Storia oggi

Il blog di Daniel Degli Esposti

Categoria: Passeggiate storiche e trekking urbani

  • 25 aprile: tutti gli eventi intorno alla Festa della Liberazione

    25 aprile: tutti gli eventi intorno alla Festa della Liberazione

    Si avvicina il 25 aprile 2026 ed ecco un post che contiene le indicazioni su tutti gli eventi di Storia oggi intorno alla Festa della Liberazione.

    L’elenco è in aggiornamento costante man mano che si definiscono i dettagli delle singole iniziative. Cliccando sui link, puoi trovare ulteriori informazioni sugli eventi.

    Sabato 18 aprile

    Bazzano, Valsamoggia (BO) – Rocca dei Bentivoglio – ore 16:30

    Inaugurazione della mostra Rifare l’Italia. Repubblica, rinascita e impegno delle donne in Valsamoggia.

    Maggiori info qui.

    Domenica 19 aprile – ore 10

    Centro sociale Pedrini – Crespellano, Valsamoggia (BO) – ore 10

    Narrazione-spettacolo Controvento. Armando Masetti e la Resistenza a Crespellano.

    Maggiori info qui.

    Domenica 19 aprile – ore 16

    Modena – Parco Amendola – ore 16

    Daniel Degli Esposti intervista Adelmo Cervi nella rassegna Modena fra Resistenza e Liberazione.

    Martedì 21 aprile

    Vignola (MO) – Teatro Cantelli – ore 18

    Presentazione del libro Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista.

    Daniel Degli Esposti intervista l’autrice Sara Rattaro.

    Mercoledì 22 aprile – ore 10

    San Cesario sul Panaro (MO) – villa Boschetti – ore 10

    Camminata storico-narrativa sulla Resistenza a San Cesario sul Panaro, con Daniel Degli Esposti.

    Maggiori info qui.

    Mercoledì 22 aprile – ore 20:45

    Campogalliano (MO) – Oratorio di San Rocco – ore 20:45

    Narrazione-spettacolo Non c’era tempo per la paura. La Resistenza a Campogalliano e nella pianura modenese.

    Maggiori info qui.

    Venerdì 24 aprile

    San Vito di Spilamberto (MO) – Parco del Guerro – ore 14:45

    Inaugurazione di una sagoma dedicata alla Resistenza di Spilamberto con intervento di Daniel Degli Esposti.

    Sabato 25 aprile – ore 11

    Castelfranco Emilia (MO) – Bosco Albergati – ore 11

    Passeggiata storica sulla Resistenza a Castelfranco Emilia con Daniel Degli Esposti.

    Maggiori info qui.

    Sabato 25 aprile – ore 17

    Guiglia (MO) – Sala degli Scolopi – ore 17

    Narrazione-spettacolo Artefice di libertà. Antonio Minozzi e la Resistenza a Guiglia.

    Maggiori info qui.

    Domenica 26 aprile – ore 9:30

    Campogalliano (MO) – Municipio – ore 9:30

    Trekking urbano Passi partigiani, con Daniel Degli Esposti.

    Maggiori info qui.

    Domenica 26 aprile – ore 17

    Bazzano, Valsamoggia (BO) – Rocca dei Bentivoglio – ore 17

    Madri della Repubblica. Visita guidata alla mostra Rifare l’Italia, con Daniel Degli Esposti.

    Maggiori info qui.

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  • Resistenza a Campogalliano: narrazione-spettacolo e trekking

    Resistenza a Campogalliano: narrazione-spettacolo e trekking

    Il 22 e il 26 aprile 2026 ti aspetto per due appuntamenti sulla storia della Resistenza a Campogalliano. Nell’81° anniversario della Liberazione l’amministrazione comunale ha deciso di inserire nel Giro d’Italia per la pace una narrazione-spettacolo e un trekking urbano.

    Non c’era tempo per la paura: narrazione-spettacolo

    Mercoledì 22 aprile, alle ore 20:30, nell’Oratorio San Rocco di Piazza Castello, si terrà la narrazione-spettacolo Non c’era tempo per la paura. La Resistenza a Campogalliano e nella pianura modenese. I miei racconti storici saranno arricchiti da letture di Federico Benuzzi.

