Sabato 24 ottobre 2026 ci incontriamo a Modena per camminare insieme e scoprire la storia del volontariato in città.
Dopo la bella esperienza della scorsa primavera, è in arrivo la seconda edizione del trekking urbano Passi di solidarietà. Il volontariato modenese nella storia.
I miei racconti ti faranno conoscere alcune vicende chiave per la nascita, la crescita e lo sviluppo del movimento associativo in città.
Il ritrovo è fissato alle ore 15 davanti al parcheggio ex Mercato ortofrutticolo, in via Vincenzo Borelli 90.
Cammineremo per un paio d’ore, andando insieme sui luoghi che portano le memorie di diverse associazioni o che tuttora ospitano le loro sedi.
Lì racconterò le origini del volontariato modenese, partendo da una serie di domande e di curiosità che hanno acceso la scintilla della ricerca storica: quando comincia l’avventura della solidarietà? Chi la inaugura? Quali problemi cerca di risolvere e quali speranze alimentano le attività dei gruppi?
Come partecipare
Il trekking urbano è gratuito. Per partecipare, è necessario iscriversi compilando il form raggiungibile da qui.
Perché raccontare la storia del volontariato?
Nell’anno in cui Modena è capitale del volontariato, riscoprire le radici di un impegno collettivo al servizio della collettività e del benessere pubblico aiuta a consolidare e a rilanciare attività sempre più importanti per l’assistenza nei confronti delle persone bisognose e per migliorare la convivenza all’interno della comunità.
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Domenica 18 ottobre 2026 ci incontriamo alle 15 in piazza del Memoriale della Shoah (Via Giacomo Matteotti angolo via Carracci) per la passeggiata storica Bologna 1943. Alba di Resistenza. L’evento era stato originariamente programmato per il 20 settembre e rinviato.
Camminando nel quartiere Bolognina, scoprirai cosa accadde in città nel corso di un anno decisivo per le sorti dell’Italia nella Seconda guerra mondiale.
Come reagì la società bolognese alle notizie disastrose che provenivano dai fronti di guerra? Cosa pensavano le persone comuni di Mussolini e del regime fascista? Che cosa accadde quando la radio annunciò che il Duce era stato arrestato? E quali reazioni provocò lo sciopero all’Officina Minganti?
Come fu accolto il radiomessaggio dell’armistizio con gli anglo-americani, firmato il 3 settembre e comunicato nella serata dell’8? Perché la Bolognina divenne subito un fulcro e un motore della Resistenza cittadina? E, last but not least, quale impatto ebbero i bombardamenti aerei anglo-americani?
I miei racconti storici e le letture di Federico Benuzzi ti faranno scoprire il risveglio delle coscienze e il ritorno in scenadi persone che si erano opposte al fascismo, trovandosi costrette ad agire in clandestinità. Che cosa fecero appena ritrovarono l’opportunità di parlare in pubblico? Come reagirono all’occupazione nazista dopo l’8 settembre 1943?
Una piccola anteprima
La testimonianza di Ildebrando Bilacchi, operaio della classe 1912, ci restituisce la lunga durata dell’antifascismo nel quartiere Bolognina.
«La mia attività clandestina antifascista era cominciata nel 1934. In qualità di operaio avevo lavorato prima nell’officina Milani, poi nell’officina Veronesi ed anche alla Cevolani, organizzando in tutte e tre queste fabbriche l’opposizione operaia al fascismo, in contatto con altre officine della zona della Bolognina. Nella zona del Pontevecchio, dove abitavo, avevo anche creato dei centri dell’organizzazione clandestina reclutando dei giovani per la diffusione della stampa antifascista. Una sede dell’organizzazione era in casa mia ed un’altra nella casa di Giuseppe Bertocchi, che era un operaio esterno del Polverificio di Marano».
Come partecipare a Bologna 1943
Per partecipare alla passeggiata storica Bologna 1943. Alba di Resistenza, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!
L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano. Dal luogo dell’ultima tappa narrativa, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 5 minuti.
Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.
