Storia oggi

Il blog di Daniel Degli Esposti

Autore: Daniel Degli Esposti

  • Ribelli: passeggiata con storie di Resistenza a Modena

    Ribelli: passeggiata con storie di Resistenza a Modena

    Sabato 11 aprile 2026 ci incontriamo per una passeggiata con storie di Resistenza a Modena. Ribelli ti farà scoprire come le lotte per la conquista di diritti e di migliori condizioni di vita abbiano reso possibile la Resistenza. Vedrai anche che, nel dopoguerra, l’eredità della lotta partigiana alimentò nuove rivendicazioni.

    Perché le fabbriche modenesi furono spesso caratterizzate dai conflitti sociali? Come agirono i sindacati nelle fasi più difficili del Novecento? Dopo l’8 settembre 1943, quali spinte diffusero nella società la scelta della Resistenza? Come si comportarono coloro che decisero di non prendere le armi? E quali speranze animarono le nuove stagioni della lotta dopo la Liberazione?

    Il ritrovo è fissato alle ore 14:50 davanti alla Biblioteca Crocetta, in largo Mario Alberto Pucci 33, La partenza è prevista per le ore 15:00. Se vuoi partecipare, iscriviti seguendo le indicazioni presenti nella parte finale dell’articolo.

    Storie di Resistenza a Modena: come partecipare

    Per partecipare alla passeggiata storica Ribelli. Storie di lotta e di Resistenza a Modena, con narrazioni di Daniel Degli Esposti e letture di Federico Benuzzi, è necessario iscriversi. Occorre inoltre pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Anche i tuoi amici a quattro zampe sono i benvenuti!

    L’evento dura circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. La passeggiata si svolgerà su un percorso urbano, non ad anello. Dalla tappa conclusiva, sarà possibile raggiungere il punto di partenza con una camminata di circa 10 minuti.

    Per iscriverti alla passeggiata, scrivi una e-mail con il tuo nome e cognome e con il numero dei partecipanti a info@storiaoggi.it.

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  • Nuovi incontri di storia contemporanea a Rubiera

    Nuovi incontri di storia contemporanea a Rubiera

    Riprendono gli incontri di storia contemporanea all’Università del tempo libero di Rubiera. Racconterò altri passaggi chiave del Novecento italiano e globale, con una costante proiezione verso il presente.

    30/3: Le guerre dimenticate

    Il primo appuntamento con la storia contemporanea sarà lunedì 30 marzo. In quel pomeriggio, parlerò di Guerre dimenticate.

    Sarà un’occasione per osservare quegli scenari bellici che rimangono fuori dai racconti dei media. Da quali storie nascono quelle tragedie? Quali sono i rapporti tra il passato e il presente? E come incidono quelle guerre sulla nostra vita?

    13/4: Vengono tutti qui?

    Il secondo appuntamento, in programma lunedì 13 aprile, si basa su una domanda. Davvero i migranti vengono tutti qui?

    Racconterò la storia delle migrazioni, mettendo in evidenza come sono cambiati i comportamenti degli italiani.

    Per quanto tempo le persone hanno lasciato la penisola in cerca di una vita migliore? Quali fattori hanno reso l’Italia una meta migratoria? Quando il nostro Paese è stato contagiato dal razzismo?

    20/4: Mare di mezzo

    Il terzo appuntamento, previsto per lunedì 20 aprile, aprirà una riflessione sul Mare di mezzo.

    Per comprendere ciò che accade oggi nel Mediterraneo, partirò dal passato, ricostruendo le principali vicende del mare di mezzo nella storia contemporanea.

    Racconterò come si svilupparono i tentativi di assumere il controllo delle rotte commerciali. Metterò, inoltre, in luce come gli scambi culturali furono influenzati dai progetti di dominio coloniale e dalla volontà di impadronirsi delle risorse economiche.

    Perché, infine, oggi il Mediterraneo sta diventando un grande cimitero d’acqua? Quali meccanismi hanno innescato le attuali dinamiche di gestione dei flussi migratori?

