:45 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 15. L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Costruire la pace in tempo di guerra: intervento a Savignano sul Panaro

    Costruire la pace in tempo di guerra: intervento a Savignano sul Panaro

    Sabato 1° novembre parteciperò alla commemorazione indetta dal Comune di Savignano sul Panaro per la Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate con l’intervento storico Costruire la pace in tempo di guerra.

    Sarà un modo per ricordare le mobilitazioni pacifiste e antimilitariste negli anni del conflitto, ma anche – e soprattutto – un esercizio per coltivare il ripudio della guerra nel nostro presente, sempre più segnato da tragedie umanitarie e progetti di riarmo.

    Racconterò le vicende di persone che si opposero ai meccanismi che costruivano l’odio nei confronti del nemico. Queste storie si legheranno idealmente alla recente Marcia della Pace Perugia-Assisi, un’esperienza condivisa insieme a tante persone di Savignano.

    Come partecipare

    Il mio intervento si terrà alle ore 11 nella piazza della Pace, davanti al cimitero di Savignano sul Panaro.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

    L’iniziativa è organizzata dal Comune di Savignano sul Panaro.

    Costruire la pace: una piccola anteprima

    Per capire se e come si possa costruire la pace in tempo di guerra, ecco qui una storia che non racconterò il 1° novembre a Savignano sul Panaro. Accadde nel Natale del 1914, mentre in Belgio infuriavano i combattimenti del primo conflitto mondiale.

    Una guerra sorprendente e sanguinosa

    All’inizio dell’inverno la guerra smentisce i pronostici di quasi tutti i suoi artefici. L’imperatore tedesco Guglielmo II, ad esempio, attendeva i soldati vincitori prima che le foglie cadessero dagli alberi. La sera del 24 dicembre le truppe sono ancora in trincea e sanno che ci resteranno a lungo. La vigilia di Natale risveglia tuttavia la voglia di normalità. Da quattro mesi i soldati sono immersi nella morte di massa: sparano e lanciano bombe, uccidono e cercano di salvarsi. Molti di loro non ne possono più.

    Nei pressi di Ypres le trincee sono vicinissime. In molti luoghi i soldati dell’Intesa sentono quello che fanno i loro nemici e viceversa. Nella notte di Natale gli uni sentono gli altri cantare e celebrare in qualche modo la festa imminente. È una tregua non scritta, ma fissata dagli ordini degli ufficiali. Nessuno vuole dare spazio alla rabbia della propaganda avversaria per aver organizzato un attacco nel giorno di Natale.

    La “tregua di Natale”

    A un certo punto, però, accade l’imprevisto. Qualcuno decide di uscire dalle trincee con le mani in alto. I nemici si stringono la mano, si scambiano doni e si mostrano le fotografie di famiglia. I soldati non solo rispettano la tregua, ma cominciano anche a fraternizzare. In una distesa fangosa non lontano da Ypres va addirittura in scena una partita di foot-ball, nella quale i tedeschi battono 3-2 i “maestri del gioco” britannici. 

    I soldati non dimenticheranno mai quel “Natale di pace” nel mezzo della Grande Guerra, anche perché sanno che non può durare. La notizia della tregua corre da una linea all’altra, fino a raggiungere i comandi. Gli ufficiali temono che i soldati facciano la pace nelle trincee. Qualcuno, particolarmente spaventato dai moti del popolo, sente addirittura aria di rivoluzione… In entrambi gli schieramenti si alzano i toni: per non finire al muro, i i comandanti dei reparti devono tornare nei ranghi e convincere i soldati a combattere. La guerra continua.

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  • Luce sulla Palestina: serata a Spilamberto

    Luce sulla Palestina: serata a Spilamberto

    Mercoledì 22 ottobre 2025 ci incontriamo a Spilamberto per Luce sulla Palestina. Sarà una serata di approfondimento durante la quale uno storico (Daniel Degli Esposti), una avvocata (Francesca Capuozzo di Giuristi Democratici) e vari attivisti (Giovanni Iozzoli di Modena per la Palestina, Flavio Novara di BDS Modena e rappresentanti de Le ali di Camilla e della rete F.R.A.N.C.A.) guideranno un percorso di conoscenza e consapevolezza sulla realtà palestinese e sul valore dell’impegno civile.

    Ci sarà, inoltre, la possibilità di visitare la mostra del vignettista palestinese Naji El Ali, allestita nell’ambito della rassegna culturale In Pace.

    Luce sulla Palestina: come partecipare

    L’appuntamento è fissato per le ore 20:30 allo Spazio Eventi L. Famigli, in Viale Rimembranze 19.

    La partecipazione è gratuita e non è necessaria la prenotazione.

