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Il blog di Daniel Degli Esposti

Categoria: Passeggiate storiche e trekking urbani

  • Passeggiata storica sulla strage del 9 gennaio 1950

    Passeggiata storica sulla strage del 9 gennaio 1950

    Domenica 18 gennaio 2026 ci incontriamo a Modena per una passeggiata storica sull’eccidio del 9 gennaio 1950. La Repubblica ferita ti farà scoprire una delle fasi più tese e drammatiche del dopoguerra in città.

    Perché in quell’inverno di 76 anni fa si arrivò a uno sciopero generale che mobilitò migliaia di persone? Come agirono i sindacati? Che cosa fece il Comune per fronteggiare il rischio di una disoccupazione che avrebbe immiserito centinaia di persone? Come si comportarono le istituzioni centrali dello Stato? Perché, nel mattino del 9 gennaio 1950, le forze dell’ordine aprirono il fuoco sui manifestanti?

    Il ritrovo è fissato alle 14:20 in piazza Dante Alighieri, davanti alla stazione centrale. La partenza è prevista per le ore 14:30. Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    9 gennaio 1950: una piccola anteprima

    Il 9 gennaio 1950 le forze dell’ordine reprimono con la violenza lo sciopero generale a sostegno dei lavoratori licenziati dalle Fonderie Riunite di Modena in seguito alla serrata dello stabilimento.

    Nel corso della mattinata gli agenti di Polizia e i Carabinieri aprono più volte il fuoco contro i manifestanti sia nell’area della fabbrica, sia lungo la via Ciro Menotti. Sei lavoratori restano uccisi e parecchi altri riportano ferite di varia entità.

    Nell’immediato la tragedia accentua la polarizzazione politica tra le Sinistre, pronte a denunciare le violenze dello Stato, e forze politiche dell’area moderata, determinate a sostenere a ogni costo i tutori dell’ordine pubblico. I fatti del 9 gennaio segnano tuttavia anche un “punto di non ritorno”, dal momento che costituiscono l’ultima strage di lavoratori dell’immediato dopoguerra italiano.

    Come si arriva a quel giorno così drammatico per la città di Modena? In quale contesto vivono la popolazione e i lavoratori dopo la Seconda guerra mondiale? Per saperne di più, ti aspetto alla passeggiata storica del 18 gennaio.

    Come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica La Repubblica ferita, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per domenica 18 gennaio alle 14:20 in piazza Dante Alighieri, davanti alla stazione centrale di Modena. La partenza è prevista per le ore 14:30.

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Bologna nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Bologna nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Sabato 8 novembre 2025 ti aspetto alla passeggiata storica Bologna nella Grande Guerra. Camminando nel centro urbano, all’interno dei viali di circonvallazione, conoscerai le vicende accadute in una città lontana dalle trincee e dai fronti, ma dichiarata “zona di guerra” fin dal 25 maggio 1915 per le sue particolari caratteristiche sociali.

    Il ritrovo è fissato alle 14:45 nel Parco 11 settembre 2001, in prossimità dell’accesso da via Riva di Reno (ex Manifattura dei Tabacchi – Cineteca di Bologna). La partenza è prevista per le ore 15. Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    Una piccola anteprima

    Il 28 giugno 1914 è un giorno chiave per la storia d’Europa, ma anche per la città di Bologna. Mentre a Sarajevo lo studente bosniaco di etnia serba Gavrilo Princip uccide l’arciduca austro-ungarico Francesco Ferdinando e la principessa consorte Sofia, sotto le Due Torri si tengono le elezioni municipali. Vincono i socialisti e il Consiglio comunale sceglie come sindaco Francesco Zanardi.

    Il nuovo corso della politica comunale nasce nella speranza di accorciare le distanze tra i “primi” e gli “ultimi”. Il motto della Giunta è «Pane e alfabeto». Zanardi e i socialisti vogliono liberare il popolo dalla miseria materiale e culturale.

    Tuttavia, già nell’agosto 1914, la guerra europea cambia rapidamente gli scenari. Anche se l’Italia non partecipa direttamente al conflitto, il collasso dei commerci internazionali e il rientro di molti emigranti mettono alla prova la società.

    Una guerra totale

    Dal 24 maggio 1915, quando l’Italia entra in guerra, il conflitto armato coinvolge l’intera società. A Bologna diverse fabbriche si convertono alla produzione bellica. Il Pirotecnico e il Carnificio di Casaralta assumono un’importanza di livello nazionale.