    Come partecipare agli incontri di storia contemporanea a Rubiera

    Tutti gli incontri si terranno a partire dalle ore 15 presso la Sala Lea Garofalo (via De Gasperi 3, Rubiera, RE).

    Per partecipare agli incontri, è necessario iscriversi contattando Vilma Bulla (ufficio Sport/Cultura del Comune di Rubiera):
    Tel.: 0522.622294;
    E-mail: vilmabulla@comune.rubiera.re.it.

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  • Storia dell’Iran: serata a Nonantola

    Storia dell’Iran: serata a Nonantola

    Lunedì 30 marzo 2026 ci incontriamo a Nonantola per la serata Iran. Le radici storiche di una tragedia. Le sanguinose repressioni delle opposizioni nella Repubblica islamica e le sconvolgenti operazioni militari israelo-statunitensi hanno aggravato la crisi del Medio Oriente. Nel corso dell’evento, racconterò la storia dell’Iran per riflettere sulle origini di questi tragici sviluppi.

    Storia dell’Iran: come partecipare

    L’appuntamento è fissato per lunedì 30 marzo alle ore 21 nella Sala dei Giuristi del Palazzo della Partecipanza agraria di Nonantola, in via Roma 21.

    La partecipazione è gratuita e non è necessario prenotare.

    L’iniziativa è compresa nel programma di attività Aula 22, promosso da Anni in fuga APS Nonantola, SPI CGIL, ANPI – sezione di Nonantola e ACLI.

    Una piccola anteprima: la rivoluzione iraniana

    Nel 1979 comincia un movimento di rivolta popolare contro lo scià, che controlla l’Iran. Il sovrano deve lasciare il Paese. Nelle città le proteste sono avviate dai militanti delle Sinistre, ma vengono presto controllate dai religiosi sciiti (imam e ayatollah), che avviano una rivoluzione islamica.

    Quando l’ayatollah Khomeini rientra dall’esilio, decreta la nascita della Repubblica islamica e istituisce il Consiglio dei guardiani della rivoluzione, formato dai gruppi armati dei pasdaran.

    Il nuovo regime reprime ogni opposizione e guida con durezza il Paese, regolando ogni aspetto della vita secondo un’interpretazione rigida della legge islamica.

    La condizione femminile peggiora e, stoegnando una discontinuità con l’epoca precedente, il nuovo governo rompe l’alleanza con gli Stati Uniti.

    La guerra tra Iran e Iraq

    Nel 1980 il dittatore iracheno Saddam Hussein si convince che l’Iran sia indebolito militarmente e invade una regione di confine, ricca di giacimenti petroliferi.

    L’esercito iraniano resiste all’attacco e viene affiancato da reparti dei pasdaran, che combattono con fanatismo.

    Così, la guerra si stabilizza lungo la linea di confine e dura otto anni, senza alcun intervento internazionale. Neppure i massacri delle comunità curde, messi in atto dagli iracheni con il pretesto del conflitto, spingono altri Stati a prendere provvedimenti.

    La guerra tra Iraq e Iran termina nel 1988 senza vincitori, provocando più di un milione di morti.

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  • Terra contesa: incontro sulla Palestina a Castelfranco

    Terra contesa: incontro sulla Palestina a Castelfranco

    Mercoledì 25 marzo 2026 ci incontriamo alle ore 21 nella Sala della Pro Loco di Castelfranco Emilia (piazza Garibaldi 14) per la serata Terra contesa. Palestina/Israele: una bussola storica.

    Affronteremo lo scenario del Medio Oriente, ripercorrendo la questione palestinese, per riflettere sul genocidio in corso nella Striscia di Gaza e sulla pulizia etnica della Cisgiordania.

    Ci porremo l’obiettivo di contrastare narrazioni propagandistiche, fake news e strumentalizzazioni utili soltanto a generare polemiche.

    Per comprendere meglio ciò che accade in quel drammatico scenario, senza lasciarsi intrappolare dai contrapposti discorsi d’odio, è utile ricostruire correttamente e criticamente le radici storiche di quello scenario conflittuale, al fine ultimo di generare o consolidare una cultura di pace.