    L’evento è promosso da: ANPI Sezione di Spilamberto, PD, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, CGIL, SPI, ARCI, Associazione ISAAF.

    Luce sulla Palestina: la locandina

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  • La forza del disarmo: incontro a Spilamberto

    La forza del disarmo: incontro a Spilamberto

    Venerdì 17 ottobre 2025 ci incontriamo a Spilamberto per una serata di racconti e riflessioni sull’opposizione alla guerra. Ci lasceremo guidare dal titolo dell’evento: La forza del disarmo. Pacifismo, antimilitarismo e nonviolenza tra storia e presente.

    Racconterò le vicende di persone che hanno organizzato e/o realizzato azioni pacifiste, antimilitariste o nonviolente. Farò emergere alcune differenze d’approccio tra il pacifismo, l’antimilitarismo e la nonviolenza. Metterò, tuttavia, in risalto gli aspetti comuni, tra i quali spicca il contrasto al riarmo.

    Promuovere il disarmo in un’epoca bellicista

    Ripercorrendo le storie delle persone protagoniste delle mobilitazioni contro la guerra, rifletteremo insieme sulla necessità di affrontare i conflitti senza lasciare spazio alla catena della violenza.

    Come si possono spezzare i meccanismi di azione-reazione che inaspriscono i conflitti, trasformandoli in guerre? Quali scelte strategiche rendono più sicura la convivenza interna e meno pericoloso lo scenario internazionale?

    La storia ci insegna che il riarmo arricchisce i privilegiati, penalizza i poveri e favorisce le guerre. Esistono strategie di disarmo che possono aiutare a risolvere le controversie internazionali. Le metteremo in evidenza per costruire e consolidare una cultura di pace.

    Non dimenticheremo, inoltre, che molte guerre nascono dagli squilibri nella distribuzione delle risorse. Le storie proposte nel corso della serata ci aiuteranno a ricordare che, per coltivare la pace, è necessario praticare la giustizia sociale.

    "La guerra: buona per pochi, cattiva per la maggior parte della società". Carlos Latuff, 2006.
    “La guerra: buona per pochi, cattiva per la maggior parte della società”. Carlos Latuff, 2006.

    La forza del disarmo: come partecipare

    La forza del disarmo è in programma per venerdì 17 ottobre alle ore 20:30 nell’ex chiesa di Santa Maria degli Angeli, in via Vischi. La partecipazione è gratuita è non è necessario prenotare.

    L’iniziativa si inserisce nella terza edizione della rassegna In Pace, promossa dal Comune di Spilamberto in collaborazione con Overseas Onlus e con altre associazioni del territorio. La manifestazione promuove la cultura della pace e della convivenza in un’epoca segnata da oltre 50 conflitti armati e dall’ascesa di una retorica pubblica bellicista.

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  • Passeggiata storica a Levizzano Rangone: le colline del Grasparossa

    Passeggiata storica a Levizzano Rangone: le colline del Grasparossa

    Domenica 19 ottobre 2025 ci incontriamo per una passeggiata storica a Levizzano Rangone. Le colline del Grasparossa ti farà scoprire il passato di una comunità che ancora oggi si caratterizza per la produzione del lambrusco.

    Come si viveva nella società rurale delle colline? Qual era il ruolo delle donne negli anni della mezzadria? E quali lotte si accesero tra Castelvetro e Levizzano nei momenti di svolta del Novecento?

    Cammineremo circondati dai vigneti arrossati dall’autunno. Ci immergeremo in una storia che continua a vivere nelle memorie delle persone e nei segni lasciati sul paesaggio.

    Il ritrovo è fissato alle 14:45 nel parcheggio di piazza Giovanni Paolo II a Levizzano Rangone. La partenza è prevista per le ore 15. Se vuoi partecipare, iscriviti compilando il modulo in fondo a questo articolo.

    Come partecipare alla passeggiata storica a Levizzano Rangone

    Per partecipare alla passeggiata storica, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per domenica 19 ottobre alle 14:45 nel parcheggio di piazza Giovanni Paolo II a Levizzano Rangone. La partenza è prevista per le ore 15. L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche.

    La passeggiata si svolgerà su un percorso ad anello sulle colline di Levizzano, con qualche breve tratto in salita e in discesa. Cammineremo lungo strade poco trafficate e sentieri tra i vigneti. Consiglio di indossare abbigliamento comodo e scarpe adatte a una camminata su percorsi misti.

    Qui sotto trovi il modulo per l’iscrizione alla passeggiata.