    Ripercorreremo la storia locale della Resistenza facendo emergere le motivazioni che portarono le donne e gli uomini di Campogalliano a scegliere di sostenerla e di partecipare in prima persona al movimento di Liberazione.

    Come si viveva nella quotidianità della guerra? Quale contributo arrivò dalle donne della pianura modenese? Perché l’unità delle forze antifasciste superò le difficoltà di due inverni sotto l’occupazione tedesca? Come si arrivò alla conquista della Liberazione?

    Il racconto della storia e le parole di quell’epoca ci faranno riscoprire il significato umano della Resistenza.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare grazie al sostegno del Comune di Campogalliano.

    Passi partigiani: trekking sulla Resistenza a Campogalliano

    Domenica 26 aprile ci incontriamo alle 9:30 davanti al municipio di Campogalliano (piazza Vittorio Emanuele II) per il trekking urbano Passi partigiani.

    Camminando nel centro di Campogalliano, andremo alla scoperta di ciò che accadde nei venti mesi della Resistenza e dei segni lasciati da chi ha scelto di ricordare il movimento di Liberazione.

    Gli spazi urbani, oggi luoghi di vita, furono attraversati dalle vicende della guerra e alcuni monumenti ne cristallizzano il ricordo.

    Conoscere la storia aiuta a capire il senso di quegli eventi, che ritrovano vicinanza e concretezza nel racconto sui luoghi in cui avvennero.

    Il trekking è facile, adatto a tutte e a tutti. La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

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  • Resistenza a Castelfranco: passeggiata a Bosco Albergati

    Resistenza a Castelfranco: passeggiata a Bosco Albergati

    Sabato 25 aprile 2026 ti aspetto a Bosco Albergati per una passeggiata storica sulla Resistenza a Castelfranco Emilia.

    L’appuntamento è alle ore 11 all’ingresso dell’area di Bosco Albergati, in via Lavichielle 6. Cammineremo per circa un’ora lungo un percorso ad anello tra il giardino storico della villa e la “città degli alberi”.

    Racconterò diverse vicende della lotta di Liberazione nella Quarta zona partigiana modenese, che comprendeva Castelfranco, San Cesario, Piumazzo e Manzolino. Sarà un’occasione per scoprire come si sviluppò la Resistenza in un territorio fondamentale per l’agricoltura e l’allevamento.

    Cosa cercavano di ottenere i partigiani nei rapporti con le famiglie contadine? Quali scelte permisero alla Resistenza di accattivarsi il favore o la benevolenza di molte persone comuni? Perché la vita quotidiana nascondeva insidie e pericoli anche quando il fronte non era ancora arrivato sulla Linea Gotica?

    Per scoprire tutto questo, e per conoscere altre storie della Resistenza a Castelfranco, ti aspetto a Bosco Albergati.

    Resistenza a Castelfranco: come partecipare

    La partecipazione alla passeggiata storica è gratuita e non è necessario prenotare.

    L’iniziativa è promossa dal Partito democratico Castelfranco Emilia – San Cesario sul Panaro, che alle 12:30 organizza un pranzo di autofinanziamento per la Festa della Liberazione. Per partecipare al pranzo, sempre nell’area di Bosco Albergati, occorre prenotare (Marco: 328.1417234 – Nara: 338.1015042 – Paola: 338.2125663).

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  • La Resistenza a San Cesario: camminata storica

    La Resistenza a San Cesario: camminata storica

    Mercoledì 22 aprile 2026 ci incontriamo alle 10 per una camminata storico-narrativa sulla Resistenza a San Cesario sul Panaro.

    Il ritrovo sarà presso la villa Boschetti di San Cesario sul Panaro (Corso Libertà 49). Il percorso, ad anello, dura un paio d’ore, comprese le soste narrative. Cammineremo lungo il percorso Panaro: sentiero del tempo. Usciti dal centro storico, percorreremo tratti su asfalto, su ghiaia e su fondo sterrato.

    Consiglio di indossare scarpe comode e un cappellino per proteggersi dal sole. Portare con sé una scorta d’acqua è una buona idea, specialmente se la mattinata sarà calda.