    Terra contesa: come partecipare

    La partecipazione all’incontro Terra contesa. Palestina/Israele: una bussola storica è libera e gratuita. Non è necessario prenotare.

    L’iniziativa è organizzata dalla Pro Loco Castelfranco Emilia con il patrocinio del Comune di Castelfranco Emilia.

    Una piccola anteprima: il 1948 in Palestina

    Il 14 maggio 1948 il leader sionista David Ben Gurion proclama la nascita dello Stato d’Israele, di cui sia gli Stati Uniti sia l’URSS riconoscono immediatamente la sovranità.

    Nella notte successiva, le forze armate della Lega araba entrano in Palestina. Inizia la prima guerra arabo-israeliana. Lo Stato ebraico la interpreta come una guerra d’indipendenza e può contare su aiuti internazionali.

    Avendo accumulato un’organizzazione militare e armamenti superiori a quelli della Lega araba, nel 1949 Israele estende il proprio territorio oltre i confini assegnati dalle Nazioni Unite.

    Altre parti dell’ipotizzato Stato palestinese passano invece sotto il controllo dell’Egitto e della Transgiordania, ribattezzata Giordania.

    La Nakba

    Al termine del conflitto, oltre 700.000 palestinesi sono costretti ad abbandonare le loro terre e cercano rifugio nei campi profughi dei Paesi vicini. Per tutti loro la sconfitta e la perdita dei beni diventano la Nakba (“catastrofe”).

    È un’esperienza di distacco che per alcuni sfocia nell’esilio, mentre per altri apre decenni di straniamento. C’è chi cerca salvezza trasferendosi in uno dei Paesi della Lega Araba, trovando un’accoglienza contraddittoria e problematica.

    I governi non vogliono, infatti, assumersi l’onere di assisterli e sperano che la loro sventura faccia pressione sulle organizzazioni internazionali, inducendole a forzare la mano con Israele.

    I palestinesi e la Lega Araba

    Emerge, così, una tendenza nel rapporto tra i palestinesi e i Paesi della Lega Araba. I governi di questi Stati non considerano le esigenze dei rifugiati, ma si servono di loro (e, più in generale, della questione palestinese) per posizionarsi o per perseguire i propri interessi.

    Altri rifugiati palestinesi si stabiliscono a ridosso della propria terra d’origine, in una parte della Cisgiordania (sotto l’amministrazione giordana) o della Striscia di Gaza (affidata all’Egitto).

    Rifugiati: un’emergenza divenuta strutturale

    Col passare degli anni gli insediamenti precari si stabilizzano e, pur essendo chiamati campi profughi, si trasformano “città di fatto”. Le baracche diventano edifici e, per dare un tetto alle generazioni nate lì, si alzano verso il cielo, perché possono crescere solo in verticale.

    La vita è difficile: il lavoro è quasi sempre precario e sottopagato, le condizioni igieniche sono problematiche e spesso la sussistenza è affidata alla United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East (UNRWA), l’agenzia che l’ONU istituisce per assistere i rifugiati palestinesi.

    Nessuno cancella esplicitamente il “diritto al ritorno”, ma le organizzazioni internazionali sono impotenti di fronte al rifiuto di Israele. Lo Stato ebraico non vuole aprire al reinsediamento dei profughi palestinesi, che rimangono confinati in un limbo pluridecennale.

    Palestinesi in Israele

    Non mancano, infine, persone e famiglie che scelgono di rimanere nei territori controllati da Israele. Pur ottenendo la cittadinanza, non vivono in condizioni di effettiva parità, perché lo Stato non li considera come parte della propria missione politica.

    Fino al 1966 i “palestinesi del 1948” sono sottoposti a un regime di legge marziale. Il governo giustifica tale stato d’eccezione facendo riferimento al mancato raggiungimento di una pace con gli Stati della Lega Araba, per il quale la classe dirigente israeliana è in buona parte responsabile.

    Nei decenni successivi la legislazione mantiene elementi discriminatori che evolvono per accompagnare i cambiamenti economico-sociali del Paese, trovando ulteriori rafforzamenti a partire dalla seconda metà degli anni Novanta.