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Domenica 4 ottobre 2026 ci incontriamo per la passeggiata storica Modena nel regno d’Italia. Libertà e disuguaglianze.Camminando nel centro della città, scoprirai ciò che accadde negli ultimi quarant’anni dell’Ottocento.
Come reagì la società modenese al passaggio dal ducato estense al regno d’Italia? Che cosa accadde quando l’imperialismo allargò gli orizzonti dell’economia? Perché le persone comuni spesso non trovavano risposte nella politica? Che cosa fecero per far sentire la propria voce e ritagliarsi uno spazio pubblico? E come reagirono i gruppi che traevano vantaggio dalla situazione esistente?
Il ritrovo è fissato alle ore 15 in via della Manifattura dei Tabacchi.
Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.
Una piccola anteprima generale…
L’Italia nasce senza avere risolto gli squilibri e le contraddizioni del Risorgimento. L’unità nazionale non è affatto solida, poiché manca una classe dirigente consapevole della propria missione politica e culturale.
I leader degli schieramenti parlamentari appartengono al ceto dei possidenti e alle classi più agiate. Le differenze di pensiero fra questi notabili sono talmente sfumate da favorire il «trasformismo». I governi contengono le rivendicazioni delle masse popolari, alternando provvedimenti permissivi e azioni repressive.
La politica attiva è preclusa ai lavoratori più umili, poiché non garantisce alcun mezzo di sostentamento.
L’avvio dello sviluppo industriale pone le basi per la nascita della società di massa, ma le campagne e il Mezzogiorno rimangono in gran parte esclusi dalla crescita economica. Nelle zone del Sud dove sono più forti il familismo e il clientelismo di matrice mafiosa, gli schieramenti di maggioranza si appoggiano ai potentati per ottenere voti e mantenere il controllo del governo.
L’analfabetismo e la povertà sono molto diffusi in tutte le province rurali, tra le quali spicca quella modenese. Per molti degli “ultimi” la principale opportunità di riscatto è l’emigrazione, che funziona anche come “valvola di sfogo” delle tensioni sociali: dal 1876 al 1915 quattordici milioni di italiani si trasferiscono in altri Paesi europei o al di là degli oceani per cercare lavoro e fortuna.
Modena nel regno d’Italia: come partecipare
Per partecipare alla passeggiata storica Modena nel regno d’Italia, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!
L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.
Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.
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Giovedì 3 settembre 2026 ci incontriamo alle 20:15 davanti al Teatro Storchi (largo Garibaldi 15) per la passeggiata storica Modena 1943. Alba di Resistenza.
Camminando nel centro della città, scoprirai cosa accadde a Modena nei 45 giorni di un’estate decisiva per le sorti dell’Italia nella Seconda guerra mondiale.
Come reagì la società modenese alle notizie disastrose che provenivano dai fronti di guerra? Cosa pensavano le persone comuni di Mussolini e del regime fascista? Che cosa accadde quando la radio annunciò che il Duce era stato arrestato? E quali reazioni provocò il radiomessaggio dell’armistizio con gli anglo-americani, firmato il 3 settembre e comunicato nella serata dell’8?
I miei racconti storici e le letture di Federico Benuzzi ti faranno scoprire il risveglio delle coscienze e il ritorno in scenadi persone che si erano opposte al fascismo, trovandosi costrette ad agire in clandestinità. Che cosa fecero appena ritrovarono l’opportunità di parlare in pubblico? Come reagirono all’occupazione nazista dopo l’8 settembre 1943?
La partenza della passeggiata storica è prevista per le ore 20:30.
Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.
Come partecipare a Modena 1943
Per partecipare alla passeggiata storica Modena 1943. Alba di Resistenza, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!
L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.
Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.
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Martedì 8 settembre 2026 ci incontriamo per la passeggiata storica Medicina resiste. A 83 anni dall’annuncio dell’armistizio tra l’Italia e gli anglo-americani, ripercorreremo la fase più intensa della Seconda guerra mondiale nella pianura bolognese.