    Anche la sanità si mobilita: gli ospedali accolgono i feriti e il Rizzoli diventa un centro di avanguardia per lo sviluppo delle protesi. Intanto, gli alloggi vuoti devono essere censiti per rispondere all’afflusso dei profughi.

    A partire dal 1917, le autorità militari estendono i propri poteri, imponendo una disciplina che condiziona la vita quotidiana delle comunità. Chi rifiuta la logica bellica viene additato come “antiitaliano”, subendo censure e repressioni.

    Per scoprire molti più dettagli su queste vicende e per conoscere altre storie di Bologna nella Grande Guerra, ti aspetto alla passeggiata storica dell’8 novembre.

    Bologna nella Grande Guerra: come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Bologna nella Grande Guerra, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per sabato 8 novembre alle 14:45 nel Parco 11 settembre 2001, in prossimità dell’accesso da via Riva di Reno (ex Manifattura dei Tabacchi – Cineteca di Bologna). La partenza è prevista per le ore 15.

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza camminando insieme a Daniel Degli Esposti, che in alternativa fornirà indicazioni per l’utilizzo dei mezzi pubblici.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Modena nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Modena nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Domenica 2 novembre 2025 ti aspetto alla passeggiata storica Modena nella Grande Guerra. Camminando tra le strade e le piazze del centro, conoscerai le vicende accadute in una città lontana dalle trincee e dai fronti, ma pienamente inserita nei meccanismi del conflitto.

    Il ritrovo è fissato alle 14:45 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 15. Se vuoi partecipare, iscriviti inviando una e-mail a info@storiaoggi.it.

    Una piccola anteprima

    Il fronte italiano della Grande Guerra investe il Trentino, il Cadore e il Carso. Le città dell’Emilia rimangono lontane dalle zone dove infuriano i combattimenti, ma sono coinvolte dalla mobilitazione generale.

    Il conflitto armato coinvolge l’intera società: per questo si parla di “guerra totale”. A Modena diverse fabbriche si convertono alla produzione bellica, gli ospedali accolgono i feriti e gli alloggi vuoti devono essere censiti per rispondere all’afflusso dei profughi.

    A partire dal 1917, le autorità militari estendono i propri poteri, imponendo una disciplina che condiziona la vita quotidiana delle comunità. Chi rifiuta la logica bellica viene additato come “antiitaliano”, subendo censure e repressioni.

    Per scoprire molti più dettagli su queste vicende e per conoscere altre storie di Modena nella Grande Guerra, ti aspetto alla passeggiata storica del 2 novembre.

    Modena nella Grande Guerra: come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Modena nella Grande Guerra, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per domenica 2 novembre alle 14:45 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 15. L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Modena 1922: passeggiata storica

    Modena 1922: passeggiata storica

    Giovedì 11 settembre 2025 ti aspetto alla passeggiata storica Modena 1922. Il buco nero.

    Camminando tra le strade e le piazze del centro, conoscerai le vicende di un periodo storico in cui le speranze di cambiamento coltivate dagli “ultimi” si scontrarono con l’ascesa del fascismo.

    Il ritrovo è fissato alle 20:15 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 20:30. Se vuoi partecipare, iscriviti compilando il modulo in fondo a questo articolo.

    Modena 1922: le premesse del buco nero

    Alla fine della Prima guerra mondiale, le difficoltà economiche contribuiscono a inasprire ulteriormente gli animi. A Modena e nella pianura padana questa combinazione di fattori diventa esplosiva.

    Il radicamento delle idee socialiste, l’attitudine alla lotta sindacale e la disperazione alimentano proteste sempre più decise, che sfociano nell’occupazione dei poderi e nel danneggiamento delle coltivazioni appartenenti ai proprietari più ostili al cambiamento.

    La tensione sociale radicalizza le proteste degli “ultimi” e terrorizza i “primi”, che fanno leva sulle paure della classe media e dei “penultimi”. La situazione è complicata dall’inflazione, che galoppa e mette in difficoltà soprattutto i salariati. Gli impiegati urbani perdono parecchio potere d’acquisto e avvertono la minaccia dell’impoverimento.