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  • Passi di solidarietà. Storia del volontariato modenese

    Passi di solidarietà. Storia del volontariato modenese

    Sabato 28 marzo 2026 ci incontriamo per camminare nel centro di Modena e scoprire la storia del volontariato in città.

    Il trekking urbano Passi di solidarietà. Il volontariato modenese nella storia ti farà conoscere alcune vicende chiave per la nascita, la crescita e lo sviluppo del movimento associativo in città.

    Cammineremo per un paio d’ore, andando insieme sui luoghi che portano le memorie di diverse associazioni o che tuttora ospitano le loro sedi.

    Lì racconterò le origini del volontariato modenese, partendo da una serie di domande e di curiosità che hanno acceso la scintilla della ricerca storica: quando comincia l’avventura della solidarietà? Chi la inaugura? Quali problemi cerca di risolvere e quali speranze alimentano le attività dei gruppi?

    Nell’anno in cui Modena è capitale del volontariato, riscoprire le radici di un impegno collettivo al servizio della collettività e del benessere pubblico aiuta a consolidare e a rilanciare attività sempre più importanti per l’assistenza nei confronti delle persone bisognose e per migliorare la convivenza all’interno della comunità.

    Come partecipare

    Il trekking urbano è gratuito. Per partecipare, è necessario iscriversi compilando il form raggiungibile da qui.

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  • Antifascismo e Resistenza: corso di storia a Maranello

    Antifascismo e Resistenza: corso di storia a Maranello

    Giovedì 26 marzo 2026, a Maranello, comincerà il mio terzo corso di storia contemporanea alla Piccola università popolare di YAWP! Passioni in movimento. S’intitola La legge dell’avvenir. Antifascismo e Resistenza nella storia d’Italia.

    Cosa ci aspetta

    Il corso approfondisce antifascismo e Resistenza come momenti fondamentali per l’affermazione di una cultura politica finalizzata non solo alla lotta contro il regime mussoliniano e alla liberazione dall’occupazione nazi-fascista, ma anche all’affermazione della democrazia e al riscatto sociale delle categorie più deboli.

    In un’epoca segnata da un revisionismo antistorico e strumentale al raggiungimento di obiettivi politici, è importante comprendere lo sviluppo storico dell’antifascismo e contestualizzare adeguatamente la Resistenza.

    Per contrastare i luoghi comuni e le “narrazioni tossiche”, è utile migliorare le proprie conoscenze, partendo dalla storia e arrivando al presente.

    Il programma

    26/3 – Clandestini: l’antifascismo in Italia nel ventennio della dittatura.

    2/4 – «Oggi in Spagna, domani in Italia»: l’antifascismo nella guerra civile spagnola e all’estero.

    9/4 – Resistenze: le molteplici esperienze della lotta di Liberazione tra il 1943 e il 1945.

    16/4 – Partigiani rubagalline? L’importanza della Resistenza e gli “argomenti” di chi la squalifica.

    23/4 – Antifascismo sempre: «l’avvenire di un mondo più umano» dal dopoguerra a oggi. 

    Data da definire – USCITA: Antifascismo e Resistenza a Maranello.

    Come partecipare

    Come tutti i corsi e le attività dell’associazione YAWP, il corso Terra contesa si svolgerà presso la sede di via Grizzaga 107, a Bell’Italia di Maranello (MO).

    È necessario iscriversi almeno 1 settimana prima dell’inizio. I posti sono limitati e consiglio di prenotare per tempo.

    La partecipazione è riservata ai soci di YAWP. Si può fare la tessera per l’occasione e in qualsiasi momento. Dura 12 mesi dall’attivazione e costa 20€ per gli adulti, 10€ per i ragazzi da 13 a 18 anni ed è gratuita per i bambini.

    Per info e iscrizioni:
    Tel. 329 68 68 387
    E-Mail: yawpmaranello@gmail.com

    Antifascismo e Resistenza: una piccola anteprima

    Il 28 ottobre 1922 la marcia su Roma dà inizio all’era fascista. Mussolini guida un governo in cui le “camicie nere” sono in minoranza, ma cominciano fin dall’inizio a svuotare dall’interno le istituzioni democratiche.