    La partecipazione alla camminata è gratuita e non è necessario prenotare. L’iniziativa è organizzata dal Comune di San Cesario sul Panaro ed è aperta alle classi terze della scuola secondaria di 1° grado “Pacinotti”.

    Resistenza a San Cesario: una piccola anteprima

    Nei venti mesi dell’occupazione nazista e del fascismo repubblicano, San Cesario sul Panaro fa parte della Quarta zona partigiana modenese, insieme a Castelfranco Emilia e alle sue frazioni.

    Le campagne lungo la riva destra del Panaro sono fondamentali per nutrire e sostenere l’organizzazione della Resistenza. Il Comitato di liberazione nazionale invita le famiglie contadine a intraprendere forme di lotta nonviolenta, nascondendo il cibo destinato a sostenere lo sforzo bellico nazi-fascista e ostacolando i piani delle autorità occupanti.

    Le formazioni partigiane s’impegnano a non ingaggiare scontri armati per non attirare le attenzioni dei tedeschi, favorendo così il trasferimento di viveri e rifornimenti alle brigate attive in montagna.

    I rapporti tra la Resistenza e la società contadina

    Tra l’estate e l’autunno del 1944 i partigiani aiutano i contadini nella difesa del bestiame, bloccando le requisizioni naziste e ostacolando le razzie delle milizie che collaborano con le forze occupanti.

    Queste azioni consolidano i rapporti tra la Resistenza e i lavoratori delle campagne. Gli organizzatori della lotta partigiana confidano che gli anglo-americani continuino ad avanzare verso nord e si preparano a insorgere per conquistarsi la Liberazione prima dell’inverno.

    Accolgono, così, nuovi volontari nelle formazioni, coinvolgendo persone meno preparate ad affrontare la vita in clandestinità.

    Per scoprire altri aspetti della Resistenza a San Cesario sul Panaro, ti aspetto alla camminata lungo il sentiero del tempo.

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  • Ribelli: passeggiata con storie di Resistenza a Modena

    Ribelli: passeggiata con storie di Resistenza a Modena

    Sabato 11 aprile 2026 ci incontriamo per una passeggiata con storie di Resistenza a Modena. Ribelli ti farà scoprire come le lotte per la conquista di diritti e di migliori condizioni di vita abbiano reso possibile la Resistenza. Vedrai anche che, nel dopoguerra, l’eredità della lotta partigiana alimentò nuove rivendicazioni.

    Perché le fabbriche modenesi furono spesso caratterizzate dai conflitti sociali? Come agirono i sindacati nelle fasi più difficili del Novecento? Dopo l’8 settembre 1943, quali spinte diffusero nella società la scelta della Resistenza? Come si comportarono coloro che decisero di non prendere le armi? E quali speranze animarono le nuove stagioni della lotta dopo la Liberazione?

    Il ritrovo è fissato alle ore 14:50 davanti alla Biblioteca Crocetta, in largo Mario Alberto Pucci 33, La partenza è prevista per le ore 15:00. Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    Storie di Resistenza a Modena: come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Ribelli. Storie di lotta e di Resistenza a Modena, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Passi di solidarietà. Storia del volontariato modenese

    Passi di solidarietà. Storia del volontariato modenese

    Sabato 28 marzo 2026 ci incontriamo per camminare nel centro di Modena e scoprire la storia del volontariato in città.

    Il trekking urbano Passi di solidarietà. Il volontariato modenese nella storia ti farà conoscere alcune vicende chiave per la nascita, la crescita e lo sviluppo del movimento associativo in città.

    Cammineremo per un paio d’ore, andando insieme sui luoghi che portano le memorie di diverse associazioni o che tuttora ospitano le loro sedi.

    Lì racconterò le origini del volontariato modenese, partendo da una serie di domande e di curiosità che hanno acceso la scintilla della ricerca storica: quando comincia l’avventura della solidarietà? Chi la inaugura? Quali problemi cerca di risolvere e quali speranze alimentano le attività dei gruppi?

    Nell’anno in cui Modena è capitale del volontariato, riscoprire le radici di un impegno collettivo al servizio della collettività e del benessere pubblico aiuta a consolidare e a rilanciare attività sempre più importanti per l’assistenza nei confronti delle persone bisognose e per migliorare la convivenza all’interno della comunità.