    Speranze contro paure

    Impaurita dal proprio declino, la classe media urbana sfoga il proprio rancore contro le Sinistre, accusandole di voler livellare la società verso il basso. Così, molti impiegati e commercianti si avvicinano agli imprenditori agricoli e industriali, garantendo un impegno comune in difesa della proprietà.

    La piccola borghesia, spinta dalla paura di perdere i vantaggi della propria condizione e di scivolare al livello del proletariato, accoglie infatti con favore l’idea di contrastare il socialismo. Anche parecchi mezzadri, colpiti dalle ostilità delle leghe e delle organizzazioni bracciantili, si avvicinano ai proprietari terrieri, sostenendo la necessità di un “ritorno all’ordine”.

    Emerge il fascismo

    Nel frattempo, i fascisti si propongono alla classe dirigente come rimedio contro i “sovversivi”. Il movimento squadrista, nato a Milano nella primavera del 1919, riunisce ex-combattenti, anticapitalisti, anticlericali e antisocialisti. Tutti costoro sono accomunati dall’odio profondo verso i “disfattisti” e dal culto per gli “arditi”: proprio per questo decidono di indossare la camicia nera.

    Il fascismo riconduce le proprie origini alle atmosfere della Grande Guerra, il cui mito alimenta le ambizioni espansionistiche del nazionalismo italiano. Il movimento degli squadristi è formato da maschi: esalta la violenza, coltiva la guerra e impone il dominio attraverso il carisma.

    Il denaro dei proprietari terrieri e la rabbia della piccola borghesia impoverita trasformano il fascismo in un’arma da usare contro il socialismo. Diversi imprenditori agricoli e industriali finanziano le camicie nere per spazzare via le organizzazioni sindacali operaie, bracciantili e contadine, mettendo in evidenza le contraddizioni del PSI e minando la fiducia dei suoi militanti.

    La violenza dispiegata

    I fascisti prima vendicano gli atti di sfida alla proprietà privata, poi passano all’offensiva, aprendo un vero e proprio od: tra il 1921 e il 1922 devastano e incendiano sedi di partito, camere del lavoro, redazioni di giornali e case del popolo. Molte amministrazioni comunali socialiste sono indotte o costrette a dimettersi per gli effetti delle violenze fasciste.

    Come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Modena 1922. Il buco nero, con narrazioni di Daniel Degli Esposti, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per giovedì 11 settembre alle 20:15 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 20:30. L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello, e si concluderà in piazza Grande. Da lì, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di 10 minuti.

    Qui sotto trovi il modulo per l’iscrizione alla passeggiata.

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  • Modena 1945: passeggiata storica

    Modena 1945: passeggiata storica

    Giovedì 4 settembre 2025 ti aspetto alla passeggiata storica Modena 1945. Al lavoro per rinascere.

    Camminando tra le strade e le piazze del centro, conoscerai le vicende dell’estate di ottant’anni fa, quando le donne e gli uomini affrontarono il dopoguerra con un impegno collettivo per superare le difficoltà e plasmare una società più giusta.

    Il ritrovo è fissato alle 20:45 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 21. Se vuoi partecipare, iscriviti compilando il modulo in fondo a questo articolo.

    Modena 1945: una piccola anteprima

    Il 22 aprile 1945 Modena si libera dall’occupazione nazista e dal fascismo collaborazionista della Repubblica sociale italiana. Le formazioni partigiane della città e della provincia cacciano gli ultimi presidi tedeschi, prendendo il controllo degli spazi pubblici.

    Il Comitato di liberazione nazionale – l’ente che ha riunito i rappresentanti dei partiti politici antifascisti nell’organizzazione della Resistenza – incarica l’operaio e dirigente comunista Alfeo Corassori di reggere provvisoriamente l’amministrazione del Comune, affinché gestisca la transizione dalla guerra alla pace.

    Il sindaco rivolge subito un appello a tutti i modenesi, affinché si mettano «al lavoro» per cominciare subito la ricostruzione.

    L’esperienza del confino e l’organizzazione della Resistenza consentono a Corassori di avere il carisma e la credibilità necessari a mobilitare nuovamente i partigiani, formando squadre di pronto intervento per i lavori più urgenti.

    Una stagione difficile

    Nonostante gli slanci partecipativi e gli entusiasmi per la fine della guerra, la primavera 1945 dà inizio a un periodo molto complesso. La festa della Liberazione non cancella, infatti, i problemi della povertà e il risentimento nei confronti di chi ha trascinato il Paese verso la rovina.