    Per dare legittimità alle squadre d’azione e alle loro violenze, il presidente del Consiglio dei ministri istituisce la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, che legalizza i gruppi eversivi e li inserisce nel sistema delle istituzioni.

    Anche i prefetti e le forze dell’ordine mantengono inalterate le simpatie per Mussolini e consentono al governo di radicare l’ideologia del littorio nelle periferie. I picchiatori del “Biennio Nero” proseguono dunque le missioni punitive contro gli oppositori politici senza temere ritorsioni giuridiche.

    Le persecuzioni nei confronti degli antifascisti

    Gli antifascisti vengono discriminati sul lavoro e perseguitati nella sfera privata. Gli squadristi li costringono a ingurgitare l’olio di ricino per umiliarli pubblicamente, ma spesso aggiungono a quell’onta altri oltraggi e parecchie percosse.

    Gli oppositori politici più colpiti sono i socialisti e i comunisti, accusati di minacciare l’integrità della patria con le idee dell’internazionalismo e della rivoluzione proletaria. Per salvarsi dagli attacchi degli squadristi, molti di loro sono costretti a proseguire le proprie attività politiche in semi-clandestinità o a fuggire dall’Italia.

    Lasciare l’Italia…

    Negli anni Venti la Francia diventa la meta prediletta dai fuoriusciti antifascisti, poiché è molto vicina, ha una forte tradizione repubblicana e mostra un’apparente solidità economica. Parecchi leader socialisti e della sinistra liberale trovano riparo a Parigi o nelle città della Costa Azzurra.

    Gli intellettuali sono accolti nell’alta società e tengono vive le idee antifasciste, ma i lavoratori più umili faticano a sbarcare il lunario. Gli imprenditori li guardano infatti con sospetto poiché li giudicano come potenziali sovversivi.

    Fra il 1925 e il 1926 Mussolini completa la svolta totalitaria e dà forma al regime fascista. I partiti di opposizione sono sciolti e i loro giornali vengono chiusi, perché non è più possibile avere una stampa dissociata dalla linea ufficiale della dittatura.

    Tanti altri protagonisti della politica fuggono all’estero, ma i gerarchi fascisti prendono contatti con i diplomatici per suscitare contro di loro l’ostilità delle comunità che li “accolgono”.

    … o agire in clandestinità

    Le persecuzioni proseguono per tutti gli anni Trenta, nonostante le amnistie per il decennale della “marcia su Roma” e la conquista dell’Etiopia.

    Solo il Partito comunista d’Italia riesce a mantenere una struttura clandestina, spesso investita dai blitz delle autorità: chi cade nei tentacoli dell’Opera per la vigilanza e la repressione antifascista finisce in carcere o al confino.

    Molti trovano scampo soltanto con una nuova fuga all’estero e nell’estate del 1936 partono per la Spagna, dove si arruolano volontari nelle Brigate Internazionali e combattono la guerra civile contro i golpisti di Francisco Franco.

    Antifascismo e Resistenza: un legame stretto

    La Resistenza italiana nasce dalle idee dell’antifascismo e dalla disperazione di un’intera generazione: è quella dei giovani nati negli anni Venti, cresciuti sotto il regime fascista e poi costretti a fare i conti non solo con l’occupazione nazista, ma anche con la voglia di vendetta degli irriducibili seguaci di Mussolini.

    La lotta partigiana è un’esperienza complessa, ricca di spunti e di problemi interpretativi; affonda le proprie radici nei vent’anni del regime fascista e matura nelle difficoltà di un conflitto totale.

    Tre guerre in una

    Come afferma lo storico Claudio Pavone, tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1945 i partigiani italiani intraprendono una guerra che ne contiene tre:

    • La “prima” è una lotta di liberazione, che ha lo scopo di liberare il Paese dai nazisti; può pertanto essere assimilata agli slanci patriottici per la cacciata dei dominatori stranieri.
    • La “seconda” colpisce quegli italiani che decidono di proseguire la guerra al fianco della Germania nazista per non tradire l’alleanza con Adolf Hitler; è dunque una vera e propria guerra civile, poiché contrappone due fazioni dello stesso popolo, separate da una scelta che richiede di essere costantemente rinnovata.
    • La “terza” contrappone le donne e gli uomini della Resistenza ai proprietari terrieri e agli industriali, percepiti come i “poteri forti” che hanno sostenuto il fascismo; è un conflitto di classe, alimentato dalla rabbia degli “ultimi” nei confronti di chi ha accumulato ingenti fortune in cambio dell’appoggio alla dittatura di Mussolini.