    Come partecipare

    Il trekking urbano è gratuito. Per partecipare, è necessario iscriversi compilando il form raggiungibile da qui.

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  • Per essere libere: donne nella Resistenza a Spilamberto

    Per essere libere: donne nella Resistenza a Spilamberto

    Domenica 15 marzo 2026 ci incontriamo a Spilamberto per una breve camminata con narrazione storica. L’evento Per essere libere. Le donne nella Resistenza e nella Liberazione di Spilamberto ti farà scoprire diverse esperienze femminili del “tempo di guerra”.

    Ci ritroveremo alle ore 14:30 in piazza Caduti Libertà, dove racconterò le difficoltà del quotidiano e cosa fecero alcune donne per affrontarle attivamente.

    Da lì ci dirigeremo verso le case popolari di via XXII aprile, dove ti farò conoscere le storie di Rosalia Haas ed Emma Sala. Donne comuni, coinvolte in una guerra totale e costrette a fare scelte estreme in un momento determinante per la storia del paese.

    Al termine del mio racconto, è previsto un intervento dell’artista e dei curatori del progetto artistico Prospettive 2025, dedicato alla memoria della Resistenza.

    La partecipazione all’iniziativa è gratuita e non è necessaria la prenotazione. L’evento è promosso dal Comune di Spilamberto nell’ambito del calendario proposto per la Giornata internazionale della donna.

    Donne nella Resistenza: una piccola anteprima

    Fra il 1939 e il 1945 la guerra totale concede alle donne spazi di partecipazione e opportunità di autodeterminazione ancora più importanti dei varchi aperti dalla mobilitazione per il primo conflitto mondiale. Molte ragazze e diverse donne già adulte sfruttano queste occasioni per assumersi responsabilità crescenti, contestando il pregiudizio diffuso che le lega a una subalternità perenne.

    Salvare chi fugge

    Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, diversi soldati del Regio Esercito scappano dai nazisti e cercano la salvezza nelle campagne. La solidarietà delle famiglie contadine si rivela decisiva per la loro sorte. In molti casi le donne e gli anziani aprono le porte delle cascine agli sbandati, li aiutano a liberarsi delle divise e donano loro abiti borghesi.

    L’impegno delle reti clandestine antifasciste e di tante persone comuni – in primo luogo donne – consente all’organizzazione di condurre verso il fronte dell’Italia meridionale anche diversi militari anglo-americani fuggiti dalla prigionia, evitando loro la cattura da parte dei nazisti.

    Le donne e gli uomini sorpresi nell’atto di assistere gli sbandati, i prigionieri in fuga o gli ebrei subiscono gravi conseguenze patrimoniali e fisiche.

    Volontarie della libertà

    A partire dall’autunno 1943, si registrano gli ingressi di diverse ragazze e donne nella Resistenza. La loro scelta non è forzata dal richiamo alle armi, ma completamente libera.

    Molte non decidono di cominciare la lotta soltanto per far finire la guerra e liberare l’Italia dall’occupazione tedesca, ma anche per avviare o proseguire un cammino di emancipazione.

    L’impegno nella Resistenza civile

    Le attività assistenziali dei Gruppi di difesa della donna e le azioni armate delle combattenti sono fondamentali per il buon esito della lotta di liberazione.

    Molte donne attive nelle organizzazioni clandestine non prendono le armi, ma si distinguono nell’aiuto ai prigionieri alleati e nel sostegno continuo ai partigiani combattenti. Sono dunque protagoniste della Resistenza civile, che consente al movimento armato di trovare basi e nascondigli sicuri.

    Le staffette e le combattenti

    Le staffette assicurano i contatti fra le unità, smistando ordini, munizioni e armi destinate ai ribelli. La condizione delle portatrici, equiparate agli ufficiali di collegamento, è una delle più pericolose in assoluto, poiché possono essere sorprese dai nemici nell’atto di nascondere biglietti in codice e strumenti offensivi.

    Altre donne scelgono, invece, di entrare nelle formazioni combattenti e di prendere le armi, vivendo in clandestinità al pari degli uomini. Accettano, pertanto, il rischio di uccidere e di perdere la vita negli scontri col nemico.