    Anche se il fascismo non è più al potere, le disuguaglianze sono ancora molto diffuse nella società. Il regime ha infatti consolidato la supremazia delle classi dirigenti tradizionali, sfruttando al tempo stesso le paure e i risentimenti dei ceti medi urbani per soffocare le rivendicazioni delle classi più umili.

    Le politiche di Mussolini hanno però generato un decennio di conflitti armati, culminati nei venti mesi di guerra totale, successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943.

    Dopo aver vissuto le esperienze e i traumi della lotta di liberazione, parecchi protagonisti vedono nelle disuguaglianze i segni dell’ingiustizia e sono pronti a battersi per realizzare una società libera.

    Come superare il fascismo?

    I processi contro i responsabili dei crimini di guerra e l’epurazione nei confronti dei fascisti procedono tuttavia con tempi piuttosto lunghi, poiché richiedono il ripristino delle strutture giuridiche e l’apertura di Corti d’assise straordinarie.

    Temendo che i delitti restino impuniti, alcuni gruppi di partigiani decidono di passare all’azione: recuperando modalità sviluppate nel corso della lotta armata, prelevano i fascisti con blitz improvvisi e li uccidono, occultando quasi sempre i loro corpi.

    La violenza inerziale

    Comincia così una violenza inerziale, alimentata dalla rabbia e dall’abitudine all’uso delle armi, alla quale si uniscono le attività di gruppi criminali slegati dagli ambienti partigiani, ma desiderosi di approfittare della difficile transizione alla democrazia per arricchirsi o per regolare conti in sospeso. A maggio in provincia di Modena vengono uccise 91 persone, a giugno 48.

    Nell’immediato dopoguerra i bersagli delle violenze sono soprattutto i responsabili delle stragi fasciste: vengono eliminati soprattutto i militi delle Brigate Nere, i sostenitori della Repubblica sociale italiana e gli squadristi della prima ora, responsabili di aggressioni agli antifascisti o alle sedi delle organizzazioni legate alle Sinistre all’inizio degli anni Venti.

    Nella seconda metà del 1945 le ritorsioni vendicative diminuiscono nettamente, ma il disagio sociale persiste. I sostenitori della rivoluzione prendono dunque di mira i “nemici di classe”, ovvero agrari e imprenditori che hanno sostenuto il regime o l’occupazione nazista, ma anche alcuni sacerdoti.

    Superare le difficoltà valorizzando il lavoro

    Il contesto sociale rischia dunque di diventare esplosivo. I più anziani e i più colti tra gli oppositori del regime fascista temono che le tensioni del secondo dopoguerra convincano la classe dirigente ad appoggiare soluzioni autoritarie, facendo ripiombare il Paese in un contesto di tipo fascista.

    Molti ricordano che l’ascesa di Mussolini e dello squadrismo è stata resa prima possibile e poi travolgente dalle difficoltà economiche del primo dopoguerra. Prima che gli stenti e la miseria diffondano il risentimento, aprendo il campo a nuove recrudescenze identitarie e autoritarie, i rappresentanti delle istituzioni si impegnano dunque a generare nuove possibilità di lavoro per tutti, specialmente per gli ultimi.

    Le giunte dei Comitati di liberazione nazionale sostengono in vari modi le persone meno abbienti e le famiglie danneggiate dalla guerra: di fronte all’emergenza della disoccupazione, cercano di garantire a tutti un minimo di lavoro, mettendo spesso da parte gli interessi di partito. Soddisfare i bisogni primari dei più poveri diventa un obiettivo imprescindibile per generare fiducia nelle istituzioni.

    La rinascita sindacale

    Nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra anche la Confederazione generale dei lavoratori (CGIL) diventa una forza consistente. Il sindacato è di nuovo unitario e riorganizza le proprie strutture sia in senso orizzontale, riaprendo le Camere del lavoro nei principali centri della provincia, sia in verticale, concedendo spazi alle organizzazioni di categoria.

    Nel modenese i comunisti ottengono una netta maggioranza in tutte le federazioni sindacali e si mobilitano per cambiare la struttura del sistema economico, battendosi per una maggiore giustizia sociale.