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  • Peace-makers: incontri sul pacifismo a Modena

    Peace-makers: incontri sul pacifismo a Modena

    Martedì 7 ottobre 2025 partirà un nuovo ciclo di incontri sulla storia contemporanea a Modena. Il titolo, Peace-makers. Persone che hanno fatto la pace, rivela la volontà di far emergere le molteplici esperienze del pacifismo in un’epoca sempre più segnata dalle tragedie delle guerre e dall’illusione del riarmo.

    Nel corso degli incontri, approfondirò la storia della nonviolenza, dell’antimilitarismo e del pacifismo in Italia. Partirò sempre dal racconto delle vicende biografiche di alcune persone che sono state protagoniste di lotte e mobilitazioni contro la guerra, il riarmo e le istituzioni militari.

    Il ciclo di incontri è inserito nel programma Modena città per la pace ed è promosso da un gruppo di associazioni: Casa per la Pace Modena ODV, Emergency Modena, Gruppo don Milani – Modena, Movimento Nonviolento – Centro territoriale di Modena e Officina Windsor Park.

    Come si svolgeranno gli incontri

    Ogni incontro durerà circa due ore. Nella prima parte, terrò la relazione storica, sfruttando anche immagini e/o materiali multimediali. Nella seconda parte, risponderò alle vostre domande aprendo un dibattito sugli argomenti trattati nell’esposizione.

    Consiglio di partecipare a chi desidera comprendere le radici storiche del presente. I docenti degli istituti scolastici possono ricavare dagli incontri alcuni spunti di riflessione e approfondimento, dal momento che proporrò fonti visive e fornirò riferimenti bibliografici.

    Peace-makers: il programma

    7/10: Rifiutiamo le armi. Augusto Masetti e Rosa Genoni: antimilitarismo e pacifismo tra la Belle Époque e la Grande Guerra.

    14/10: Azione nonviolenta. Aldo Capitini dall’antifascismo alla Marcia della Pace Perugia-Assisi.

    21/10: Disobbedire. Pietro Pinna, Ernesto Balducci, don Lorenzo Milani e l’obiezione di coscienza.

    4/11: Umanizzare la guerra significa abolirla. Teresa Sarti e Gino Strada dalla Croce rossa internazionale a Emergency.

    Come partecipare

    La partecipazione al ciclo di incontri è libera e gratuita, senza prenotazione. L’ingresso sarà consentito fino all’esaurimento dei posti disponibili in sala.

    Proteo fare Sapere rilascerà, a chi ne farà richiesta, un attestato di partecipazione. L’iniziativa, essendo organizzata da Ente accreditato/qualificato per la formazione DM 8/06/2005 e DM 170/2016, è automaticamente autorizzata ai sensi dell’art. 36 del CCNL 2019/2021 del Comparto Scuola.

    Pacifismo, antimilitarismo e nonviolenza: una piccola anteprima

    Pacifismo, antimilitarismo e nonviolenza non sono sinonimi. Anche se sono accomunati dall’opposizione alla guerra come strumento di aggressione o di risoluzione dei conflitti, non hanno lo stesso approccio nei confronti degli eserciti e della lotta armata.

    Pacifismo

    Il pacifismo liberale e giuridico affida la costruzione e il mantenimento della pace al diritto internazionale. In quest’ottica, sono fondamentali la diplomazia degli Stati e il controllo degli organismi internazionali o sovranazionali. Quando uno Stato infrange il diritto, è considerato legittimo ricorrere alla guerra per ristabilire l’ordine, secondo una logica di “polizia internazionale”.

    Antimilitarismo

    L’antimilitarismo è un’opposizione dal basso nei confronti dell’esercito e, per estensione, della polizia. Le forze armate sono considerate istituzioni al servizio della classe dirigente, che affida a esse la difesa dei propri privilegi contro i subalterni. Alcuni antimilitaristi rifiutano la violenza, ma altri ammettono rivolte, insurrezioni, forme di resistenza armata e rivoluzioni.

    Nonviolenza

    La nonviolenza è una forma di lotta radicale contro ogni ingiustizia sociale e umana. Prevede di battersi fino all’ottenimento della giustizia, ricorrendo unicamente a metodi nonviolenti (sciopero, boicottaggio, occupazione, blocco stradale, propaganda, controinformazione, educazione, organizzazione di gruppi…). Il principio base della nonviolenza prevede che, per raggiungere un fine “buono”, non è possibile utilizzare mezzi “cattivi”.

    Conclusioni

    • I nonviolenti sono sempre anche pacifisti e antimilitaristi;
    • gli antimilitaristi non sono tutti nonviolenti (alcuni ammettono la rivoluzione violenta);
    • i pacifisti non sono tutti nonviolenti (ammettono alcune guerre), né antimilitaristi (ammettono gli eserciti).

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