    Quando i nazisti e i fascisti catturano le partigiane, le sottopongono a torture più dolorose di quelle riservate agli uomini. I militi praticano la violenza sessuale per punire la sfrontatezza delle donne non disposte a conformarsi ai tradizionali ruoli di genere.

    Una storia poco nota

    Le azioni delle donne rimangono tuttavia molto spesso nell’ombra. Alla fine della guerra molte di loro preferiscono rientrare nelle famiglie senza farsi notare troppo, poiché nell’Italia rurale l’interpretazione tradizionale del ruolo femminile è ancora molto forte. Altre protagoniste della Resistenza, invece, restano escluse dalle grandi narrazioni, poiché il loro ruolo assistenziale è troppo poco “epico” per le volontà celebrative maschili.

    La conquista del voto e la persistenza dei pregiudizi

    Dopo la Liberazione l’impegno delle combattenti e la determinazione delle civili convince la maggioranza degli uomini politici ad assicurare il diritto di voto alle donne italiane.

    La conquista dell’elettorato attivo e passivo costituisce il primo passo verso un’emancipazione problematica, poiché le tendenze conservatrici della società italiana contribuiscono a mantenere un forte attaccamento alla tradizione cattolica e ad ancorare le donne a ruoli casalinghi o subalterni.

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  • Passeggiata storica sulla strage del 9 gennaio 1950

    Passeggiata storica sulla strage del 9 gennaio 1950

    Domenica 18 gennaio 2026 ci incontriamo a Modena per una passeggiata storica sull’eccidio del 9 gennaio 1950. La Repubblica ferita ti farà scoprire una delle fasi più tese e drammatiche del dopoguerra in città.

    Perché in quell’inverno di 76 anni fa si arrivò a uno sciopero generale che mobilitò migliaia di persone? Come agirono i sindacati? Che cosa fece il Comune per fronteggiare il rischio di una disoccupazione che avrebbe immiserito centinaia di persone? Come si comportarono le istituzioni centrali dello Stato? Perché, nel mattino del 9 gennaio 1950, le forze dell’ordine aprirono il fuoco sui manifestanti?

    Il ritrovo è fissato alle 14:20 in piazza Dante Alighieri, davanti alla stazione centrale. La partenza è prevista per le ore 14:30. Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    9 gennaio 1950: una piccola anteprima

    Il 9 gennaio 1950 le forze dell’ordine reprimono con la violenza lo sciopero generale a sostegno dei lavoratori licenziati dalle Fonderie Riunite di Modena in seguito alla serrata dello stabilimento.

    Nel corso della mattinata gli agenti di Polizia e i Carabinieri aprono più volte il fuoco contro i manifestanti sia nell’area della fabbrica, sia lungo la via Ciro Menotti. Sei lavoratori restano uccisi e parecchi altri riportano ferite di varia entità.

    Nell’immediato la tragedia accentua la polarizzazione politica tra le Sinistre, pronte a denunciare le violenze dello Stato, e forze politiche dell’area moderata, determinate a sostenere a ogni costo i tutori dell’ordine pubblico. I fatti del 9 gennaio segnano tuttavia anche un “punto di non ritorno”, dal momento che costituiscono l’ultima strage di lavoratori dell’immediato dopoguerra italiano.

    Come si arriva a quel giorno così drammatico per la città di Modena? In quale contesto vivono la popolazione e i lavoratori dopo la Seconda guerra mondiale? Per saperne di più, ti aspetto alla passeggiata storica del 18 gennaio.

    Come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica La Repubblica ferita, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per domenica 18 gennaio alle 14:20 in piazza Dante Alighieri, davanti alla stazione centrale di Modena. La partenza è prevista per le ore 14:30.

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Bologna nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Bologna nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Sabato 8 novembre 2025 ti aspetto alla passeggiata storica Bologna nella Grande Guerra. Camminando nel centro urbano, all’interno dei viali di circonvallazione, conoscerai le vicende accadute in una città lontana dalle trincee e dai fronti, ma dichiarata “zona di guerra” fin dal 25 maggio 1915 per le sue particolari caratteristiche sociali.