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  • Questione palestinese: incontro a Monte San Pietro

    Questione palestinese: incontro a Monte San Pietro

    Giovedì 19 marzo 2026 ci incontriamo a Monte San Pietro per la serata Terra contesa. Palestina/Israele: una bussola storica. Racconterò la questione palestinese con un approccio di lungo periodo, mettendo in luce le origini dei drammi e dei crimini attuali.

    Affronteremo lo scenario del Medio Oriente, ripercorrendo la questione palestinese, per riflettere sul genocidio in corso nella Striscia di Gaza e sulla pulizia etnica della Cisgiordania.

    Ci porremo l’obiettivo di contrastare narrazioni propagandistiche, fake news e strumentalizzazioni utili soltanto a generare polemiche.

    Per comprendere meglio ciò che accade in quel drammatico scenario, senza lasciarsi intrappolare dai contrapposti discorsi d’odio, è utile ricostruire correttamente e criticamente le radici storiche di quello scenario conflittuale, al fine ultimo di generare o consolidare una cultura di pace.

    Come partecipare all’incontro sulla questione palestinese

    L’incontro Terra contesa. Palestina/Israele: una bussola storica è in programma per giovedì 19 marzo alle ore 20:30 nell’Antica Conserva da neve di Amola da Montagna. Vi aspettiamo in Via Lavino 89/d a Calderino, Monte San Pietro (BO). L’affascinante struttura ospita la sede dell’Associazione La Conserva.

    L’ingresso all’iniziativa è libero e gratuito per chi abbia una tessera ARCI in corso di validità. L’Associazione La Conserva garantisce la possibilità di tesserarsi in sede.

    L’iniziativa si inserisce nel ciclo La finestra sul mondo, ideato dall’Associazione La Conserva per conoscere le realtà del sistema globale, tenendo insieme la storia e il presente.

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  • La locomotiva: pedalata storica tra Modena e Vignola

    La locomotiva: pedalata storica tra Modena e Vignola

    Domenica 22 marzo 2026 accompagnerò le socie e i soci della Federazione italiana ambiente e bicicletta (FIAB) nella pedalata storica La locomotiva.

    Ci incontreremo a Vaciglio (strada Vaciglio sud) alle ore 9. Lungo la pista ciclabile Modena-Vignola, scopriremo le storie della linea ferroviaria che correva lungo lo stesso tracciato.

    Alla fine dell’Ottocento la locomotiva accorciò le distanze tra i paesi della provincia: chi lavorò per farla fischiare tra le campagne? Quali speranze di riscatto e di progresso si accesero grazie al treno? Salire a bordo era alla portata di tutti? E perché, a un certo punto della storia, si è deciso di rinunciare alla ferrovia, sostituita infine da una pista ciclabile?

    Lungo il viaggio, i miei racconti storici apriranno una finestra su quel mondo così vicino nel tempo, ma così lontano dalle nostre esperienze di ogni giorno. Sarà un modo per conoscere come vivevano, come lavoravano e come si spostavano le persone che abitavano nei luoghi della nostra quotidianità.

    Arrivati a Vignola, ci fermeremo per un pranzo al sacco e poi torneremo per la stessa strada verso Modena, che raggiungeremo verso le 16.00.

    Indicazioni organizzative per la pedalata storica

    La partecipazione all’uscita è riservata ai soci FIAB (ci si può iscrivere anche online partendo da qui). Si può rinnovare la tessera FIAB anche prima della partenza.