Camminando nel centro storico, scopriremo come a Medicina l’antifascismo si trasformò in Resistenza. Ritroveremo i luoghi in cui le violenze naziste e fasciste lasciarono un segno rimasto nella memoria e ascolteremo le voci di chi visse la lotta di Liberazione grazie alle letture attoriali di Federico Benuzzi.
L’appuntamento è fissato alle ore 20:15 sotto la loggia del Comune, in via Libertà 103, a Medicina.
La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare. L’iniziativa è promossa da ANPI Medicina in collaborazione con l’amministrazione comunale.
Medicina resiste: una piccola anteprima sull’8 settembre 1943
Il 3 settembre 1943 il Regno d’Italia firma un armistizio con gli Stati Uniti e l’Impero britannico. Il Regio Esercito cessa le ostilità nei confronti delle forze armate alleate e s’impegna a resistere «ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza». Tuttavia, le truppe italiane non sono pronte a combattere contro gli ex alleati tedeschi. Anche per questo, il governo di Badoglio non vuole dare l’annuncio della resa agli anglo-americani.
Dopo qualche giorno di attesa, gli Alleati pretendono che l’Italia riveli la nuova situazione, minacciando nuovi bombardamenti sulle città. Il governo cede e l’annuncio è trasmesso via radio alle 19:42 dell’8 settembre.
L’Italia si ritira dal conflitto lasciando il Regio Esercito senza direttive precise. Intanto le forze armate germaniche si preparano ad applicare il piano Achse, che prevede l’occupazione della penisola fino alla Campania meridionale.
L’armistizio a Bologna
A Bologna, mentre si formano cortei lungo le strade e s’improvvisano comizi nelle piazze, alcuni esponenti del Comitato «pace e libertà» si mettono a disposizione del Comando militare territoriale per contribuire alla difesa della città, chiedendo di distribuire armi ai cittadini.
Il generale Terziani rifiuta, affermando di essere pronto a eseguire gli ordini dei superiori. In quella serata, tuttavia, i vertici delle istituzioni e delle forze armate si eclissano, provocando il collasso del Paese.
Terziani decide di arrendersi alle truppe tedesche e anche negli altri capoluoghi di provincia le autorità militari non organizzano sistematicamente la difesa, isolando di fatto i reparti che abbozzano una resistenza.
Lo squadrone di cavalleria “Novara”, di stanza a Medicina, si disperde rapidamente, abbandonando armi ed equipaggiamenti.
9 settembre: l’alba di “Medicina resiste”
Così, il mattino del 9 settembre gli emiliani e i romagnoli si risvegliano sotto l’occupazione nazista. Il giorno successivo un Ordine del Führer istituisce il plenipotenziario civile del Reich in Italia, Rudolf Rahn, legato al Ministero degli Esteri. Hitler affida ai prefetti il compito di far funzionare le amministrazioni locali, insedia presso il governo fascista un consigliere straordinario per le questioni di polizia e istituisce un comandante militare territoriale per la zona occupata, favorendo il collocamento di presidi dell’esercito nelle principali città del centro-nord.
I tedeschi impongono alle autorità italiane la collaborazione, garantendo l’appoggio delle truppe insediate nei centri urbani, ma la situazione rimane confusa per qualche giorno.
In molti paesi i civili prendono d’assalto ammassi e salumifici per evitare che le scorte finiscano nelle mani dei tedeschi, provocando anche incidenti con gravi conseguenze.
A Medicina, invece, nasce un comitato per la distribuzione del grano alla popolazione: dal momento che il commissario prefettizio Giuseppe Valeriani si è reso irreperibile, gli artefici dell’iniziativa sono antifascisti come Argentesi, Trippa, Bertolini, Baroncini, Mario Monterumici e il medico Leone Timoncini.
Collaborando con l’ufficio annonario del Comune, il comitato distribuisce due quintali di grano per ogni persona a prezzo convenzionato, sostituendo per un anno la tessera del pane e della pasta. Si procede in gran fretta e il successo dell’iniziativa è soltanto parziale, ma sono evitati incidenti.
Per scoprire altre vicende della lotta di Liberazione, ti aspetto alla passeggiata storica Medicina resiste.