    Distribuire il lavoro…

    Le organizzazioni sindacali e le Camere del lavoro ottengono in molti casi il controllo del collocamento, sottraendolo ai proprietari terrieri e agli industriali. Il lavoro viene dunque distribuito agli iscritti in maniera equa.

    Per garantire a tutti un impiego sufficiente, la CGIL si propone di ottenere l’imponibile di manodopera, che obbliga la controparte ad assumere i lavoratori richiesti nelle condizioni di massima capacità produttiva.

    Le organizzazioni sindacali s’impegnano infine nell’assistenza ai bisognosi, cercando di garantire a tutti il minimo indispensabile per la sopravvivenza in un periodo di stenti e miserie.

    Come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Modena 1945. Al lavoro per rinascere, con narrazioni di Daniel Degli Esposti, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per giovedì 4 settembre alle 20:45 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 21. L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello, e si concluderà in piazza Grande. Da lì, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di 10 minuti.

    Qui sotto trovi il modulo per l’iscrizione alla passeggiata.

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  • L’eccidio di Crespellano: intervento storico

    L’eccidio di Crespellano: intervento storico

    Sabato 30 agosto 2025 ci incontriamo per ricordare l’81° anniversario dell’eccidio di Crespellano, avvenuto il 28 agosto 1944.

    L’appuntamento è fissato per le ore 10 in piazza A. Berozzi (Crespellano, Valsamoggia). Lì Daniel Degli Esposti terrà il primo di tre interventi narrativi itineranti per ricostruire quella vicenda, inserendola nel suo contesto storico.

    Alle 11:15 il corpo bandistico Remigio Zanoli 1861 ci accompagnerà in corteo verso il monumento dedicato alle vittime dell’eccidio, dove si terranno il racconto storico finale e gli interventi istituzionali.

    L’iniziativa è promossa dal Comune di Valsamoggia, dalla Fondazione Rocca dei Bentivoglio, da ANPI Crespellano e dalle altre sezioni ANPI di Valsamoggia. La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

    Gli eventi dell’agosto 1944: una piccola anteprima

    Tra il 20 e il 27 agosto i tedeschi e i fascisti piombarono nella zona di Monte San Pietro per sorprendere i partigiani. Le forze di occupazione volevano infliggere colpi significativi alle strutture della Resistenza e rimpolpare con nuovi ostaggi i battaglioni della TODT impiegati nel rafforza-mento della Linea Gotica.

    Il diciassettenne Otello Palmieri era un informatore dei “ribelli” ed era figlio di un uomo che non aveva mai voluto iscriversi al PNF. Dal momento che le spie lo avevano inserito nell’elenco degli individui pericolosi, il 27 agosto fu rastrellato insieme a un’ottantina di persone sospette e venne rinchiuso in una cantina di Calderino.

    Sessant’anni dopo, il segno di quel dramma restava impresso nella coscienza dell’ormai anziano Otello Palmieri. La rielaborazione della vicenda gli aveva condizionato l’esistenza e lo aveva portato a far emergere il bisogno di raccontare l’ineffabile attraverso i meccanismi di occultamento e disvelamento che caratterizzano le testimonianze degli eventi passati.

    I fascisti del Battaglione “Volontari della Morte” e la seconda compagnia del presidio GNR di Castel D’Aiano non si accontentarono di uccidere quattro uomini nel luogo di detenzione. Giunti in località Fagnano, i militi della GNR catturarono e fucilarono sul posto i disertori Pompilio Nanni e Marino Venturi.

    L’eccidio di Crespellano

    Il 28 agosto gli ostaggi superstiti furono caricati su un camion e vennero condotti lungo la strada per Bologna. Il conducente attraversò la località Muffa, fermò il mezzo poche centinaia di metri prima di entrare a Crespellano e fece allineare quattro individui al muro che costeggiava la strada provinciale, per offrire al plotone d’esecuzione bersagli più agevoli.

    Non è stato possibile stabilire con certezza se alcuni uomini avessero tentato la fuga o se si fosse verificato un atto di insubordinazione, ma la risolutezza dei fascisti non lasciò spazio ad alcuna speranza.

    I prigionieri rimasti sul camion furono costretti ad assistere alla fucilazione dei compagni. Secondo Otello Palmieri, la raffica partì dai fucili di alcuni fascisti che appartenevano alla classe 1925 e avevano frequentato le scuole nel territorio di Monte San Pietro.