    • Ritrovo a Vaciglio (in strada Vaciglio Sud) alle ore 9,00
    • Partenza alle ore 9:15
    • Distanza totale: 46 km – pianeggiante
    • Fondo: 100% asfalto – Ciclabile Modena Vignola
    • Bici adatte: qualsiasi – in buone condizioni e dispositivi a norma Codice della Strada
    • Casco raccomandato
    • Pranzo al sacco o presso locali pubblici che troveremo lungo il percorso
    • In caso di maltempo l’uscita potrà essere rinviata
    • Info: Roberto 3494936595 – Ermes 3406764713

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  • Per essere libere: donne nella Resistenza a Spilamberto

    Per essere libere: donne nella Resistenza a Spilamberto

    Domenica 15 marzo 2026 ci incontriamo a Spilamberto per una breve camminata con narrazione storica. L’evento Per essere libere. Le donne nella Resistenza e nella Liberazione di Spilamberto ti farà scoprire diverse esperienze femminili del “tempo di guerra”.

    Ci ritroveremo alle ore 14:30 in piazza Caduti Libertà, dove racconterò le difficoltà del quotidiano e cosa fecero alcune donne per affrontarle attivamente.

    Da lì ci dirigeremo verso le case popolari di via XXII aprile, dove ti farò conoscere le storie di Rosalia Haas ed Emma Sala. Donne comuni, coinvolte in una guerra totale e costrette a fare scelte estreme in un momento determinante per la storia del paese.

    Al termine del mio racconto, è previsto un intervento dell’artista e dei curatori del progetto artistico Prospettive 2025, dedicato alla memoria della Resistenza.

    La partecipazione all’iniziativa è gratuita e non è necessaria la prenotazione. L’evento è promosso dal Comune di Spilamberto nell’ambito del calendario proposto per la Giornata internazionale della donna.

    Donne nella Resistenza: una piccola anteprima

    Fra il 1939 e il 1945 la guerra totale concede alle donne spazi di partecipazione e opportunità di autodeterminazione ancora più importanti dei varchi aperti dalla mobilitazione per il primo conflitto mondiale. Molte ragazze e diverse donne già adulte sfruttano queste occasioni per assumersi responsabilità crescenti, contestando il pregiudizio diffuso che le lega a una subalternità perenne.

    Salvare chi fugge

    Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, diversi soldati del Regio Esercito scappano dai nazisti e cercano la salvezza nelle campagne. La solidarietà delle famiglie contadine si rivela decisiva per la loro sorte. In molti casi le donne e gli anziani aprono le porte delle cascine agli sbandati, li aiutano a liberarsi delle divise e donano loro abiti borghesi.

    L’impegno delle reti clandestine antifasciste e di tante persone comuni – in primo luogo donne – consente all’organizzazione di condurre verso il fronte dell’Italia meridionale anche diversi militari anglo-americani fuggiti dalla prigionia, evitando loro la cattura da parte dei nazisti.

    Le donne e gli uomini sorpresi nell’atto di assistere gli sbandati, i prigionieri in fuga o gli ebrei subiscono gravi conseguenze patrimoniali e fisiche.

    Volontarie della libertà

    A partire dall’autunno 1943, si registrano gli ingressi di diverse ragazze e donne nella Resistenza. La loro scelta non è forzata dal richiamo alle armi, ma completamente libera.

    Molte non decidono di cominciare la lotta soltanto per far finire la guerra e liberare l’Italia dall’occupazione tedesca, ma anche per avviare o proseguire un cammino di emancipazione.

    L’impegno nella Resistenza civile

    Le attività assistenziali dei Gruppi di difesa della donna e le azioni armate delle combattenti sono fondamentali per il buon esito della lotta di liberazione.

    Molte donne attive nelle organizzazioni clandestine non prendono le armi, ma si distinguono nell’aiuto ai prigionieri alleati e nel sostegno continuo ai partigiani combattenti. Sono dunque protagoniste della Resistenza civile, che consente al movimento armato di trovare basi e nascondigli sicuri.

    Le staffette e le combattenti

    Le staffette assicurano i contatti fra le unità, smistando ordini, munizioni e armi destinate ai ribelli. La condizione delle portatrici, equiparate agli ufficiali di collegamento, è una delle più pericolose in assoluto, poiché possono essere sorprese dai nemici nell’atto di nascondere biglietti in codice e strumenti offensivi.