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AGGIORNAMENTO: l’evento è annullato per le previsioni di temporali intensi su tutta l’Emilia nella giornata del 21 luglio. Martedì 21 luglio 2026 ci incontriamo per la passeggiata storica La caduta del fascismo. I 45 giorni del 1943 a Modena.Camminando nel centro della città, scoprirai ciò che accadde in un momento chiave della Seconda guerra mondiale.
Come reagì la società modenese alle notizie disastrose che provenivano dai fronti di guerra? Cosa pensavano le persone comuni di Mussolini e del regime fascista? E che cosa accadde quando la radio annunciò che il Duce era stato arrestato?
I miei racconti storici ti faranno scoprire il risveglio delle coscienze e il ritorno in scenadi persone che si erano opposte al fascismo, trovandosi costrette ad agire in clandestinità. Che cosa fecero appena ritrovarono l’opportunità di parlare in pubblico?
Il ritrovo è fissato alle ore 20:45davanti al Teatro Storchi (largo Garibaldi 15). La partenza è prevista per le ore 21.
Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.
La caduta del fascismo: una piccola anteprima
Nella seconda metà di luglio alcuni gerarchi sollecitano la convocazione del Gran Consiglio del Fascismo. Mussolini accetta questa proposta e fissa la riunione per il pomeriggio del 24 luglio.
a discussione è animata, poiché i rovesci degli ultimi mesi e l’impatto dei bombardamenti spingono diversi membri a chiedere la rottura dell’alleanza con la Germania nazista. Nel corso della seduta Dino Grandi presenta un ordine del giorno che mette in minoranza la posizione bellicista e filonazista di Mussolini.
L’arresto di Mussolini
Il voto del Gran Consiglio apre la strada all’arresto del Duce, che il 25 luglio viene ratificato dal re Vittorio Emanuele III. Il sovrano “dimentica” di aver aperto la strada all’ascesa del fascismo e di averne sostenuto le politiche fino al collasso militare di quell’estate. Cerca dunque di scaricare sul Duce tutte le responsabilità del fallimento militare e dei crimini commessi dalle truppe italiane.
Il cambiamento è però tutt’altro che radicale. Di fronte al tracollo del Regio Esercito, la monarchia cerca semplicemente di salvare la propria immagine e la compattezza del blocco sociale che ha sostenuto il fascismo. Togliendo dalla scena il leader più visibile e compromesso, Casa Savoia spera di raggiungere un’intesa con gli Alleati senza smarrire il controllo sulla politica nazionale.
Il governo Badoglio
Vittorio Emanuele III affida dunque il governo a un uomo tutto sommato gradito ai conservatori britannici. È il maresciallo Pietro Badoglio, un militare che ha goduto a lungo dei favori di Mussolini e si è macchiato di crimini nella guerra di Etiopia.
Appena prende il controllo dell’ufficio, Badoglio si adopera affinché le manifestazioni di giubilo per la destituzione del Duce vengano contenute o soffocate dalle forze di polizia. Si affretta poi a dichiarare che «la guerra continua al fianco dell’alleato tedesco». Intanto però i diplomatici avviano trattative con gli Alleati per portare il Paese fuori dal conflitto.
Una classe dirigente allo sbando
La classe dirigente del regime fascista si spacca. Alcuni gerarchi prendono le distanze dal progetto politico-militare che hanno sostenuto negli otto anni precedenti; altri rimangono invece fedeli alla linea tracciata dal dittatore, rifiutando ogni tentativo di uscire dalla guerra.
In tutta la penisola comincia un periodo di tensioni e incertezze. I britannici e gli statunitensi proseguono i bombardamenti a tappeto sulle città per convincere il popolo ad allontanarsi definitivamente dalla guerra fascista, mentre Badoglio non rompe subito l’alleanza con il Reich per timore di generare una reazione non controllabile.
Ordine pubblico e repressione
La linea del Governo costringe le autorità periferiche dello Stato e i reggenti dei municipi a intensificare la sorveglianza sulle comunità, affinché l’ordine pubblico non risulti turbato dall’incedere degli eventi.