    La testimone Celestina Salmi confermò che i membri del plotone non si limitarono a scaricare i mitragliatori contro i condannati, ma infierirono sui corpi già crivellati con diverse pugnalate. Secondo i testimoni già citati, dopo aver portato a termine l’esecuzione, i fascisti si allontanarono cantando e intimarono ai cittadini di non toccare i cadaveri, affinché la loro sorte fosse un monito per i sostenitori della Resistenza.

    Soltanto l’indomani Celestina Salmi riuscì a ricomporre le salme per facilitarne l’identificazione e allontanare l’orrore dagli sguardi dei passanti.

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  • Vignola 1945: passeggiata storica

    Vignola 1945: passeggiata storica

    Martedì 29 luglio 2025 ti aspetto alla passeggiata storica Vignola 1945. Ricostruire, ricominciare. Camminando tra le strade e le piazze del centro, conoscerai le sfide dell’estate di ottant’anni fa, quando il dopoguerra chiamò le donne e gli uomini a un impegno collettivo per costruire una società più giusta.

    Ascolterai anche le voci di persone che vissero da protagoniste quell’epoca decisiva grazie alle letture attoriali di Federico Benuzzi

    Estate 1945: una piccola anteprima

    Nell’estate 1945, le forze politiche antifasciste esortano i cittadini a impegnarsi nella ricostruzione materiale. Anche nelle province più povere, come quella modenese, le sezioni locali del Comitato di liberazione nazionale si attivano per ricostruire i paesi e garantire a tutti un reddito.

    Nessuno riuscirebbe a reggere un terzo inverno di emergenza assoluta. Occorre, quindi, completare i lavori più urgenti prima dell’autunno. Si comincia dalla messa in sicurezza dei centri abitati, poi si procede con i progetti più complessi.

    I CLN cercano di garantire a tutti i cittadini un minimo di lavoro. Anche a Vignola, soddisfare i bisogni primari dei più poveri diventa un obiettivo imprescindibile per generare fiducia nelle istituzioni.

    Quando le risorse non sono sufficienti, diversi sindaci nell’orbita del Partito comunista chiedono contributi alle persone benestanti, specialmente se avevano sostenuto l’ascesa del fascismo e le politiche del regime. Le Sinistre non vogliono infatti che il Paese rinasca sulle spalle degli ultimi.

    Per scoprire queste e altre storie del dopoguerra a Vignola, ti aspetto alla passeggiata del 29 luglio.

    Come partecipare a Vignola 1945

    Per partecipare alla passeggiata storica Vignola 1945. Ricostruire, ricominciare, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per martedì 29 luglio alle 20:45 in piazza Braglia. La partenza è prevista per le ore 21. L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello, e si concluderà nel giardino del Municipio. Da lì, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di 5 minuti.

    Qui sotto trovi il modulo per l’iscrizione alla passeggiata.

  • Passeggiata storica contro la guerra a Modena

    Passeggiata storica contro la guerra a Modena

    Giovedì 10 luglio 2025 ti aspetto a Modena per la passeggiata storica Né un uomo, né un soldo. Modenesi contro la guerra: 1911-1968. Camminando nel centro storico della città, ti farò scoprire le vicende delle donne e degli uomini che si ribellarono ai conflitti. Ascolterai anche le loro voci grazie alle letture attoriali di Federico Benuzzi. In questa passeggiata storica contro la guerra scoprirai le vicende di chi mise la voce e il corpo al servizio della pace.

    Una piccola anteprima della passeggiata storica contro la guerra

    Nel 1911 l’industria pesante e l’alta finanza convincono il primo ministro Giovanni Giolitti ad attaccare l’Impero ottomano. La guerra italo-turca galvanizza i nazionalisti, che sognano la conquista della Libia. La canzone Tripoli bel suol d’amore accompagna la propaganda interventista, ma nel Paese c’è chi non ci sta.

    Le famiglie contadine e operaie non si lasciano sedurre dal patriottismo. I loro problemi sono diversi e molto più impellenti: le fatiche del lavoro, i salari troppo bassi, lo sfruttamento, l’invisibilità sociale. Perché dovrebbero partire per una guerra che avvantaggia i benestanti?