    Altre donne scelgono, invece, di entrare nelle formazioni combattenti e di prendere le armi, vivendo in clandestinità al pari degli uomini. Accettano, pertanto, il rischio di uccidere e di perdere la vita negli scontri col nemico.

    Quando i nazisti e i fascisti catturano le partigiane, le sottopongono a torture più dolorose di quelle riservate agli uomini. I militi praticano la violenza sessuale per punire la sfrontatezza delle donne non disposte a conformarsi ai tradizionali ruoli di genere.

    Una storia poco nota

    Le azioni delle donne rimangono tuttavia molto spesso nell’ombra. Alla fine della guerra molte di loro preferiscono rientrare nelle famiglie senza farsi notare troppo, poiché nell’Italia rurale l’interpretazione tradizionale del ruolo femminile è ancora molto forte. Altre protagoniste della Resistenza, invece, restano escluse dalle grandi narrazioni, poiché il loro ruolo assistenziale è troppo poco “epico” per le volontà celebrative maschili.

    La conquista del voto e la persistenza dei pregiudizi

    Dopo la Liberazione l’impegno delle combattenti e la determinazione delle civili convince la maggioranza degli uomini politici ad assicurare il diritto di voto alle donne italiane.

    La conquista dell’elettorato attivo e passivo costituisce il primo passo verso un’emancipazione problematica, poiché le tendenze conservatrici della società italiana contribuiscono a mantenere un forte attaccamento alla tradizione cattolica e ad ancorare le donne a ruoli casalinghi o subalterni.

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  • Storie tra i ciliegi in fiore: trekking a Vignola

    Storie tra i ciliegi in fiore: trekking a Vignola

    AGGIORNAMENTO: il trekking Storie tra i ciliegi in fiore è annullato.

    Domenica 29 marzo 2026 racconterò Storie tra i ciliegi in fiore in un trekking a Vignola. Cammineremo tra il Santuario della Beata Vergine della Pieve e la collina di Campiglio, ammirando la fioritura dei ciliegi. In questo splendido scenario, ti farò scoprire gli intrecci tra la “grande storia” e la società contadina.

    Il trekking è organizzato in collaborazione con l’Azienda agricola Vezzali-Golinelli, che coltiva diversi terreni nella zona interessata dal percorso.

    Storie tra i ciliegi: il percorso

    Il ritrovo è fissato alle ore 15 nel parcheggio del Santuario della Beata Vergine della Pieve, in via Santuario della Pieve, a Vignola.

    Il trekking dura circa 2 ore, comprese le soste narrative. Cammineremo su sentieri e strade asfaltate a bassa percorrenza, affrontando tratti in salita e discesa non particolarmente impegnativi per arrivare a Campiglio e tornare al punto di partenza.

    Al termine del percorso, l’Azienda agricola Vezzali Golinelli preparerà una merenda con crostata di ciliegie, succhi di frutta, pane e marmellate.

    Raccomando di indossare scarpe con la suola un po’ scolpita, adatte a camminare su terreni misti. I modelli da trekking, da running o da passeggio nella natura sono tutti adatti. Le sneakers lisce e le scarpe da città sono sconsigliate.

    Come partecipare

    Per partecipare, è necessario iscriversi contattando l’Azienda agricola Vezzali Golinelli.

    Si prevede una quota di partecipazione di 20€ (10€ per il trekking storico e 10€ per la merenda).

    Che cosa racconterò?

    Come vivevano le donne e gli uomini delle campagne vignolesi mentre il mondo tutto intorno si accendeva fino a divampare per gli effetti delle guerre?

    Quali sono gli intrecci tra la quotidianità dei contadini e la “grande storia” che prende forma intorno a loro, spesso grazie a loro?

    Camminando tra il santuario della Pieve e la collina di Campiglio, racconterò vicende avvenute nel Risorgimento, nel corso della Prima guerra mondiale e nella Resistenza, collegandole ai vissuti delle persone che coltivavano le terre di Vignola.

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