    Il ritrovo è fissato alle 14:45 nel Parco 11 settembre 2001, in prossimità dell’accesso da via Riva di Reno (ex Manifattura dei Tabacchi – Cineteca di Bologna). La partenza è prevista per le ore 15. Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    Una piccola anteprima

    Il 28 giugno 1914 è un giorno chiave per la storia d’Europa, ma anche per la città di Bologna. Mentre a Sarajevo lo studente bosniaco di etnia serba Gavrilo Princip uccide l’arciduca austro-ungarico Francesco Ferdinando e la principessa consorte Sofia, sotto le Due Torri si tengono le elezioni municipali. Vincono i socialisti e il Consiglio comunale sceglie come sindaco Francesco Zanardi.

    Il nuovo corso della politica comunale nasce nella speranza di accorciare le distanze tra i “primi” e gli “ultimi”. Il motto della Giunta è «Pane e alfabeto». Zanardi e i socialisti vogliono liberare il popolo dalla miseria materiale e culturale.

    Tuttavia, già nell’agosto 1914, la guerra europea cambia rapidamente gli scenari. Anche se l’Italia non partecipa direttamente al conflitto, il collasso dei commerci internazionali e il rientro di molti emigranti mettono alla prova la società.

    Una guerra totale

    Dal 24 maggio 1915, quando l’Italia entra in guerra, il conflitto armato coinvolge l’intera società. A Bologna diverse fabbriche si convertono alla produzione bellica. Il Pirotecnico e il Carnificio di Casaralta assumono un’importanza di livello nazionale.

    Anche la sanità si mobilita: gli ospedali accolgono i feriti e il Rizzoli diventa un centro di avanguardia per lo sviluppo delle protesi. Intanto, gli alloggi vuoti devono essere censiti per rispondere all’afflusso dei profughi.

    A partire dal 1917, le autorità militari estendono i propri poteri, imponendo una disciplina che condiziona la vita quotidiana delle comunità. Chi rifiuta la logica bellica viene additato come “antiitaliano”, subendo censure e repressioni.

    Per scoprire molti più dettagli su queste vicende e per conoscere altre storie di Bologna nella Grande Guerra, ti aspetto alla passeggiata storica dell’8 novembre.

    Bologna nella Grande Guerra: come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Bologna nella Grande Guerra, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per sabato 8 novembre alle 14:45 nel Parco 11 settembre 2001, in prossimità dell’accesso da via Riva di Reno (ex Manifattura dei Tabacchi – Cineteca di Bologna). La partenza è prevista per le ore 15.

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza camminando insieme a Daniel Degli Esposti, che in alternativa fornirà indicazioni per l’utilizzo dei mezzi pubblici.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Modena nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Modena nella Grande Guerra: passeggiata storica

    Domenica 2 novembre 2025 ti aspetto alla passeggiata storica Modena nella Grande Guerra. Camminando tra le strade e le piazze del centro, conoscerai le vicende accadute in una città lontana dalle trincee e dai fronti, ma pienamente inserita nei meccanismi del conflitto.

    Il ritrovo è fissato alle 14:45 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 15. Se vuoi partecipare, iscriviti inviando una e-mail a info@storiaoggi.it.

    Una piccola anteprima

    Il fronte italiano della Grande Guerra investe il Trentino, il Cadore e il Carso. Le città dell’Emilia rimangono lontane dalle zone dove infuriano i combattimenti, ma sono coinvolte dalla mobilitazione generale.

    Il conflitto armato coinvolge l’intera società: per questo si parla di “guerra totale”. A Modena diverse fabbriche si convertono alla produzione bellica, gli ospedali accolgono i feriti e gli alloggi vuoti devono essere censiti per rispondere all’afflusso dei profughi.

    A partire dal 1917, le autorità militari estendono i propri poteri, imponendo una disciplina che condiziona la vita quotidiana delle comunità. Chi rifiuta la logica bellica viene additato come “antiitaliano”, subendo censure e repressioni.

    Per scoprire molti più dettagli su queste vicende e per conoscere altre storie di Modena nella Grande Guerra, ti aspetto alla passeggiata storica del 2 novembre.

    Modena nella Grande Guerra: come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Modena nella Grande Guerra, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 annigratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    Il ritrovo è fissato per domenica 2 novembre alle 14:45 davanti al teatro Storchi, in Largo Garibaldi 15. La partenza è prevista per le ore 15. L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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