    A Modena, come in tante altre città, alcune persone cercano di fermare le partenze dei soldati. La loro protesta apre la lunga serie delle lotte contro le guerre del Novecento italiano e globale. Nei decenni successivi, il popolo modenese si farà sentire – in tempi e in modi diversi – per contrastare il militarismo e invocare la pace.

    Per scoprire queste storie di coraggio e impegno civile, ti aspetto alla passeggiata storica contro la guerra.

    Come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Né un uomo, né un soldo. Modenesi contro la guerra: 1911-1968, con narrazioni di Daniel Degli Esposti, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per giovedì 10 luglio alle 20:45 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 21. L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello, e si concluderà in piazza Grande. Da lì, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di 10 minuti.

    Qui trovi il modulo per l’iscrizione alla passeggiata.

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  • Sul sentiero di Alex: trekking storico a Modena

    Sul sentiero di Alex: trekking storico a Modena

    Giovedì 3 luglio 2025 ci incontriamo a Modena per il trekking urbano Sul sentiero di Alex. Sarà un evento dedicato alla vita e al pensiero di Alexander Langer, promotore di convivenza, diritti umani, pace e riconciliazione con la natura.

    Camminando tra i parchi di Modena, racconterò la storia di questo protagonista del secondo Novecento europeo. Mi affiancheranno persone amiche della nonviolenza, che leggeranno brani scritti da Langer nelle fasi del suo impegno civile.

    A trent’anni esatti dal 3 luglio 1995, quando Alex scelse di lasciare questo mondo, riprenderemo gli innumerevoli fili del suo pensiero. Ci muoveremo dall’ecologia alla gestione dell’economia, dalla costruzione di una sana convivenza ai tentativi di fermare le guerre.

    Alexander Langer: una piccola anteprima

    Alexander Langer (1946-1995) incarna la complessità del Novecento. Tirolese di Sterzing/Vipiteno, in gioventù riflette sulla propria identità, elaborando principi di convivenza per contrastare i nazionalismi e valorizzare le specificità di ciascun gruppo umano.

    La formazione cattolica lo porta a mettere al centro dell’attenzione la dignità di ogni persona. Puntando a una maggiore giustizia sociale, nella seconda parte degli anni Sessanta comincia a militare nei movimenti giovanili. Aderisce a Lotta Continua e s’interroga sulle conseguenze sociali e ambientali dello sviluppo economico.

    Come docente, giornalista e attivista, approfondisce le riflessioni sull’ecologia. Alla fine degli anni Settanta promuove il gruppo politico dei Verdi, di cui diventerà parlamentare europeo.

    Ripensando ai principi della convivenza, Langer si confronta col Movimento Nonviolento. Promuove un pacifismo concreto, basato sull’azione dal basso e sui contatti tra le parti dialoganti dei popoli. Mette alla prova le sue esperienze nel disperato tentativo di fermare la guerra nell’ex-Jugoslavia, in cui le radicalizzazioni nazionaliste e il cinismo dell’Occidente contribuiscono a generare scenari brutali.

    Per scoprire la vita e il pensiero di Alexander Langer, ti aspetto alla passeggiata storica di giovedì 3 luglio a Modena.

    Come partecipare

    Il ritrovo per il trekking urbano Sul sentiero di Alex è fissato per giovedì 3 luglio alle ore 18:30 al Bonvi Parken. Ci incontriamo all’ingresso lungo viale Amendola, vicino alla Baracchina.

    Dopo un percorso facile di circa 2 ore, comprese le soste narrative, arriveremo al Parco Amendola. Dopo l’ultimo racconto, andremo al chiosco del Loving Amendola, dove ci sarà un aperitivo.

    Alle ore 21:30, nello spazio eventi del Parco Amendola, ci sarà lo spettacolo di musica e parole Il viaggiatore leggero. 30 anni senza Alexander Langer, a cura di SOTTOPELLE – collettivo artistico.

    Per partecipare al trekking storico, è gradita l’iscrizione (e-mail: movimentononviolentomodena@gmail.com; cell. 349 3704622).

    L’evento è promosso dal Movimento Nonviolento – Gruppo territoriale di Modena, dal Comune di Modena, da Europe Direct Modena e dal Quartiere 3 in collaborazione con Casa per la Pace Modena odv, Loving Amendola, Sottopelle – collettivo artistico, Collettivo Amigdala, Officina Windsor Park, ARCI Modena e Tam-Tam di Pace.

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