Poco dopo l’annuncio dell’avvicendamento al vertice dell’esecutivo, ad esempio, il questore di Modena invita i podestà e i commissari prefettizi alla guida delle amministrazioni comunali a vigilare «per evitare manifestazioni di qualsiasi genere».
I vertici del Regno temono che le piazze d’Italia si riempiano di persone pronte a chiedere pane e pace, caricando di ulteriori pressioni le trattative per l’uscita dalla guerra e innescando nuovi sospetti nelle coscienze dei militari tedeschi.
Come partecipare alla passeggiata
Per partecipare alla passeggiata storica La caduta del fascismo, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!
L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.
Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.
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Martedì 7 luglio 2026 ci incontriamo per la passeggiata storica Vignola 1946. Ricostruire e ripartire.Camminando nel centro della città, scoprirai la rinascita della comunità locale dopo le sofferenze della Seconda guerra mondiale. Tra la Liberazione e le elezioni organizzate nella primavera del 1946, l’eredità della Resistenza alimentò una stagione di partecipazione e rivendicazioni.
Che cosa fecero le persone comuni per cercare di uscire dalla miseria? In che modo la cultura contadina si conciliò con le esigenze di un mondo che cambiava velocemente? Quali speranze animavano le/i giovani, usciti con slancio da un’epoca estrema? E quali paure segnavano la vita quotidiana?
Il ritrovo è fissato alle ore 20:45 in piazza Braglia. La partenza è prevista per le ore 21. La passeggiata era stata prevista per martedì 30 giugno e poi rinviata in seguito alle allerte per temperature estreme.
Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.
Una piccola anteprima: come si arriva al 1946…
In provincia di Modena i festeggiamenti della Liberazione aprono una fase particolarmente delicata. Se la Resistenza armata ha coinvolto una “minoranza di massa”, tutt’altro che irrilevante dal punto di vista numerico, la collaborazione alla lotta partigiana si è allargata tantissimo, soprattutto nelle campagne della pianura e della fascia pedemontana. Nel corso dei mesi molte famiglie hanno maturato motivi di risentimento nei confronti dei fascisti e dei “padroni”.
Una volta liquidate le forze occupanti, però, il CLN esorta i partigiani a passare dalla lotta armata al confronto delle idee sul terreno democratico. Non è una sfida facile, poiché molti giovani non conoscono affatto la politica. Prima di entrare nelle brigate partigiane, quasi nessuno ne aveva sentito parlare: gli unici discorsi ammessi erano quelli del regime fascista, che costringeva gli oppositori al silenzio oppure li vessava con pesanti provvedimenti punitivi.
Dal momento che la scuola e le organizzazioni della dittatura reprimevano il dissenso, anche le famiglie degli antifascisti più convinti si esprimevano con cautela di fronte ai figli e ai nipoti: nessuno voleva correre il rischio di essere scoperto per l’imprudenza di un bambino.
Dopo la Liberazione, tuttavia, la “generazione resistente” ha voglia di partecipare alla gestione dello Stato e intraprende in massa la strada della militanza politica. I giovani conoscono i dirigenti dei partiti e si attivano nell’organizzazione delle strutture territoriali.
Circoli, sezioni e luoghi di confronto si aprono in quasi tutti i quartieri cittadini e nei paesi della provincia. L’entusiasmo per la ritrovata libertà moltiplica l’impegno “dal basso”. Tante persone fanno un passo avanti, mosse anche dalla speranza di scacciare l’incubo della fame.
Vignola 1946: come partecipare
Per partecipare alla passeggiata storica Vignola 1946, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!
L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 5 minuti.
Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.
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Si avvicina il 25 aprile 2026 ed ecco un post che contiene le indicazioni su tutti gli eventi di Storia oggiintorno alla Festa della Liberazione.
L’elenco è in aggiornamento costante man mano che si definiscono i dettagli delle singole iniziative. Cliccando sui link, puoi trovare ulteriori informazioni sugli eventi.
Sabato 18 aprile
Bazzano, Valsamoggia (BO) – Rocca dei Bentivoglio – ore 16:30
Inaugurazione della mostra Rifare l’Italia. Repubblica, rinascita e impegno delle donne in Valsamoggia.
Il 22 e il 26 aprile 2026 ti aspetto per due appuntamenti sulla storia della Resistenza a Campogalliano. Nell’81° anniversario della Liberazione l’amministrazione comunale ha deciso di inserire nel Giro d’Italia per la pace una narrazione-spettacolo e un trekking urbano.
Non c’era tempo per la paura: narrazione-spettacolo
Mercoledì 22 aprile, alle ore 20:30, nell’Oratorio San Rocco di Piazza Castello, si terrà la narrazione-spettacoloNon c’era tempo per la paura. La Resistenza a Campogalliano e nella pianura modenese. I miei racconti storici saranno arricchiti da letture di Federico Benuzzi.
Ripercorreremo la storia locale della Resistenza facendo emergere le motivazioni che portarono le donne e gli uomini di Campogalliano a scegliere di sostenerla e di partecipare in prima persona al movimento di Liberazione.
Come si viveva nella quotidianità della guerra? Quale contributo arrivò dalle donne della pianura modenese? Perché l’unità delle forze antifasciste superò le difficoltà di due inverni sotto l’occupazione tedesca? Come si arrivò alla conquista della Liberazione?
Il racconto della storia e le parole di quell’epoca ci faranno riscoprire il significato umano della Resistenza.
La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare grazie al sostegno del Comune di Campogalliano.
Passi partigiani: trekking sulla Resistenza a Campogalliano
Domenica 26 aprile ci incontriamo alle 9:30 davanti al municipio di Campogalliano (piazza Vittorio Emanuele II) per il trekking urbano Passi partigiani.
Camminando nel centro di Campogalliano, andremo alla scoperta di ciò che accadde nei venti mesi della Resistenza e dei segni lasciati da chi ha scelto di ricordare il movimento di Liberazione.
Gli spazi urbani, oggi luoghi di vita, furono attraversati dalle vicende della guerra e alcuni monumenti ne cristallizzano il ricordo.
Conoscere la storia aiuta a capire il senso di quegli eventi, che ritrovano vicinanza e concretezza nel racconto sui luoghi in cui avvennero.
Il trekking è facile, adatto a tutte e a tutti. La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.
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Sabato 25 aprile 2026 ti aspetto a Bosco Albergati per una passeggiata storica sulla Resistenza a Castelfranco Emilia.
L’appuntamento è alle ore 11 all’ingresso dell’area di Bosco Albergati, in via Lavichielle 6. Cammineremo per circa un’ora lungo un percorso ad anello tra il giardino storico della villa e la “città degli alberi”.
Racconterò diverse vicende della lotta di Liberazione nella Quarta zona partigiana modenese, che comprendeva Castelfranco, San Cesario, Piumazzo e Manzolino. Sarà un’occasione per scoprire come si sviluppò la Resistenza in un territorio fondamentale per l’agricoltura e l’allevamento.
Cosa cercavano di ottenere i partigiani nei rapporti con le famiglie contadine? Quali scelte permisero alla Resistenza di accattivarsi il favore o la benevolenza di molte persone comuni? Perché la vita quotidiana nascondeva insidie e pericoli anche quando il fronte non era ancora arrivato sulla Linea Gotica?
Per scoprire tutto questo, e per conoscere altre storie della Resistenza a Castelfranco, ti aspetto a Bosco Albergati.
Resistenza a Castelfranco: come partecipare
La partecipazione alla passeggiata storica è gratuita e non è necessario prenotare.
L’iniziativa è promossa dal Partito democratico Castelfranco Emilia – San Cesario sul Panaro, che alle 12:30 organizza un pranzo di autofinanziamento per la Festa della Liberazione. Per partecipare al pranzo, sempre nell’area di Bosco Albergati, occorre prenotare (Marco: 328.1417234 – Nara: 338.1015042 – Paola: 338.2125663).
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